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BEAUTY NEWS

African Print Fashion Now!Stampa con la regina ElisabettaStampa con la borsa di Michelle ObamaStampa con orologiStampa con macchina fotograficaMotivi graficiStampa con rondiniWax & Co. di Anne Grosfilley

Il wax, tessuto di cotone stampato a cera in coloratissime fantasie, considerato la stoffa africana per antonomasia e sempre più spesso preso in prestito dai designer dell’haute couture, a ben vedere è tutt’altro che africano: nasce in Indonesia, è prodotto in Europa ed è incalzato oggi dalla concorrenza cinese. Una sorta d’intrigo internazionale in salsa antropo-fashion che Anne Grosfilley, probabilmente la maggiore esperta di African fabrics in circolazione, ricostruisce per filo e per segno in “Wax & co. Antologia dei tessuti stampati d’Africa”, ricercato coffee table book, ricchissimo però anche di contenuti, in uscita per l’Ippocampo Edizioni.

Nel 19° secolo gli olandesi, di stanza in Indonesia e affascinati dal batik giavanese, pensarono di organizzarne una produzione industriale da vendere localmente (un’impresa analoga era stata fatta dai britannici in India, ed era andata alla grande dal punto di vista commerciale). Ma l’operazione prese più tempo del previsto e quando il nuovo tessuto – il wax, appunto – vide la luce non era più competitivo, anche perché nel frattempo pure gli artigiani locali si erano mossi, meccanizzando e velocizzando il processo di stampa. Che fare a quel punto? Per non mandare l’investimento in fumo serviva un nuovo mercato. E gli olandesi lo trovarono, grazie a un intermediario scozzese, nella Gold Coast (l’attuale Ghana). Qui i missionari avevano appena introdotto la macchina da cucire, che ben si adattava alle stoffe sottili ma non a quelle artigianali locali, molto più spesse.

Tra gli africani e il wax è amore a prima vista. Il prodotto è subito richiestissimo, anche fuori dal Ghana, e si diffonde in tutta l’Africa occidentale e centrale. Una delle ragioni del successo va ricercata nella creatività dei commercianti, che attribuiscono un nome e un significato a ogni stoffa. Indossando un certo tipo di wax si veicola un messaggio specifico: una preferenza, un’appartenenza, un merito, un’aspirazione o anche un’idiosincrasia. Per dare un’idea: ci sono wax celebrativi con l’effigie della regina Elisabetta o la borsetta di Michelle Obama, altri ironici-aspirazionali con il simbolo del dollaro o accessori di lusso, altri che rielaborano grafismi tradizionali… «Il wax – spiega Grosfilley – può essere considerato un simbolo dell’incontro tra culture, ed è diventato un elemento di unità panafricana, sebbene il suo arrivo in Africa possa essere considerato da molti punti di vista casuale». Ma la Cina? Cosa c’entra la Cina? «Oggi molte fabbriche cinesi stampano imitazioni del wax senza ricorrere però al processo bifacciale tipico del batik. Questi tessuti spesso riprendono e rielaborano in nuove combinazioni cromatiche i disegni ideati dal brand olandese Vlisco, che è il più grande produttore mondiale del wax di alta qualità e ha aperto stabilimenti anche in Africa. Attirano gli acquirenti in virtù della loro economicità: hanno, infatti, prezzi inferiori da sei a dieci volte». La produzione asiatica rappresenta davvero una minaccia? «Dal punto di vista del consumatore africano probabilmente no. Ma non c’è solo quello da considerare. La riproduzione dei disegni Vlisco costituisce una violazione alla proprietà intellettuale ma pone anche un altro tipo di problema etico, che riguarda il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori impegnati nella filiera. Vlisco è tenuto a rispettare gli standard europei, le fabbriche cinesi no. C’è da notare poi che gli stabilimenti tessili africani patiscono questa concorrenza. Molti hanno dovuto chiudere».

La moda oggi guarda all’Africa e al wax con molta attenzione, come prova il successo della mostra itinerante African Print Fashion Now!, dal 6 ottobre al Mint Museum di Charlotte. Tutto questo interesse è positivo?
«Quando una grande maison, come Louis Vuitton, Junya Watanabe, Jean-Paul Gaultier o Agnès b, usa il wax, è una consacrazione. È il suo riconoscimento come un prodotto di lusso, ma anche un elemento culturale che un artista utilizza per raccontare una storia, esprimere un’emozione. La storia di questa stoffa evidenzia il suo carattere transcontinentale, dunque non ha molto senso in questo caso parlare di appropriazioni indebite o di travisamenti. Però sarebbe importante che chi scelga di usare il wax si impegnasse a valorizzare  il made in Africa. L’industria della moda è un campo artistico, ma anche un motore economico potente. Se l’Africa è di moda, ma non ci sono vantaggi economici per gli africani, il processo rischia di diventare sterile».

di Stefania Ragusa

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by Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversanoby Justin Aversano

Bio: Justin Aversano, b. 1992, is an artist and curator based in New York, NY. Aversano studied at the School of Visual Arts in New York graduating in 2014 with a concentration in photography. Aversano has exhibited work in Brooklyn and Manhattan.

Aversano’s curatorial repertoire includes a number of shows with an emphasis on community at The Living Gallery, Bushwick Community Darkroom, Petite Gallery and The Storefront Project. Aversano is the Co-Founder and Creative Director of Save Art Space and co-curates bi-monthly public art installations partnering with local and regional businesses to convert billboards and languishing spaces into works of art. Founded in 2015, Save Art Space enriches local communities through public beautification and fosters creative culture by giving artists the opportunity to use our platform to display their work.

Artist Statement: For “Twin Flames” I photographed 100 sets of twins, aiming to create body of work focused on the existence of multiple births and the phenomena of twindom through an immersive portrait survey. Twins and multiple siblings provide a lens on the magic and causality of biology. In our everyday society, twins, triplets et al. have an assigned position within all current and historical cultures—a shared tulpa of genetics, fate and timing. Twindom has a deep root in shared storytelling, its visuals conjure metatextual manifestations across the astrological, the mythological, the academic and the popular, stringing together tangents of the everyday and simultaneously karmic. By using three formats of film Polaroid, 120mm, and 4×5 by focusing on the simple idea of seeking an “intentional phenomenology” by direct image making, I can facilitate a broad and reflexive photographic engagement that is about these unique individuals and their presence in our collective nature.

About the project: “Twin Flames” is a photographic exploration of the phenomenology of twins. From early in photography’s history, twins have been catalogued and investigated through photographic means; in medical journals and textbooks to the uncanny lens of artists such as Diane Arbus and Vivian Maier, twins have been a constant cultural fixation on the weird and preternatural that is prevalent across the genetic pool. Photographer Justin Aversano’s own life and work is connected in a similar eldritch way, learning later in life that he is the surviving sibling of a set of fraternal twins, his twin sister having not developed properly in utero and causing his mother a partial miscarriage while they were in the womb. It was not until Justin began working with spiritual guides and psychics that he was able to reconnect with his lost twin sister, learning that part of her still remains with him when he absorbed what he believes is her spiritual existence, which bonded with him and has continued on as a part of him, later leading him to create this body of work. “Twin Flames” is a collection of 100 sets of twins, both identical and fraternal, that Justin sought out in order to better understand his own place within the narrative of this unique genetic occurrence. By photographing twins across a variety of photographic formats, while allowing them to set the circumstances of their environment and visual representation, Justin believes this project allows for a greater understanding of twins as a not outliers in our world, but as unique manifestations of the multiplicity of the self in both the physical and spiritual realms.

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Capelli in caduta libera? Può capitare che, dopo un’estate di alte temperature, sole rovente ed esposizione a salsedine, vento e cloro, i capelli perdano la propria forza, arrivando a spezzarsi e a cadere. A nessuno, però, piace vederli sulla federa del cuscino o dappertutto in bagno: è tempo di correre ai ripari.

A MONTE Come spiega hairstylist Giulia Rossi di Giulia Salon & Day Spa, «le cause della caduta in questa stagione, vale a dire con l’approssimarsi dell’autunno, sono perfettamente naturali. Guarda caso avvengono in contemporanea con la caduta delle prime foglie dagli alberi. Inoltre, considerate che circa ogni 4/5 anni ciascuno di noi vive ciclicamente un anno di caduta capelli più intensa». Insomma, non siete le sole a perdere capelli dopo i mesi estivi. «Va detto, però, che chi ha per natura capelli fini e senza volume (dunque con il bulbo di dimensioni più piccole) tenderà a sperimentare una caduta più importante rispetto a chi ha capelli spessi e folti», precisa l’esperta. Inoltre possono contribuire alla caduta anche altri fattori, vedi ad esempio invecchiamento, forte stress, variazioni ormonali, alimentazione squilibrata.

CHE TIPO DI PRODOTTI CONTRASTANO LA CADUTA Secondo Orietta Viziale, direttore scientifico e della formazione di Phyto, «in caso di capelli deboli e di caduta in corso aiuta un’accurata pulizia del cuoio capelluto, unitamente a un ciclo di fialette ristrutturanti per favorire la massa capillare. In parallelo si può considerare l’uso di un siero specifico che promuova la densità capillare». L’hairstylist Giulia Rossi suggerisce prodotti a base naturale, delicati sulla chioma. «Ottimi quelli contenenti curcuma: associato ad alcune erbe ayurvediche, questo ingrediente svolge un’azione rinvigorente sul cuoio capelluto». E, ricordiamolo, il cuoio capelluto è un po’ come un terreno da coltivare: più è in salute, meglio cresceranno i fusti capillari.

HAIR ROUTINE MIRATA E TEMPESTIVA Quando il problema della caduta è tangibile (e non una paranoia personale), Rossi suggerisce di fare una cura beauty drastica: «acquistate shampoo, conditioner e siero per la cute specificatamente anti caduta e usateli con costanza ogni giorno. Un errore da non commettere? Attenzione a non interrompere il ciclo di cura per almeno un paio di mesi consecutivi: gli effetti, infatti, si iniziano a notare solo dopo alcune settimane di utilizzo senza pause». Insomma, cercate di essere pazienti e applicatevi con l’hair routine.

BENE GLI INTEGRATORI, MA NON DIMENTICATE LA DIETA «La stessa costanza riservatela ai cicli di integratori: possono aiutare molto», assicura Rossi. «Consiglio prodotti da assumere per via orale contenenti vitamine A, B, C e E, oltre a minerali come zinco e ferro, utili per velocizzare i processi di cheratizzazione». «Molto fa anche l’alimentazione», ricorda Viziale: assicuratevi che la vostra dieta non abbia carenze di ferro e vitamine del gruppo B». «Gli alimenti da farsi amici in questi mesi? Sicuramente carne, legumi (in particolare ceci e lenticchie), frutta secca, cacao amaro e certi tipi di molluschi. Bene anche ortaggi a foglia verde, lievito di birra (lo trovate nei reparti bio del supermercato), pesce, piselli e latte vaccino. Un altro consiglio: date un taglio al fumo. Oltre a nuocere alla vostra salute, indebolisce i fusti capillari.

TRATTAMENTI RINFORZANTI DA FARE IN SALONE Affidarsi alle mani degli esperti per un aiuto extra contro la caduta dei capelli è un’ottima idea. Secondo Rossi, «in salone potete prenotare dei trattamenti di ossigenoterapia per pulire in profondità il bulbo capillare e contemporaneamente nebulizzare un prodotto anti caduta, che penetrerà più a fondo, con effetti ottimizzati. Fare un simile trattamento una volta a settimana per alcuni mesi andrà a rinforzare il bulbo, con il risultato di un capello più forte e sano». Diversi saloni hanno colto la richiesta di trattamenti mirati contro la caduta dei capelli, sia essa stagionale o meno: nei centri Cotril, ad esempio, si può provare il rituale Anticaduta o Revitalizing, mentre i saloni Aveda propongono l’Hair and Scalp treatment, che consiste in un trattamento riequilibrante per il cuoio capelluto, cui ne segue uno idratante o riparatore, a seconda delle necessità. Infine i parrucchieri di Jean Paul Myné, che per ridare vigore ai capelli deboli offrono il trattamento Ricostruzione e punte perfette (ideale in caso di capelli lunghi o molto lunghi).

APPUNTAMENTO IN FARMACIA Vi segnaliamo anche un’iniziativa voluta da Vichy Dercos, S.I.Tri. (Società Italiana di Tricologia) e TricoItalia (Associazione Italiana di Tricologia): a partire dal mese di ottobre verranno offerte gratuitamente analisi tricologiche professionali eseguite da tecnici di tricologia formati dalla S.I.Tri. Un’occasione per farsi consigliare la migliore strategia per la propria problematica: sono oltre 2.800 le farmacie italiane coinvolte e per trovarne una vicina vi basta visitare il sito www.vichy.it.

Nella gallery i nostri consigli per lo shopping anti caduta.

Foto in apertura Paolo roversi, Vogue Italia, marzo 2014

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La moda torna a riaffermare il suo impegno nel suo voler essere eco-sostenibile con la seconda edizione dei Green Carpet Fashion Awards che si terranno al Teatro alla Scala domenica 23 settembre: 13 premi relativi a 13 diverse categorie sono stati svelati in una conferenza stampa a Milano insieme alla lista di grandi ospiti internazionali come le attrici Julianne Moore e Cate Blanchett o la top model Cindy Crawford.

“Il cambiamento non è più all’orizzonte. Il cambiamento è qui. Lo dimostra la nuova edizione dei GFCA. E lo dimostra ancora di più la catena produttiva dell’industria del lusso italiana, una filiera che si rivela sempre più resiliente, agile e attenta alle tematiche eco sostenibili. A livello globale, il Made in Italy è davvero all’avanguardia in fatto di sostenibilità”, ha dichiarato Carlo Capasa, Presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana.

I GFCA si sono già ritagliati un posto d’onore nell’attenzione del fashion system internazionale nonostante siano stati una recente aggiunta al fitto calendario milanese di eventi e sfilate. La loro prima edizione ha radunato i più importanti nomi della moda e dello spettacolo raggiungendo un’audience planetaria che spazia dal fashion allo showbiz, dall’innovazione alla scienza fino alle nuove piattaforme dedicate all’ecologia. Quest’anno, l’installazione-giardino al centro di Piazza Scala sarà curata da Hamish Bowles, Vogue International Editor at Large “Il motivo del colibrì, filo che attraversa l’evento GCFA, è stato scelto poiché questo uccello dalle piccole dimensioni rappresenta l’adattabilità e la resilienza dell’industria della moda, caratteristiche intrinseche del concetto di sostenibilità. Abbiamo guardato all’immaginario del diciannovesimo secolo che testimonia il grande fascino di quell’epoca per questi uccelli, che continuano a catturarci con loro bellezza apparentemente senza peso, la loro leggerezza di essere.”

Tra i premi più prestigiosi e importanti, però, resta The Franca Sozzani GCC Best Emerging Designer, figura fondamentale che col suo operato ha aperto la strada dell’impegno volto alla sostenibilità e alla tutela della diversità. I finalisti di questo premio sono stati scelti a luglio 2018 durante la settimana di Haute Couture a Parigi da un’illustre giuria. Cinque di loro arriveranno sul palcoscenico del Teatro alla Scala e uno verrà coronato vincitore aggiudicandosi un anno di mentorship completamente sponsorizzato da The Bicester Village Shopping Collection. Tra i premi, un’altra categoria è stata svelata: si tratta di The Visionary Award, riconoscimento assegnato quest’anno alla giornalista e icona Suzy Menkes, premio annunciato durante un’occasione speciale a Venezia durante la recente Mostra del Cinema. Tra i partner dell’evento: The Bicester Village Shopping Collection by Value Retail, Chopard, Borsa Italiana, ISKO, Technogym, The Woolmark Company, Gallerie d’Italia, Aquafil, Instagram.



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Un piccolo tempio della creatività. Lo store NikeLab di via Statuto 18 nel centro di Milano ha subito un take over per il lancio della collezione Tech Pack Fall 18 trasformandosi in un vero e proprio laboratorio creativo dove i desideri prendono forma. Il giovane cantante trap Capo Plaza, vero nome Luca D’Orso, insieme alla creativa Virginia Arcaro, ha messo in atto, presso il Tech Pack Lab, una sessione di customizzazione della nuova e innovativa collezione per 10 suoi fan che, registrandosi su nike.com hanno avuto la possibilità di vivere questa speciale esperienza. Al piano interrato, nel caveau, è stata esposta la creazione realizzata dall’artista insieme a Virginia.

Capi performanti e rivoluzionari che utilizzano nuovi materiali, elasticizzati e traspiranti, un ibrido tra mesh e tessuto, per assicurare massimo comfort. Chissà se Capo Plaza, che ha sempre confessato la sua passione sfrenata per la moda, dopo questa esprienza non decida presto di indossare nuovamente i panni di fashion designer.



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Settembre è un mese di transizione per tutto, inclusi i tessuti nel guardaroba. E tra loro, principe nel passaggio stagionale, quest’anno c’è il velluto, con un exploit massivo sul red carpet degli Emmy 2018, il primo importante della nuova stagione dello showbiz. La sua frequenza, di arrivo in arrivo e di personaggio e in personaggio, è stata così diffusa che la raccolta delle foto oggi si presta bene a una ‘lezione di stile’ sulle possibilità dello smoking di velluto, la cui forma più classica prevede tuxedo nero lucido in opposizione a pantaloni di lana, mat. Per chi non voglia esagerare (soprattutto perché il velluto è un tessuto che aggiunge subito volume alle forme naturali di chi lo indossa), l’opzione ultra light è nei dettagli, limitando il suo utilizzo a revers, bordi delle tasche, orli.

[Leggi anche: Gli uomini più eleganti agli Emmy Awards 2018]

I colori della tradizione accanto al nero sono il rosso, il verde e il blu. Tutti piuttosto gettonati la scorsa notte, con una prevalenza del terzo. Optare per altre nuance è un mezzo rischio perché tra morbidezza, volume e lucentezza, il velluto chiama in automatico l’attenzione e nessuno vuole finire sotto gli spot luminosi per il motivo sbagliato (ad esempio, un look non azzeccato). A guardare le foto degli Emmy, però, una regola non scritta per trovare una nuance diversa ma ‘non pericolosa’, c’è: non scostarsi dal colore dei propri capelli e dal proprio fototipo. Sembrano così bene equilibrati il velluto tra il tabacco e il cioccolato scelto da chi ha una chioma bruna, il senape per il biondo, il grigio per chi ha già barba e capelli sale e pepe. Il colore alla moda, scuro e cangiante? Il viola, tra le tonalità must della nuova stagione.

[Leggi anche: Abito scuro: 5 (perfette) interpretazioni d’attore]



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Dopo i negozi di fish and chips londinesi, Harry Styles arriva nella storica Villa Lante, vicino a Viterbo, per la nuova campagna Gucci Men’s Tailoring Cruise 2019. Il cantante, autore e attore in passato era già stato immortalato con gli abiti della linea sartoriale di Gucci per la campagna Fall Winter 2018 in un tradizionale “chippy” londinese, in compagnia di un pollo e di un cane. E si riconferma protagonsita per Cruise 2019, questa volta con ancora più animali – un agnello, una capra e un maialino – e in una location decisamente diversa: i giardini del XVI secolo, realizzati in stile rinascimentale manierista.

Fotogafato in questa ricca e colorata ambientazione da Glen Luchford, l’ex membro degli One Direction indossa una combinazione di pezzi sartoriali e tecnici della linea Gucci Men’s Tailoring, tutti ben riconoscibili attraverso l’uso di motivi, jaquard colorati, maglieria intarsiata, patch e proporzioni insolite. La campagna verrà lanciata a novembre su tutti i media.



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Chi di odio ferisce… Il brand Diesel si impegna a combattere il dilagare dei tanti haters che invadono la rete e in particolar modo i social media presentando una campagna che fa riflettere giocando con ironia, intelligenza e stile. In linea con la filosofia del marchio. Protagonisti della campagna relativa alla nuova linea di capi “Haute Couture” importanti celebrities internazionali e noti influencers, le categorie più prese di mira dagli haters, come la pop star Nicki Minaj, il rapper statunitense Gucci Mane, gli attori Bella Thorne e Tommy Dorfman.

Il messaggio che si vuole trasmettere è unico e importante: “The more hate you wear the less you care.” Ossia piú odio indossi, meno te ne interessi. Quando si viene colpiti da odio ingiustificato bisogna mostrarlo. Più si espone, trattandolo con ironia e irriverenza, meno potere ha di fare del male. I giovani testimonial hanno così scelto i peggiori commenti che abbiano mai ricevuto e Diesel li ha stampati su capi esclusivi creati per ognuno di loro. Nicki Minaj é stata soprannominata “The Bad Guy”, a Gucci Mane è stato detto “Fuck you, Imposter”. Bella Thorne è stata chiamata “Slut”. E Tommy Dorfman, uno dei giovani protagonisti della serie Tredici, è stato insultato con “Faggot”.

Tutti questi commenti sono ora gli slogan dei capi in edizione limitata della collezione Haute Couture, disponibile dal 17 settembre in selezionati negozi Diesel e sul sito del brand. Per visualizzare il divertente video relativo alla campagna cliccate qui. Il marchio inoltre, in mercati chiave nel mondo, a partire dal 6 ottobre, permetterà ai clienti di personalizzare questa nuova collezione creando ed indossando i peggiori commenti che abbiano mai ricevuto. Con i proventi della vendita della collezione, Diesel farà una donazione a sostegno di un programma di beneficenza contro il bullismo ed il cyberbullismo. Il potere di trasformare l’odio in amore.



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Reginald Kenneth Dwight, in arte Elton John, ha influenzato con le sue melodie più di mezzo secolo di storia della musica. Inglese doc (nel 1998 è stato fatto Cavaliere dalla Regina Elisabetta II per i servigi resi alla musica, alla cultura inglese e alle opere di beneficenza) è stato da sempre grande appassionato di moda e sin dall’inizio della sua carriera si è affermato come icona di stile. Anche adesso, a 71 anni compiuti, continua a prestare molta attenzione a tutto ciò che indossa seguendo le ultime tendenze. Si può dire che il suo stile nei decenni si sia evoluto in parallelo al tipo di musica cantata sul palco. Se sul finire degli anni ‘60, quando decise di intraprendere la carriera solista (nel 1970 esce il suo primo album che porta il suo nome) prediligeva l’abbigliamento da cowboy, denim, pantaloni a zampa e colli di pelliccia, il suo stile cambia radicalmente a mano a mano che ci si avvicina agli anni ’80, quando il suo look e le sue canzoni virano più al pop che al rock. Ed ecco camicie ricche di piume e volants, tessuti broccati, giacche optical dalle spalle oversize, parrucche in stile punk e originali cappelli che servivano a nascondere il problema della calvizie (a quel tempo non era ancora ricorso ad altri stratagemmi).

John, sempre in compagnia del suo amato pianoforte, riesce a dominare il palco come pochi altri. Un’energia e un calore che strabordano e accendono gli animi di tutti gli spettatori. Con i suoi outfit e le sue smorfie, le sue mosse, diverte il pubblico senza mettere in secondo piano le sue straordinarie doti canore. La sua vita glam si potrebbe raffigurare in una cascata di lustrini e paillettes; le stesse che decorano le sue giacche e suoi accessori, la sua più grande passione, dopo la musica. Impossibile non parlare poi dei suoi occhiali, segno distintivo da sempre del suo look. Ne ha una sconfinata collezione, si parla di alcune migliaia. E poi orecchini, anelli e collane e tante, tantissime scarpe.

Agli inizi del 2000 inizia un’altra fase per il cantante; gli anni passano, John sposa il compagno David Furnish nel 2004 e hanno due bambini, entrambi nati dalla stessa madre surrogata, Zachary e Elijah. Le sue apparizioni sono più rare e i suoi look sempre meno eccentrici. Il 25 gennaio 2018 annuncia l’ultimo tour della sua carriera, “Farewell Yellow Brick Road Tour”, che lo vedrà impegnato in circa 300 date. La rockstar ha chiesto a Gucci di creare il suo intero guardaroba di scena per quello che sarà un capitolo straordinario nella storia del rock e l’esibizione culmine di tutta una carriera.

Negli ultimi anni fra Elton John e il Direttore Creativo di Gucci, Alessandro Michele, si è creata un’amicizia che ha portato all’inclusione nelle collezioni del brand di diversi abiti e accessori ispirati agli iconici costumi di scena resi famosi dall’artista. Elton per il tour, che ha preso il via sabato 8 settembre ad Allentown, in Pennsylvania, indossa sia abiti pomposi ed eleganti, come una serie di preziosi frac, arricchiti da vistosi ricami, pantaloni in seta ottomana nera con dettagli in paillettes, sia capi in puro stile rock ‘n’ roll. La mise con cui la star chiude i concerti è stata scelta a partire da uno dei capi preferiti del suo guardaroba: la vestaglia. Quella realizzata da Gucci presenta sulla schiena la scritta “Elton John” in cristalli bianchi. Grande attenzione infine è dedicata alle scarpe; in pelle e suède in un’ampia gamma di colori, tante sneakers colorare e diverse paia con stelle luccicanti sulle punte o decorate con una “E” sul piede destro e una “J“ su quello sinistro. Non poteva chiudersi in modo migliore la carriera del grande artista; con lo stile che più lo rappresenta e che lo ha reso amato in tutto il mondo.



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Stanchezza digitale per le ore passate davanti a un device. La luce blu è l’ultimo fattore di invecchiamento precoce a cui fare attenzione perché incide pesantemente sulla nostra pelle e sulla stanchezza dei nostri occhi. Anche Chiara Ferragni, costantemente connessa, ha deciso settimana scorsa di prendersi una pausa per una giornata, staccando completamente la spina dai social. Il motivo, in realtà,  era la promozione del nuovo contorno occhi di Estéé Lauder Advanced Night Repair Eye crème che favorisce la riparazione dalle aggressioni esterne. Un’operazione di marketing che però sarebbe una buona abitudine da prendere. Questa luce blu, infatti, è dappertutto: da una parte arriva dal sole e fa parte dello spettro della luce visibile, dall’altra arriva dagli schermi di tablet, smartphone, pc ed è artificiale. Recenti studi hanno dimostrato che esiste una connessione tra la sovraesposizione a questi schermi e la comparsa di rughe e macchie scure. Proteggere il contorno occhi dalla luce blu deve diventare un gesto automatico da includere nella routine di bellezza, con prodotti cosmetici ad hoc e occhiali specifici. Nowwave, per esempio,  è la startup italiana che ha messo a punto gli occhiali da vista neutri o con lenti graduate studiate appositamente per la luce blu. Si possono ordinare direttamente online e grazie alla webcam si possono provare i vari modelli virtualmente.

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Jade LauriceDal backstage delle sfilate Frankie MorelloGinnifer GoodwinDa InstagramLinda TolDominique JacksonGucci Cruise 2016Helen MirrenJamie Lee CurtisKota MooreDa InstagramCapelli grigi: il fascino delle sfumature silverMel BMel BDa InstagramRenee VictorCharisma StarCapelli grigi: il fascino delle sfumature silverDa InstagramRita MorenoSalma HayekDa InstagramDa InstagramDa InstagramDa InstagramAmandla StenbergDa InstagramDa InstagramDa InstagramDa InstagramHelen LasichanhDa Instagram

Capelli grigi naturali o colorati in Salone, poco importa! Il trend delle chiome impreziosite da sfumature argentee è sempre più attuale.

GRIGIO, UN NUOVO COLORE DI TENDENZA Nato qualche anno fa nello street style più all’avanguardia come tinta novità, rilanciato poi sulle passerelle di tutto il mondo, scelto contemporaneamente nella sua versione “naturale” da donne (celebri e non) impegnate sul fronte della liberazione dall’incubo della ricrescita, il granny look è fra le scelte di colore per capelli contemporanee più coraggiose e al tempo stesso più cool. Non per nulla, lo hanno adottato celeb come l’attrice Salma Hayek, la cantante Mel B, l’influencer Linda Tol! Per far sì che portare i capelli grigi si riveli una scelta vincente esistono tuttavia una serie di dettagli da tenere in considerazione.

CAPELLI GRIGI: A CHI STANNO BENE È fra i trend più presenti sui profili di beauty addicted e modaioli di Instagram. I capelli grigi, chiamati anche granny hair e silver hair, sono un autentico tocco di stile per chi ha una carnagione fredda oppure molto calda, indossa abiti dai colori pop e sceglie sempre un make up particolarmente vivace. In poche parole è un colore di capelli che si abbina perfettamente con un look a contrasto, e rappresenta un modo efficacissimo per “mettersi” in risalto.

CAPELLI GRIGI: QUALE TAGLIO ABBINARE È uno di quei colori che possono facilmente adattarsi a qualunque stile! Tra i tagli preferiti con il grigio c’è il corto maschile, in versione pixie cut, under cut, side cut oppure con ciuffo, come vuole il trend di stagione. Perfetto anche su un bob classico o sfilato, su un lob e anche sul lungo mosso più tradizionale.

CAPELLI GRIGI: SE HAI PIU’ DI 40 ANNI Se dopo i 40 anni ti attrae l’idea di puntare sui capelli grigi per eliminare a monte l’incubo della ricrescita, o se la motivazione è proprio quella di assecondare il colore “naturale”, varrà la pena adottare alcuni dettagli di stile per assicurarti un look sempre fresco, dinamico e perfettamente up-to-date. Se è vero che per donne più mature il capello grigio può rappresentare una scelta coerente con l’età e i processi fisiologici naturali, ciò che non bisognerà mai dimenticare è che l’effetto “sciatteria” rischia di essere comunque dietro l’angolo! Sarà pertanto fondamentale seguire alcune piccole, preziose regole di bellezza!

1.Fa’ che il taglio sia sempre curato e soprattutto “di stile”. 2.Per la detersione punta su prodotti specifici per i capelli grigi, che ne esaltino la brillantezza e i riflessi argentei. 3.Tieni sempre sotto controllo le “virate” di colore sul giallo con trattamenti specifici, magari con l’aiuto del tuo parrucchiere di fiducia. 4.Indossa colori accesi “a contrasto” 5. Trucca il viso e metti in risalto occhi e soprattutto la bocca.

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«Vorrei un biondo freddo, non troppo caldo o effetto paglierino». Quante di voi, almeno una volta nella vita, si è ritrovata a dire questa frase al parrucchiere e, come da copione, è uscita dal salone senza la sfumatura fredda che voleva sui capelli? Il biondo cenere è infatti uno dei più difficili da ottenere.

Perché? È il biondo “delle bambine” e delle donne nordiche, quasi tendente al bianco, da non confondere però con il platino. Le fortunate che riescono ad averlo senza troppi sforzi sono le castane chiare. Chi ha invece riflessi naturalmente ramati e ambrati, una volta decolorato il capello, otterrà shade caramello o miele e dovrà andare più di una seduta dall’hairstylist prima di vedere il risultato desiderato. C’è anche un utile alleato da usare a casa, ovvero shampoo e balsamo con all’interno una punta di viola per eliminare il giallo. Da evitare invece i prodotti schiarenti alla camomilla perché enfatizzano l’effetto “paglia”.

A chi sta davvero bene il biondo cenere? A chi ha un incarnato chiaro, lunare, quasi bianco, con sottotono freddo o rosato. Sulla pelle olivastra invece sì a ciocche nordiche ma solo come punto luce.

Il make-up da abbinare. Glow, per accendere il colore dei capelli, oppure nero sugli occhi per conferire un’attitude rock-chic. Sì anche ai rossetti, dal lampone al rosso freddo.

Le star di riferimento. Le primissime a sfoggiarlo sono state Farrah Fawcett e Michelle Pfeiffer. Poi il mito Carrie Bradshaw. Nella gallery le chiome hollywoodiane biondo cenere più belle.

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Il 31 ottobre è la notte più spaventosa dell’anno. Quest’anno, qualche giorno prima, il 26 per l’esattezza, debutterà su Netflix la serie tv Chilling Adventures of Sabrina che racconterà, appunto, la storia della strega più amata di sempre. Ma la sorpresa più cool arriva da Lush che crea 10 nuovi prodotti di bellezza ispirati ad Halloween. Tra questi la Sparkly Pumpkin Bubble Bar al profumo di zucca, la Eyeball Bath Bomb rilassante che trasforma però l’acqua in una tonalità rosso sangue, e il Black Cat Bubble Bar, molto simile a Salem, il gatto nero di Sabrina. E anche se alla notte del “dolcetto o scherzetto?” manca ancora un mese… non abbiamo resistito nel condividere con voi questi nuovi toold di bellezza 100% cool, già in vendita online.

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Basta pensare a quanto contano i capelli per un viso – ma anche per uno styling- per capire l’importanza di trovare il giusto parrucchiere nella città della moda. I saloni hairstyle a Milano abbondano ma orientarsi non è facile, anche perché la maggior parte delle volte sono i parrucchieri che ci lavorano a determinare la qualità di un salone.

Per questo indicare gli indirizzi non basta: dai nomi più rinomati agli astri nascenti, fino ai più grunge, noi abbiamo identificato i 15 migliori parrucchieri di Milano da provare per taglio e piega, perché spesso il migliore a tagliare non è il migliore per il colore e non è neanche la prima scelta per un’acconciatura particolare.

La maggior parte di loro sono fondatori di un proprio salone – come Tommaso Incamicia, proprietario di My Place Hair Studio, Davide Diodovich e Franco Curletto degli omonimi saloni o Giampaolo Gori fondatore di Roots – mentre altri sono stylist impiegati in saloni che mantengono alta la propria reputazione anche grazie alle loro abilità con forbici, phon e spazzole. Quasi tutti sono tra gli hairstylist preferiti non solo nostri, ma di tante influencers, modelle e star.

Chi sono? Nella gallery in alto i 15 hairstylist da seguire, i saloni dove trovarli e i servizi per cui sono più conosciuti (e che vale la pena provare).

 

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Cara piastra,

sei l’accessorio del bagno a cui tengo di più. Di te non mi dimentico mai, neanche quando vado in vacanza, parto per un viaggio di lavoro o semplicemente dormo dal mio fidanzato che si lamenta di vivere una relazione a tre (con te ovviamente). Ogni tanto sono costretta a guardarti con diffidenza perché ti incolpano di tante cose. Soprattutto, di stressare i miei capelli e di danneggiarli. Ogni volta è la stessa storia: cerco di prendermi uno styler-detox, ma poi è più forte di me… non riesco ad abbandonarti e a credere che davvero mi puoi fare così male. Tu, che salvi ogni mio bad hair day. Tu che ci sei sempre quando non ho voglia o tempo di asciugarmi i capelli ma poi pretendo comunque avere una testa presentabile perché si sa, noi donne vogliamo tutto, i compromessi nella bellezza non ci sono così congeniali come lo sono con gli uomini. Tu che mi permetti di non spendere tutto lo stipendio per fare la piega dal parrucchiere, tu che mi consenti di cambiare look spesso e di passare dal liscio al mosso per darmi un’aria sempre diversa.

La verità, però, è che tra di noi il rapporto non è sempre così idilliaco, perché non puoi parlare. Da un oggetto che uso praticamente tutti i giorni e su cui ripongo attese e aspettative, mi aspetto comprensione, dialogo e non un rapporto a senso unico. Ci sono delle cose che vorrei tanto chiederti per migliorare l’intesa tra di noi. Mi piacerebbe, per esempio, che fare quella fatidica rotazione di 180 gradi per creare le onde a effetto naturale non fosse così semplice solo a dirsi ma anche a farsi. Le Millennials ti usano con tale disinvoltura da essere diventate le guru anche per le loro mamme che si fanno ritoccare la piega tutte le mattine, ma noi trentenni abbiamo qualche difficoltà in più e poco tempo per provare e riprovare per prendere la giusta manualità. Ecco, per favore puoi parlarmi e guidarmi quando arriva il momento esatto in cui devo girare il polso per avere le onde?

Un’altra cosa che mi piacerebbe è non dovermi affliggere di dubbi amletici e panico annesso ogni volta che esco di casa e non mi ricordo se ti ho spenta e se ho staccato la spina. Se vedi che chiudo casa e prendo l’ascensore ma ti ho lasciata in funzione, per il bene dell’integrità della casa e per la gioia della bolletta della luce, puoi avvisarmi? Non è bello andare a cena con la piega perfetta ma avere l’incubo di averti dimenticata accesa.

Vorrei tanto che mi leggessi nel pensiero e che durante i 15 minuti canonici che passiamo insieme, mi correggessi se prendo ciocche troppo ampie. Vorrei un tuo feedback su quello che sto facendo. Insomma, hai capito che mi sono affezionata? E che ti affido una parte fondamentale di me? Perché senza di te, io e il mio poco senso pratico non sapremmo come fare.

ghd con la sua nuova piastra Platinum+ esaudisce i nostri desideri di avere una styler che ci capisce a fondo e che prevede le esigenze dei nostri capelli semplicemente toccandoli, proprio come farebbe il nostro hair stylist di fiducia.  Grazie alla predictive technology, riconosce lo spessore dei capelli, la dimensione della sezione da modellare e la velocità di styling adattandosi costantemente per garantire sempre la temperatura ideale per lo styling. I sensori infinity monitorano la temperatura 250 volte al secondo per mantenerla costante a 185°C. E ci mette solo 20 secondi per riscaldarsi ed essere pronta all’uso.

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ghd Paltinum +

 

ghd Platinum+ con un sensore che copre l’intera area della lamella e algoritmi che prevedono in modo intelligente come si deve regolare il calore, assicura uno styling duraturo e un finish luminoso, senza danni. È la piastra che sa prevedere le nostre richieste… Suggerite questo magico algoritmo anche agli uomini, vi prego!

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Olivia Newton-John

Olivia Newton-John

La prima permanente venne eseguita nei primi anni del Novecento, a opera di un parrucchiere tedesco, Karl Ludwig Nessler che la eseguì nel suo negozio a Londra su sua moglie. Cavia, è il caso di dire, perché immaginate che coraggio occorreva per sottoporsi a un trattamento sperimentale, del quale nulla si sapeva se non che poteva tranquillamente polverizzare l’intera chioma. Evidentemente Nessler era ben sicuro della sua innovazione, perché funzionò e le signore, che fino a quel momento arricciavano i capelli con ferri riscaldati, comparsi per la prima volta a inizio del secolo, creando così onde che venivano poi per lo più raccolte in morbidi chignon. Negli anni ’20 e ’30, invece si prediligevano le finger waves, ovvero le onde piatte, perfette anche con i capelli medi che si iniziarono a portare in quel periodo, create con i ferri arricciacapelli e con i primi bigodini riscaldanti risalenti al 1930. Risale al decennio successivo la messa a punto del primo sistema di permanente a freddo, antesignano di quelli utilizzati oggi e da quel momento alcune importanti case cosmetiche iniziarono a cercare modi per realizzare sistemi professionali.

E dopo un periodo di revival della permanente, negli anni ’80, quando si portavano chiome iper-voluminose e un altro di oblio, dagli anni ’90, oggi si torna a parlare di permanente, anche perché i capelli ricci sono tornati a essere di gran tendenza da qualche stagione. Ma cosa è la permanente, come si realizza, è davvero pericolosa per il capello e anche oggi, con le nuove tecniche?

Se negli anni ’80, dicevamo, il riccio era portato fitto e dunque la permanente doveva creare chiome al limite del crespo, oggi si tende a prediligere movimenti più ampi, onde morbide e oltre che di riccio si parla di ondulazione, da realizzare con bigodini grandi. L’effetto dunque è molto più naturale che in passato.

Le formule

Sono meno aggressive oggi rispetto al passato perché contengono meno ammoniaca, quind danneggiano meno la fibra capillare e il cuoio capelluto.

Cosa fare dopo

Una volta fatta, la permanente non va “abbandonata” ma curata con una hair routine specifica. Che richiede innanzitutto idratazione e nutrimento del capello, per contrastare la secchezza che, inevitabilmente, contraddistingue i capelli ricci, anche con permanente. L’ideale sarebbe anche fare una maschera, meglio ancora se con ingredienti naturali come oli vegetali a base di mandorla, argan, jojoba, karité. Infine, ripetere il trattamento dopo 4 o 6 mesi, per non stressare troppo i capelli. Importante evitare di bagnare i capelli almeno per 24 ore dopo il trattamento.

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Il brushing

Se la permanente è bene eseguita dovrebbe permettere di non utilizzare troppi strumenti, ma anche solo le mani per asciugare i capelli.

Per quale tipo di capelli?

Se la chioma è particolarmente sfruttata o sfibrata, meglio evitare.  È possibile eseguirla su capelli colorati o decolorati, purché tra un trattamento e l’altro si lascino passare almeno due settimane. E meglio se con colorazioni vegetali. Ovviamente la permanente si può fare anche con capelli ricci che hanno bisogno di tono e volume.

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come mettere l'eyeliner

photo credit pinterest @missmarpol

L’eyeliner può allungare l’occhio, donare uno sguardo felino e intenso, renderci seduttive e ammalianti.

Tutte lo adorano, ma non tutte sanno come mettere l’eyeliner. Anzi, molte pensano che sia difficile da applicare e che sia quindi un prodotto riservato solo alle vere professioniste del make up. Niente di più sbagliato!

Stendere l’eyeliner non è un’impresa difficile. Basta solo un po’ di pratica e in pochissimo tempo anche voi diventerete bravissime.

Ecco dunque qualche dritta su come mettere l’eyeliner. eyeliner-pennaPrima di tutto, per mettere l’eyeliner, dotatevi di uno specchio ingrandente e assicuratevi di appoggiare il gomito su una superficie stabile (ad esempio sedute a un tavolino). Questa piccola accortezza vi consentirà di avere la mano più ferma e senza tremori.

Applicate un velo di cipria sulla palpebra. In questo modo l’eyeliner aderirà meglio.

La palpebra non va assolutamente tirata o rischierete di creare una linea non adatta al vostro occhio. Poiché l’occhio dev’essere semichiuso per mettere l’eyeliner, vi basterà alzare il mento di fronte allo specchio.

Partendo dall’esterno dell’occhio, procedete verso la parte interna dell’occhio. La linea dell’eyeliner dev’essere più sottile man mano che vi avvicinate all’interno dell’occhio.

La linea dovrà essere sottile se desiderate un look elegante, mentre potrà essere più spessa per uno sguardo più deciso.

CONSIGLIO: tenete a portata di mano dei cotton fioc e dell’acqua micellare. Vi saranno utili per correggere eventuali errori.

come mettere l'eyeliner

photo credit pinterest @phede

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Ciao ragazze,

siete anche voi dubbiose su come trattare la vostra chioma dopo il caldo afoso?

Ecco qui una carrellata di consigli per avere capelli sani dopo l’estate!

Innanzitutto, seguite una dieta quotidiana con il giusto apporto di proteine (per “costruire” la fibra del capello), minerali e vitamine. Tra i minerali, il più importante per la salute della chioma è il ferro (chi soffre di anemia, spesso, presenta anche capelli deboli).

Invece, per quanto riguarda le vitamine, è importante fare un check degli apporti vitaminici del gruppo B (vitamina B5 o acido pantotenico) e della vitamina H (biotina).

Foto di Vittoria Brondin

Inoltre, per avere capelli sani dopo l’estate scegliete shampoo delicati che non aggrediscano il capello, o di oli lavanti. Durante la settimana poi, a giorni alterni, regalate ai capelli un trattamento con una maschera ricostituente e rivitalizzante, preferibilmente a base di estratti naturali, di jojoba, mango, papaya, semi di lino, noce di macadamia. Vi consiglio di utilizzare i prodotti Kemon della linea Actyva Nuova Fibra. E’ un trattamento ristrutturante che esalta e potenzia l’effetto cosmetico del sistema di ricostruzione Nuova Fibra e contiene un complesso di molecole presenti in natura che lavorano in sinergia per ricreare i legami di solfuro all’interno della fibra. Grazie a questa formulazione, i capelli ritornano immediatamente setosi e morbidi sia sulle lunghezze che sulle punte. L’intera chioma è più docile al pettine, facile da districare e più semplice da asciugare.

Un altro rischio da non sottovalutare è la caduta dei capelli. Pensate che normalmente ogni giorno cadono dai 50 ai 100 capelli ma in Autunno per una serie di fattori legati alla lunghezza della giornata e alle variazioni della temperatura possono caderne molti di più.

Per evitare di perderne altrettanti provate il trattamento Crescina creato da Labo Suisse. Sono presenti nella linea shampoo e fiale. Il trattamento in shampoo è composto da principi attivi del brevetto anticaduta Labo (Idrossiprolina, Acido Aspartico, Attivatore enzimatico) e da prevetti per la protezione del follicolo e per contrastare l’invecchiamento cellulare del sistema pilifero (test in vitro sugli attivi) al fine di favorire la riduzione della caduta dei capelli. Il trattamento in fiale è ad uso topico di impiego cosmetico che aiuta a frenare la caduta dei capelli, contrastandone le diverse cause di caduta e contribuendo alla coesione del capello al cuoio capelluto. Si basa sulla presenza del primo brevetto anticaduta: Idrossiprolina, Acido Aspartico e un Attivatore Enzimatico che sinergicamente aiutano a contrastare il distacco precoce del capello, frenando progressivamente il processo di caduta.

Il mio ultimo consiglio è quello di utilizzare prodotti a base di estratti botanici e oli essenziali naturali e biologici, senza quindi utilizzare siliconi e ingredienti sintetici. Ho scelto per questo motivo la nuova linea Hair di Bioearth Hair che rende i miei capelli nutriti, morbidi belli e visibilmente sani nel tempo. In particolare vi consiglio la linea Antioxidant (Shampoo antiossidante, Maschera e Balsamo remineralizzanti) a base di microalga spirulina, indicata per dare energia e protezione a tutti i tipi di capello, in particolare quelli stressati ed esposti all’inquinamento ambientale.

Vedrete che con questi piccoli consigli avrete capelli sani dopo l’estate!

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glass hair

Ph. Pinterest

Specchio specchio delle mie brame, dimmi quale sarà il taglio capelli autunno inverno 2019 più cool del reame? “Oh mia regina una cosa è certa: sul trend glass hair devi stare allerta”. Lo specchio aveva ragione e, dopo aver dato un’occhiata alla guida ai colori capelli 2019, è tempo di indagare sul taglio capelli che ci farà sognare nei prossimi mesi.

Dici taglio capelli autunno inverno 2019, dici glass hair, vanno a braccetto ma… di cosa si tratta? Glass Hair è la nuova versione del blunt bob (qui tutto quello che devi sapere sullo shob, anche detto blunt bob) perfettamente lucido. Si tratta di un taglio netto dalla lucentezza che sembra vetrificata e dalla texture dritta, liscia e setosa. Si tratta di un taglio abbinato ad uno styling semplice (e preciso) da realizzare comodamente a casa.

Vi siete innamorate di questo taglio e volete saperne di più? Qui la guida ufficiale ai glass hair completa di tutorial e molto altro ancora!

taglio capelli autunno inverno 2019

Ph. Pinterest 

Amante variare? Amate ciuffi e frangia? Vorreste provare i glass hair ma avete ancora qualche dubbio che vi tormenta? Non ne siete del tutto sicure? Nessun problema, qui una variante dei glass hair con frangia che vi farà innamorare (perfetto anche per le ricce/mosse).

Che ne dite del taglio capelli autunno inverno 2019 più cool di tutti? Siete pronte a darci un taglio? Se avete esagerato con il sole, avete una chioma troppo lunga o volete semplicemente cambiare look è il momento giusto di farlo! Rientra anche nella lista di rimedi per i capelli sfibrati!

L’appuntamento è sul canale youtube, su Alice Cerea e nelle stories di Instagram con tantissimi tips beauty e non solo, alla prossima!

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