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BEAUTY NEWS

Sarà un ricco appuntamento quello di Lineapelle che torna a Milano – Fieramilano Rho – dal 20 al 22 febbraio. La fiera è un punto di riferimento internazionale per le pelli, gli accessori e tutte le componenti e i materiali alternativi destinati alla clientela della fashion & luxury industry. Più di mille espositori, provenienti da ben 44 Paesi, con un incremento delle aziende italiane, che da sempre sono leader in questo settore.

Importante l’aspetto sensoriale, dove i visitatori possono toccare con mano circa 2.000 campioni di prodotto sviluppati, declinando il trend mood Empathy, studiato per la stagione Primavera/Estate 2019, all’interno dei tre Padiglioni 13, 9 e 22.

Tendenze, tecnologia ma anche innovazione. Lineapelle è un una vera factory di nuove idee, grazie a una serie di workshop presenti in calendario.

Martedì 20 febbraio si pensa al futuro con Modern Meadow che presenta ZoaTM, un progetto che unisce design, biologia e ingegneria per immaginare lo sviluppo produttivo del primo materiale “bioleather” al mondo. A seguire la presentazione di Lineapelle Innovation Square, protagonista dell’edizione di settembre 2018.

In agenda, il 21 febbraio si terrà la Conferenza Internazionale “Concia e Prodotti Chimici”, organizzata da UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria) e Cotance (la Confederazione europea delle associazioni conciarie) con focus sul tema della chimica conciaria e sugli aspetti di rischio e opportunità legati alle differenti tipologie di processo.

Chiude la giornata la presentazione dei progetti e dei servizi della Stazione Sperimentale Pelli. Tutti gli eventi si svolgono presso il LEM di Ponte dei Mari, lato Padiglione 22.

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Le novità in casa Burberry proseguono senza sosta. Dopo l’addio di Christopher Bailey alla fine dello scorso dell’addio e l’annuncio del #TheRainbowcheck a supporto della comunità LGBT come tema centrale della sua ultima sfilata, è finalmente arrivato il momento della Burberry February Capsule Collection. Dopo il successo delle prime collezioni see now buy now, il marchio prosegue su questa direzione e mette in vendita una selezione di capi d’archivio tra quelli appena presentati in passerella a Londra.

Esultate pure, Burberry lovers. Perché i pezzi a disposizione sono a dir poco meravigliosi: dal long coat in lana al maxi bomber reversibile, alla classica camicia a quadri, passando per sciarpe in cashmere e cappellini da baseball. Il tutto nell’iconica stampa a quadri impreziosita dalla bandiera arcobaleno, dettaglio di stile ma anche omaggio sentito di Bailey alla comunità gay. Insomma, non un semplice must-have, bensì un simbolo di libertà rivendicato dal grande designer.

L’intera capsule collection è già in vendita su www.farfetch.com insieme a 3 tote bag realizzate in esclusiva per il sito e-commerce, tuttavia, il sold out si preannuncia in tempi brevi, quindi per assicurarsi uno degli ambitissimi capi disponibili è meglio agire subito. Guardate la nostra gallery e  il vostro shopping. Enjoy!

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Chanelfarfecht e Farfetch hanno firmato un accordo di partnership esclusiva per offrire ai clienti un’esperienza personalizzata in realtà aumentata presso le boutique della maison francese. Saranno infatti organizzate delle iniziative digitali ‘in-store’ e ‘out-of-store’, ‘online’ e ‘off-line’, con lo scopo di garantire ai clienti dei servizi sempre migliori.

Ma cosa ha avvicinato queste due realtà? Secondo quanto hanno annunciato nel comunicato ufficiale, entrambe credono che oggi la tecnologia possa contribuire a realizzare dei servizi ultra-personalizzati, sia nella realtà che nel mondo digitale, e entrambi pensano che questi due mondi debbano essere strettamente connessi.

“Siamo molto entusiasti di questa collaborazione che punta all’innovazione e non vediamo l’ora di fare i primi passi”, ha dichiarato Bruno Pavlovsky, Presidente di Chanel. “Vogliamo offrire ai nostri clienti l’opportunità di sperimentare ulteriormente i valori del marchio e di provare qualcosa di autentico e unico. Crediamo fermamente che il digitale non sostituirà mai la sensazione di essere in un camerino e provare un pezzo di Chanel. Ma siamo fiduciosi che la tecnologia innovativa di Farfetch possa aiutarci a sviluppare un viaggio ancora più straordinario per i nostri clienti, combinando una grande offerta di servizi digitali con l’autentica esperienza in boutique”. chanel

 

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Schermata 2018-02-19 alle 17.29.43Una spiaggia di sabbia finissima e deserta illuminata dal sole del crepuscolo e lo sciabordio delle onde sulla battigia a fare da sottofondo al famoso brano “Sea of Love” reinterpretato da Cat Power: questo lo scenario dove è ambientata la campagna Primavera/Estate 2018 di Mango, che vede protagonisti Anna Ewers, Amber Valletta e Noah Mills immortalati dall’obbiettivo di Mario Sorrenti. “È stato molto divertente correre e divertirsi con l’acqua sulla spiaggia cercando di evitare le piccole pietre invisibili! La sensazione era quella di giocare più che di lavorare, è stato bello – esordisce Amber Valletta – È stato un piacere lavorare con Mango nelle passate due stagioni. Ci siamo così divertiti a scattare queste due campagne!” Per la modella e attrice che calca le passerelle fin dagli anni Novanta, “la moda dovrebbe essere divertente! Il migliore styling risulta dagli accostamenti tra high street e high fashion. Il vero stile si raggiunge quando la fiducia incontra il comfort: se devo uscire per un’intera giornata, preferisco indossare capi confortevoli in cui mi sento allo stesso tempo bella”.

Difficile pensare, però, a una versione di Amber Valletta che non rasenti la perfezione, lei che è stata definita da Models.com “la prova che quando le grandi bellezze crescono acquistano un’aurea impagabile”. La modella ora 44enne abbraccia l’autenticità: “Il passare del tempo è un fatto della vita e se posso farlo con grazia sto facendo un buon lavoro”.

Arricchire la vita di progetti e obiettivi da raggiungere è sicuramente uno degli ingredienti dell’elisir di lunga vita di Amber, che spiega: “Ora vorrei collaborare con Mango a una collezione focalizzata su abiti e accessori sustainable”. La sostenibilità è uno dei temi principali nel mondo della moda oggi e la supermodella e attrice, figlia di una attivista contro il nucleare e cresciuta con spirito ambientalista, sta lavorando a “un corto dedicato ai problemi ambientali e sociali che siamo chiamati a fronteggiare nel mondo della moda, nella speranza di ispirare sia i consumatori che i brand a modernizzare realmente una delle industrie più importanti del pianeta”. Negli scatti di campagna firmati da Mario Sorrenti, il fascino esercitato dal mondo naturale, espresso dalla forza essenziale della spiaggia arida, si accompagna all’importanza del sentirsi parte di un gruppo e all’avvicinarsi di moda e tecnologia.

Grazie all’hashtag #MangoGirls gli utenti di tutto il mondo possono offrire una interpretazione personale delle collezioni Mango, giocando a curare lo styling e a personalizzare capi e accessori. Un invito irrinunciabile a definire il proprio stile mescolando capi delicati e impalpabili con capi da esterno oversize, plissettature e stampe, toni neutri in differenti sfumature dall’effetto complessivo armonico. I tessuti sono naturali e freschi anche nella collezione maschile, dove predominano capi sartoriali destrutturati con profili ampi e comodi, in lino e cotone, impreziositi da dettagli utility. Totalmente femminile, invece, la scelta del capo preferito di Amber nella collezione: “L’abito dorato di maglia è stupendo!” Decisamente una scelta perfetta per una #MangoGirls splendida come lei.

Guarda il video della campagna Primavera/Estate 2018 qui

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Una collaborazione unica che nasce dal sodalizio tra Robert Rabensteiner di The Hotel Couture e Laure Hériard Dubreuil di The Webster. La possibilità di esplorare l’ospitalità di lusso attraverso i sensi.

Laure Hériard Dubreuil ha curato personalmente tre box in edizione limitata con prodotti di bellezza (shampoo, balsamo, gel doccia e crema per il corpo) dei suoi hotel preferiti: il Faena di Miami, il Pellicano di Porto Ercole e il Cipriani di Venezia. Le scatole, realizzate con l’iconica carta da parati della boutique, sono già disponibili in esclusiva da The Webster SOHO e su www.thewebster.us ($ 60). «Non potrei essere più felice di aver collaborato con Robert e The Hotel Couture in questo entusiasmante progetto. Ogni hotel è il mio preferito in assoluto. Sono stata in questi luoghi così tante volte, collego loro innumerevoli ricordi e mi sono sempre sentita a casa. Il Pellicano è una destinazione bellissima con una vista magica sul Mediterraneo, molto sfarzosa e impressionante. Il Cipriani simboleggia il vecchio glamour italiano, mentre il Faena è lussuoso, sexy e all’avanguardia».

The Hotel Couture è un’idea originale legata all’industria alberghiera di lusso. Un club privato in cui attori selezionati del business dell’ospitalità mettono in vendita per la prima volta i loro kit per di bellezza e da bagno altrimenti introvabili. Sognare di essere là dove non si può essere, riprovare la piacevolezza di una texture o di un jus già che si è già provato. Ecco la magia. Che si sprigiona grazie all’eccellenza dell’artigianato italiano: ogni collezione beauty e da bagno – realizzata su misura per ogni destinazione – è prodotta da La Bottega, un’azienda italiana nota per lo storytelling di lusso che The Hotel Couture ha selezionato come unico protagonista del progetto. (www.thehotelcouture.com).

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Dal 21 al 26 febbraio avrà luogo a Milano la Settimana della Moda Autunno Inverno 2018/19, dove accanto ai grandi nomi che hanno reso famoso il Made in Italy come Gucci, Prada, Roberto Cavalli, Dolce & Gabbana, Versace, Giorgio Armani, sfileranno anche le collezioni di giovani stilisti.

Su Vogue.it potrai trovare giorno per giorno le sfilate della Milan Fashion Week, guardare i video, le foto, i backstage e i dettagli delle Collezioni Autunno Inverno 2018/19.

Inoltre su Vogue.it potrai vedere come si vestono le top model e trovare suggerimenti per rinnovare il tuo look.

Dal 21 al 26 febbraio, ecco tutti gli appuntamenti in calendario.

GUARDA TUTTE LE SFILATE DI MILANO QUI

21 febbraio

9.30 – Albino Teodoro 10.15 – Lucio Vanotti 11.00 – Arthur Arbesser 15.00 – Gucci 16.00 – Annakiki 17.00 – Alberta Ferretti 18.00 – N°21 19.00 – Angel Chen 20.00 – Moschino

22 febbraio

9.30 – Max Mara 10.30 – Genny 11.15 – Luisa Beccaria 12.30 – Fendi 13.15 – Les Copains 14.00 – Anteprima 15.00 – Emilio Pucci 16.00 – Vivetta 17.00 – Erika Cavallini 18.00 – Christian Pellizzari 18.00 – Daniela Gregis  19.00 – Daizy Shely 20.00 – Prada

23 febbraio

9.30 – Tod‘s 10.30 – Blumarine 11.30 – Antonio Marras 12.30 – Sportmax 13.15 – Krizia 14.00 – Etro 15.00 – Roberto Cavalli 16.00 – Brognano 17.00 – Marco De Vincenzo 18.00 – Aigner 19.00 – Vionnet 20.00 – Versace

24 febbraio

09.30 – Salvatore Ferragamo 10.30 – Giorgio Armani 11.30 – Alberto Zambelli 12.30 – Francesca Liberatore 13.15 – Simonetta Ravizza 14.00 – Ermanno Scervino 15.00 – Gabriele Colangelo 16.00 – Cividini 17.00 – Missoni 18.00 – Jil Sander 19.00 – Philosophy di Lorenzo Serafini 20.00 – Mila Schön

25 febbraio

9.30 – Piccione.Piccione 10.30 – Marni 11.30 – Emporio Armani 12.30 – Laura Biagiotti 13.15 – Stella Jean 14.00 – Dolce & Gabbana 15.00 – MSGM 16.00 – Trussardi 17.00 – Au Jour Le Jour 18.00 – Calcaterra 19.00 – Cristiano Burani 20.00- Tommy Hilfiger

26 febbraio

10.00 – Ricostru 11.00 – Ujoh 12.00 – Atsushi Nakashima

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Mancano solo due giorni alla prossima sfilata di Gucci, che si svolgerà, come sempre, alla Milano Fashion Week: il countdown è iniziato. Decisamente, visto anche il particolare congegno che giornalisti, influencer e addetti ai lavori si sono visti recapitare al posto dell’invito cartaceo.

“Per la Sfilata Fall Winter 2018, il direttore creativo Alessandro Michele ci invita con un timer che fa il conto alla rovescia con numeri digitali rossi”, ha spiegato il marchio.

Il timer, di color arancio, riporta da un lato la frase “Parental Advisory Explicit Content” (che sia un indizio sulla nuova ispirazione?), mentre dall’altro vi sono l’indirizzo, la data e l’orario della sfilata, che è prevista per il 21 febbraio alle 15:00, presso l’headquarter di Gucci. Il timer è giunto ai futuri spettatori del fashion show in un sacchetto di plastica con tanto di chiusura zip lock.

Dobbiamo quindi dire addio ai classici inviti di carta? Il digitale sembra aver invaso anche questa sfera. E chissà se altre sorprese di questo tipo faranno capolino durante la sfilata.

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Come per la settimana della moda maschile, anche le presentazioni moda donna per le collezioni Autunno Inverno 2018-19 erano incentrate sul concetto di community. Molte stiliste si sono infatti ispirate al difficile clima socio-politico dell’anno appena passato che ha influenzato il loro processo creativo. E questa stagione era più evidente che mai, e molti designer emergenti hanno presentato le loro collezioni più potenti mai realizzate. Le sfilate Donna hanno rappresentato la forza e la resilienza delle donne che oggi, inevitabilmente, vengono maggiormente riconosciute e celebrate dall’industria. Ecco le otto designer che abbiamo selezionato per voi:

  1. Claudia Li La scorsa stagione Claudia Li ha presentato una collezione ispirata dalla natura giocosa dei sogni d’infanzia. Sebbene resti una sognatrice incallita, dice, Li confessa di aver dovuto affrontare il senso di tristezza che l’ha pervasa in seguito agli eventi dello scorso anno, proprio mentre iniziava a disegnare la collezione. E la sua mood board era piena di colori scuri prima di imbattersi per caso in una favola turca, “La principessa silenziosa.” Una favola che parla di perseveranza e che insegna che c’è speranza se c’è pazienza. Li si è riconosciuta moltissimo nella favola, e ha notato che la sua mood board iniziava a riempirsi di colori vivaci e stampe floreali. La sua collezione simboleggia la luce alla fine del tunnel, con sfumature vibranti di rosa, ma anche toni ruggine più soft e una serie di stampe a ravvivare la collezione. Una vera e propria virtuosa della varietà, Li ha presentato blazer sartoriali con grandi revers incrociati sul davanti, vaporosi abiti e gonne plissé e giacche di shearling.
  2. Snow Xue Gao Snow Xue Gao, vincitrice della prima edizione di Vogue Talents & Swarovski Award nel settembre 2017, ha presentato la sua prima sfilata individuale da Jing Fong, il più grande  ristorante cinese di New York. Dopo la sfilata, Gao ha spiegato che il processo creativo ha avuto inizio partendo dalle foto che ha scattato agli abiti delle persone che al mattino gremivano il mercato a Chinatown, Manhattan. Si è ispirata a quello che ha visto, alle signore in pigiama e pantofole che compravano verdure e ha usato il mercato come riferimento per le sue creazioni. Quello che è davvero speciale del metodo di Gao è che la stilista è affascinata dal mix fra culture, generi, e identità. La scorsa stagione aveva voluto fondere influenze occidentali e orientali mixando abiti sartoriali e sete stampate. Questa stagione accosta gli abiti ai pigiami, “mescolando due mondi completamente diversi per trovare un equilinrio”, ha detto la stilista.
  3. Moon Choi Moon Choi, nata in Corea del Sud, si è laureata di recente al corso BFA della Parsons, e ha fatto il suo debutto questa stagione con una presentazione e una collezione sorprendenti, fra gli highlight  della settimana. Choi mi ha accompagnato personalmente a vedere  la presentazione, distribuita su due stanze, la prima illuminata da una luce calda che rappresentava quella del giorno, la seconda immersa in una luce blu fredda, che richiamava il bagliore della luna. La stilista mi ha spiegato che per lei era importante che la presentazione riflettesse l’estetica dei suoi capi. Le modelle di Choi, donne e uomini, stavano in piedi sotto la luce che li circondava mettendo in evidenza una collezione sofisticata, elegante e minimalista. “La mia collezione mescola i confini fra femminile e maschile.” ha spiegato Choi.  I suoi capi avevano infatti un appeal sia femminile che maschile, e comprendevano blazer sartoriali con spalle importanti e cintura in vita.  Choi non solo decostruisce il concetto di identità e genere, ma anche quello di un capo.
  4. Sandy Liang Sandy Liang è una delle mie preferite, perché la sua collezione sintetizza alla perfezione l’essenza della ragazza cool e creativa della ‘downtown New York’. Liang sceglie i luoghi chiave del suo quartiere come location per le sue presentazioni, e questa volta  è il ristorante Mission Chinese Food. Liang spiega che, “L’ispirazione è sempre la stessa: il mio quartiere, gli amici, la famiglia.” Dice anche che il suo look book e la sua presentazione sono una rappresentazione accurata di tutto questo, dal momento che amici, parenti e colleghi sono i suoi modelli. Le collezioni di Liang sono sempre incantevoli,  uno dei capi di spicco era una giacca di pelliccia a righe nei colori sorbetti. Un altro capo era un abitino in pizzo in una tinta soft attraversato da balze asimmetriche. Liang spesso inserisce stampe irriverenti e dettagli delicatamente strong, elementi décor come piercing per capezzoli e giarrettiere. E per questa collezione Liang ha collaborato con Blundstone: molti dei modelli, fra cui la stessa Liang, indossavano i comodi stivali utilitarian del brand, creando un contrasto perfettamente cool con i capi più femminili.
  5. Bevza La scorsa stagione la stilista ucraina Svetlana Bevza ha fatto sfilare i suoi modelli con abiti-armatura, evocando riferimenti al mondo militare. Questa stagione la collezione nel suo insieme era decisamente più femminile e romantica. Dopo la sfilata, nel backstage, Bevza scherzando, ma non troppo, ha detto che il motivo di questo cambiamento è che aspetta un bambino.  Bevza ha chiamato la sua collezione “Faux Reality” presentando una nuova eleganza per una  nuova generazione. Questa è la sua collezione più di maggiore impatto. Fra i capi in evidenza, abiti alla caviglia in seta con marsupi in seta, giacche sartoriali e una serie di cappotti imbottiti, e romantici fiocchi in seta fra i capelli. Bevza cita Gwyneth Paltrow, Anna Wintour, e Carrie Bradshaw fra le sue ispirazioni. Interessanti in particolare le giacche, in eco-pelliccia, e alcuni cappotti imbottiti dai disegni animalier trompe-l’oeil. Le giacche non contengono nessun prodotto di origine animale, e l’intera collezione è stata realizzata con materiali eco. Bevza esprime un desiderio di femminilità e un bisogno di abiti pratici e utilitarian o, come lei stessa dice, “eleganza e umanità: ultrarealismo.”
  6. Collina Strada La designer di Collina Strada Hillary Taymour mi aveva già colpito la scorsa stagione con una collezione che faceva riferimento al lato più vulnerabile e negativo dei social network. Questa stagione, Taymour è altrettanto consapevole dal punto di vista sociale e politico. Fra #MeToo e #TimesUp, ha deciso di mettere in scena un matrimonio come tema della sfilata AI18, ma qui la sposa si unisce in matrimonio con una versione migliore di se stessa. Nel comunicato della sfilata la stilista spiega ancora meglio l’idea della collezione: “Non puoi amare qualcuno se prima non impari ad amare te stessa: perché quindi non sposare una versione migliore di te?” Gli ospiti intervenuti al matrimonio indossavano una serie di look,  da quelli in velluto arricciato in colori ruggine, a un abitino a quadri rosa e verdi decorato con piercing da capezzolo sul davanti, dettaglio presente  anche sull’abito da sposa. Look che presentavano un tocco punk retro e un  chiaro apprezzamento per il vintage. Dopo la sfilata, Taymour ha spiegato le ispirazioni della collezione: “Con tutto l’odio che c’è nel mondo, con tutta la rabbia che si sente, meglio tornare ad amare e a ritrovare un po’ di pace dentro di noi”.
  7. Saks Potts I designer di Saks Potts, Barbara Potts e Catherine Saks, entrambe di Copenhagen, hanno presentato la loro collezione per la prima volta a New York questa stagione e hanno scelto l’autorevole National Arts Club di Gramercy Park come location per la loro raffinata presentazione, che si ispira a un tea party danese. In un angolo tranquillo  Potts mi ha spiegato che  lei e  Saks si conoscono dai tempi dell’asilo e che si sono subito capite a livello creativo. Quando hanno cominciato a disegnare qualche anno fa, avevano 19 e 20 anni  rispettivamente e hanno creato un solo modello di giacca in 4 colori, ‘per divertimento’. Volevano creare una giacca di pelliccia che fosse giovane, accessibile, cool. Alcuni negozi di Copenhagen misero in vendita la linea, ma il brand cominciò a far parlare di sé solo quando vennero scelte da Colette a Parigi. Per la loro ultima collezione l’ispirazione è “una ragazza giovane e cool, un po’ trash e con i tatuaggi”. La collezione, però, sembra disegnata per la mamma di quella ragazza. E i cappotti un po’ stravaganti con dettagli in pelliccia pastello prendono spunto dallo stile della principessa Diana.
  8. PH5 Le due stiliste di PH5, Wei Lin e Mijia Zhang hanno chiamato la loro collezione “Fashion Matriarchy,” e il loro scopo è mettere in contatto le donne di tutto il pianeta. Lin e Zhang hanno presentato una collezione stravagante, colorata, tutta fatta a maglia, ed è per la maglieria che il brand è noto. Entrambe le designer hanno cominciato a lavorare nella moda in settori diversi, Zhang si è laureata alla Parsons, e Lin ha imparato il mestiere da piccola, in quanto figlia di un produttore di maglieria. Come per la stagione scorsa le due designer hanno usato per la sfilata donne vere e non modelle professioniste, mettendo in luce le figure di donne forti che fanno lavori importanti,  comprese due ragazze che fanno parte del programma Girls Who Code e una donna che era nello staff di Hillary Clinton. Dopo la sfilata, Lin mi ha spiegato che PH5 fonde moda e  tecnologia, e che pochi sanno quanto è importante il ruolo della tecnologia e del lavoro digitale nella creazione di un filato. Questa collezione comprende infatti un filato particolare, lo SheerWool, che le due ragazze hanno creato dal nulla quando erano in concorso per il  Woolmark Prize. L’obbiettivo delle due designer è mettere in discussione il modo convenzionale in cui viene concepita la maglieria, ma hanno fatto molto di più: con il loro esempio, vogliono mettere in discussione un’industria ormai obsoleta.

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Golden Globes, Critics’ Choice Awards, SAG Awards, Grammy Awards, la maratona della awards season prosegue con i BAFTA 2018 (British Academy Film Awards), considerati l’equivalente britannico dei premi Oscar. Ecco una breve carrellata dei beauty look e cosa ci hanno offerto in termini di acconciature e make-up.

ACCONCIATURE Finalmente LA coroncina – quella che forse noi tutte desidereremmo – portata sul red carpet. Merito della ventiduenne Anya Taylor-Joy che sfoggia – bene – un total look firmato Dolce & Gabbana. Lode al caschetto con baby frangia di Hailey Bennet: non è IL caschetto per eccellenza? Lode anche alla chioma “raperonzolo” della modella 46enne Laura Bailey: ci piace il contrasto tra la texture beach weaves dei capelli e l’abito all black decisamente elegante. Bocciata invece quella che sta diventando la “solita” acconciatura di Margot Robbie, questa volta pure con ricrescita in vista.

TRUCCO Bellissima Kate Middleton con occhi vestiti d’ombretto glitterato verde en pendant con iride, gioielli e abito, enfatizzati da moltissimo mascara nero. Mascara nero che valorizza anche lo sguardo di Kate Mara – al centro di un “make-up no make-up” realizzato ad arte – e di Emma Roberts che sfoggia sopracciglia decisamente bold e un trucco smokey sfumato da copiare immediatamente. Saremmo curiosi di vedere Saoirse Ronan con un trucco, un vero e visibile trucco, ma dovremo aspettare il prossimo red carpet. Perfetta a tutto tondo Jennifer Lawrence, che dite?

Tutti i beauty look ai Grammy Awards 2018

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Foto Vincent Peters, Vogue Italia novembre 2015

Nella guerra ad abusi, molestie, bullismo, Emma Watson non ha nessuna intenzione di abbandonare la trincea, e anzi ribadisce il suo impegno a sostegno del movimento Time’s Up, nato in America in seguito alle denunce contro il produttore Harvey Weinstein. Durante la serata di gala dei BAFTA ha annunciato di aver istituito un fondo a favore delle vittime di ogni tipo di discriminazione (Uk Justice and Equality Fund, annunciato con una lettera aperta pubblicata sul Guardian e da una serie di post su Instagram). Di tasca sua ha già versato un milione di sterline, seguito dalle donazioni di altri 200 colleghi e colleghe, tra cui Tom Hiddleston, Kate Winslet, Emma Thompson, Kristin Scott Thomas, Keira Knightley, Saoirse Ronan, Carey Mullighan, Sienna Miller.

Molte di loro hanno sfilato sul red carpet dei BAFTA con l’ormai noto dress code di protesta: abiti esclusivamente neri, in segno di solidarietà con le vittime, quelle che possono parlare, e denumciare, e le migliaia che invece sono ancora senza voce.

Emma, che dal 2014 è anche Goodwill Ambassador di UN Women, non ha potuto partecipare alla serata, ma ha mandato via Instagram il suo messaggio di supporto. Il suo impegno, ha spiegato, si estende anche alla discriminazione restributiva tra uomini e donne, perché, denuncia, “Il divario retributivo di genere per le donne di vent’anni è cinque volte maggiore rispetto a sei anni fa”.

@TIMESUP We are bringing it home to the UK! Link in my bio to donate to the UK Justice and Equality fund.

Emma Watson (@emmawatson) on Feb 18, 2018 at 10:45am PST

 

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With celebrities hogging the front rows and journalist from across the world filling up the seats, it has become rare for fashion designers to show their cards – or, rather, their clothes – to genuine clients. But two designers had followers – those crucial paying supporters – to cheer on their autumn/winter 2018 collections.

Roland Mouret: Controlled sensuality

Michelle Dockery, forever associated with Downton Abbey, but currently performing in Network at the National Theatre, was front row when Roland Mouret come to show his fashion in her territory. She joined actress Dakota Blue Richards, star of The Golden Compass, and other budding performing artists as well as known influencers.

The entire audience was given a signal early in the show: a red and white band at the top of semi-see-through socks – like a hazard warning about looking up the slit on a wine red velvet suit.

A sexual stop point? Really? Maybe it was not as literal as it seemed. Yet, in this collection, Mouret really seemed to have put subtle limits on sexual allure in changing times. In his original Galaxy dresses of 13 years ago, the curving female figure was the starting point. Now there were many different kinds of attraction, from the concealing cloak to the sleek trouser suit, or a solid vest worn over a lacy top half. Everything seemed to have elements of sensuality, but all under control.

This, of course, was at the decision of the wearer, who could choose the fluffy femininity of a pink jacket over a lace dress, or shiny leather jacket as a cover up. The cloak played its role, with one flung wide open to reveal frilly underwear. It was all about a woman’s right to decide not just what she wears, but how she wears it. The one constant was the socks, sending out a particular message.

Jasper Conran: Colour, artistry and arctic wear

Where did he find those colours? Every show note for Jasper Conran’s presentation was in a different pack, in magenta, purple, yellow or green colours. And on the runway, among the deep navy blue, popped sunshine yellow, rose pink, grass green and orange – with some of these vibrant shades in twos or threes breaking up the streamlined outfits.

“Howard Hodgkin, Ellsworth Kelly,” said Jasper backstage, starting a line of colour-obsessed artists, although I felt that the vivid shades of North Africa, where the designer has a hotel in Marrakesh, must have filtered though his inspiration.

“And navy blue cashmere – I should never be left alone with a roll of it, but I like arctic stuff,” the designer continued.

The result was a navy funnel-neck sweater, jacket and long pleated skirt – streamlined winter wear that started the show. Although some brands claim we all now have multi-seasonal wardrobes, this is clearly not the case with Jasper’s clients, who were banked in rows at Claridge’s hotel. They ticked off on the programmes the well-cut coats and dresses, geometrically sliced, and the pleated dress falling in blocks of colour to the ankle.

This kind of reality check enhances the reach of London fashion, where graduating fashion school designers may push fashion boundaries, but a pioneer like Jasper Conran has lasted because he understands women’s desires and needs.

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In occasione della Londra Fashion Week è stata presentata la capsule collection Emanuel Ungaro Paris by Malone Souliers.

Mary Alice Malone, fondatrice e direttore creativo di Malone Souliers, ha indagato e interpretato il “modello anatomico di scarpe” (così lo definisce la shoes designer), in tutte le sue varianti più complesse e creative. Da qui nascono le combinazioni inedite di colori, dettagli e materiali per l’iconica calzatura, esposta all’Hunterian Museum.

La mia passione per il colore, le texture e i dettagli, tanto imprevedibili quanto irriverenti, rappresentano i cardini di questa collezione: sofisticata e intuitiva, rappresenta ciò che siamo e diventiamo, come anche ciò che inconsciamente mettiamo in discussione.” – ha dichiarato Mary Alice Malone.

Questa collezione ha anche segnato il debutto della collaborazione con la nota maison francese, Emanuel Ungaro Paris. Eleganti plissè, drappeggi e ruches impreziosiscono in modo teatrale ogni scarpa per rendere così omaggio all’ultimo Grand Couturier.

Leggi anche: Christian Louboutin per Michael Halpern Londra Fashion Week: accessori moda Autunno Inverno 2018 2019

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“Sì, questo è il mio assorbente e non c’è nulla di cui vergognarsi”, scrive Natalia Vodianova su Instagram postando un selfie con un assorbente in mano. La top model russa infatti già da tempo è impegnata nella campagna #Letstalkaboutperiods, per insegnare alle ragazze a vivere senza vergogna le mestruazioni, e nel suo post consiglia anche Flo Period Tracker, un’app che traccia le mestruazioni creando un calendario mestruale digitale (su cui lei stessa ha investito).

Ma dietro tutto ciò c’è un problema più grande e Natalia Vodianova è solo l’ultima star (la più famosa finora) a prendere parte alla #PadManChallenge, una sfida virale che invita a scattarsi un selfie con un assorbente per rompere il tabù delle mestruazioni e aumentare la consapevolezza dell’importanza di un’adeguata igiene intima durante il ciclo.

Foto Instagram

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In molti Paesi infatti le mestruazioni sono ancora un grosso problema: in India solo il 12% delle donne ha accesso agli assorbenti e quindi la maggior parte di loro è costretta a usare altro – come sabbia, cenere, giornali,… – con altissimi rischi di infezione, mentre in Africa secondo L’Unicef la “period poverty” (i costi eccessivi di tamponi e assorbenti) costringe molte ragazze a rinchiudersi in casa durante il ciclo.

La sfida social è nata come promozione del film appena uscito in India “Pad Man”, biopic sulla vita dell’uomo che ha inventato le macchine per la produzione di assorbenti, Arunachalam Muruganantham. Prima della modella russa, che nella sfida ha nominato le colleghe Emily Ratajkowski, Doutzen Kroes e Alexina Graham, a scattarsi una foto con l’assorbente sono stati infatti molti attori, attrice e registi indiani impegnati in “Pad Man”.

“Pad Man”

Per seguire il movimento che vuole liberare le donne dalla vergogna del ciclo, oltre alla #PadManCgallenge, gli hashtag sono: #Letstalkaboutperiods, #FreeBleeding, #Periodmatters, #menstruationmatters, #periodpositivity.

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L’ultimo lo abbiamo visto sulla testa di Monica Bellucci. Un taglio di capelli pari, un lob a tutto volume che sfiora appena le spalle e che riprende uno dei trend di stagione: i capelli pari. Un classico rispetto ai tagli scalati che invece donano un’allure più rock e movimentata, a tratti wild. Il taglio di capelli pari, invece, è un evergreen che si presta a più lunghezze: lungo, medio o corto, rivela sempre una chioma importante.

TAGLI PARI: LUNGHI, MEDI E CORTI

Se lo scorso autunno e inverno, dunque, il taglio più trendy è stato il bowl cut, quel taglio a scodella non proprio facile da portare, che necessita di capelli lisci e sani, questa primavera e estate vede il bowl, allungarsi e raggiungere orecchie e spalle, ma anche oltre. Il taglio pari, infatti, si presta a qualunque interpretazione, perché di base è semplicissimo. Purché venga eseguito da un professionista. Si può portare con frangia o ciuffo e con la riga, laterale o al centro, ma quello che dona è sempre un aspetto che oscilla tra il bon ton e il classico, che non significa antico, ma elegante e senza tempo.

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TAGLI PARI: A CHI STANNO BENE?

Se corto, il taglio pari dona a visi ovali e lunghi, perché ne equilibra le lunghezze, “tagliando” a metà il viso. Lungo si adatta a qualunque viso e in tal caso si può giocare con la riga, con il ciuffo o la frangia per dare regolarità ai lineamenti. Occorre però sottolineare che la chioma deve essere sana e che stanno bene a chi ha capelli fini.

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Lo scorso 2 febbraio le Spice Girls hanno fatto la reunion tanto attesa dai fan e voci sempre più certe vedrebbero concretizzarsi il tanto agognato tour. Le date? Ancora niente di certo ma voci, provenienti dal sito americano TMZ, confermerebbero una tournée nel Regno Unito e negli Stati Uniti a fine estate. In forse ancora l’Europa, ma tutti noi ci speriamo ancora. I social nel frattempo si sono scatenati pubblicando foto anni Novanta di Victoria Beckham, Geri Halliwell, Emma Bunton, Mel B e Mel C, quasi a voler incitare le ragazze tutto pepe non solo a esibirsi a livello mondiale ma anche a incidere qualche nuovo brano inedito. Per ingannare l’attesa di sapere la schedule definitiva dei concerti e accaparrarsi uno dei gettonatissimi biglietti che andranno sold out in poche ore, iniziate a fare vostra una T-shirt (prima che vada sold out anche lei) con la quale sarete impeccabili sotto al palco mentre cantate a squarciagola le hit della band britannica. Il capo del desiderio lo ha creato Taboo, brand perugino specializzato in streetwear personalizzato, ed è una maglietta con la stampa delle cinque ragazze associata alla scritta della celebre serie tv Desperate Housewife. Nessuno vi darà delle #wannabe ma, al contrario, apprezzerà l’ironia e vi eleverà a pioniere di stile, anche al di là della reunion più attesa del millennio.

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Le foglie di cavolo sono una panacea per i dolori muscolari e possono rappresentare un valido rimedio naturale in alternativa agli antidolorifici. Basta scaldarle, schiacciarle e applicarle sulla parte del corpo dolente: come spugne, riescono ad assorbire l’infiammazione, attenuando il dolore. Dopo averle lavate con cura, stirate le foglie per scaldarle e appiattirle. Il cavolo deve stare a diretto contatto con il corpo, per cui sarà necessario stenderle sulla parte dolente, coprendole poi con una garza di cotone. Si può ripetere l’operazione ogni sera prima di andare a letto per tre giorni consecutivi. Questo impacco è ottimo anche per le distorsioni.

(Fonte: Meglio un giorno da vegana di Claudia Zanella)

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Nuovo anno, nuovo look per SJP, l’attrice che ha ritrovato il successo con un’altra serie, Divorce. E che in questi giorni ha sfoggiato un nuovo hairlook che, ammettiamolo, ci piace molto. Una frangia scalata e il mitico bronde ravvivato da ciocche biondo miele. La prima apparizione è avvenuta nel programma di Jimmy Fallon, The Tonight Show ma già lunedì su Instagram (@sarahjessicaparker) aveva postato la foto di ciocche tagliate promettendo un nuovo look.

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