CONTACT US sitemap
Notizie e novità dal Mondo della Bellezza
Information and news from the World of Beauty
Informationen und Neuigkeiten aus der Welt der Schönheit
Information et nouvelles du monde de la Beauté
Información y noticias del mundo de la belleza
信息和新闻从美的世界
Информация и новости из мира красоты
المعلومات والأخبار من عالم الجمال


BEAUTY NEWS

La perfezione non è di questo mondo, dicono. Eppure, nel nostro essere così stoicamente “errati”, abbiamo alcuni aspetti che possono tendere – o almeno puntare – all’eccelso. Fra queste c’è la capacità della nostra pelle di rigenerarsi. Come? Grazie alle cellule staminali. A dimostrarlo è stato Augustinus Bader, Direttore e Professore di Biologia Applicata delle Cellule Staminali e Tecnologia Cellulare presso l’Università di Lipsia, internazionalmente conosciuto per i suoi studi nel campo della medicina rigenerativa.

Proprio lui ha presentato, lo scorso 12 febbraio a Milano presso Corso Como 10, la sua rivoluzionaria linea skincare. Una collezione nata “buona”: a spingere il Professore a inventarla infatti, la volontà di donare ai bambini ustionati una guarigione rapida e senza cicatrici. Da qui, il nobile gesto hi tech. Da qui nascono infatti la Crema e la Crema Ricca due prodotti che cambiano drasticamente l’aspetto della pelle.

Alla base infatti c’è il TFC8, Trigger Factor Complex. Si tratta di un elixir di amino acidi, vitamine e molecole sintetizzate che naturalmente si trovano nella nostra pelle. Una vera rivoluzione che però mantiene intatta la sua coerenza iniziale: il 10% dei proventi viene sempre investita nella ricerca medico scientifica con l’obiettivo di migliorare la vita a chi ne ha più bisogno.

L'articolo Beauty revolution: i prodotti di skincare per una pelle senza rughe e rigenerata grazie alle cellule staminali sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

Continuano le selezioni di Vogue Italia per aggiudicarsi un posto alla sfilata di TommyNow a Milano.

Avete tempo solo fino al 20 febbraio per partecipare a questo scouting creativo!

Come vi avevamo già spiegato nel precedente articolo (qui le istruzioni complete), basta postare una foto originale con l’hashtag #tommylovesmilano che interpreta uno dei tre colori icona di Tommy Hilfiger: RED, BLUE e WHITE.

La redazione ha associato alle tre tonalità altrettanti significati:

Red means Passion: da sempre il rosso è sinonimo di amore e della sua componente più forte, cioè la passione. È un colore energico, fa battere il cuore e travolge con le sue emozioni più intense.

Blue means Freedom: il blu è una nota gentile, significa gioia di vivere. All’orizzonte si fonde tra le note più intense del cielo con quelle più fresche del mare. È l’infinito, là dove l’uomo tende a essere. È la libertà di esprimersi.

White means Glow: il bianco è la somma di tutti i colori. Apparentemente neutro, trattiene un’immensa forza. E possiede un’elevata luminosità. Ecco perché lo abbiamo associato allo “splendore” e a tutto ciò che risplende e luccica. Proprio come dei cristalli bianchi.

Non perdere quest’occasione: interpreta il colore che più ti rappresenta, scatta una foto e pubblicala su Instagram con l’hashtag #tommylovesmilano. Potresti essere selezionato dalla redazione di Vogue Italia come ospite della sfilata di TommyNow.

Per ulteriori informazioni, puoi leggere qui: “Milano Fashion Week: con Vogue Italia vai alla sfilata di TommyNow”.

L'articolo #tommylovesmilano sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

Il cinema horror è parte integrante della cultura americana, e da sempre affascina stilisti e creativi di tutto il mondo. Ultimi solo in ordine di tempo, Calvin Klein, Coach e Marc Jacobs che, per le nuove collezioni Autunno Inverno 2018 2019, presentate durante la New York Fashion Week, si sono ispirati a visioni tanto inquietanti, quanto affascinanti.

Stuart Vevers, direttore creativo di Coach 1941, ha voluto ambientare il suo show in una foresta distopica, con alberi dai rami spogli e vecchie tv al plasma abbandonate a trasmettere immagini in stile Blair Witch Project. Anche i look in passerella avevano un mood horror, con colori bruciati, tanto velluto e pelle nera.

Altrettanto disturbante l’atmosfera da Calvin Klein. Raf Simons ha fatto sfilare la nuova collezione in una vera fabbrica degli orrori, decorata da imponenti opere di Andy Warhol, già protagonista sui look della scorsa stagione, e Sterling Ruby, l’artista americano che ha realizzato il restyling del flagship store di New York. In passerella, pezzi ispirati alle uniformi dei vigili del fuoco, alle coperte di sopravvivenza, passamontagna in maglia e stivali di gomma. Tra le reference del designer il film Safe, diretto nel 1995 da Todd Haynes, in cui Julianne Moore interpretava una casalinga affetta da una malattia misteriosa.

Dark e anni Ottanta è la moda Autunno Inverno 2018 2019 di Marc Jacobs. Lo show ha chiuso la settimana della moda Newyorkese col botto, a partire dalle silhouette estreme e bold in tonalità violente: rosso, viola, verde e tanto, tantissimo nero, in guanti, stole, borse, stivali e ampi cappelli, realizzati da Stephen Jones, per celare lo sguardo sotto misteriose ombre scure. A condire il tutto la colonna sonora: un carillon delicato ma al tempo stesso conturbante.

Sfoglia la gallery per scoprire i look e le atmosfere delle sfilate Autunno Inverno 2018 2019 di Calvin Klein e gli altri designer che hanno reso omaggio alla cultura horror.

L'articolo Calvin Klein e tutti gli stilisti che hanno reso omaggio alla cultura horror sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

Opening Ceremony_1366_20170610092950Opening Ceremony lascia la New York Fashion Week. Ma, in un momento di grandi cambiamenti per il fashion world, non è questa la notizia. La news è che il brand sfilerà in una location d’eccezione: a Disneyland, in California.

“Siamo davvero entusiasti di annunciare che il nostro prossimo fashion show si terrà a Disneyland! Stay tuned. 07/03/2018”, ha dichiarato il brand su Instagram, condividendo un simpatico mini video che mixa delle immagini Disney con il loro logo.

La scelta della data è singolare. La sfilata si terrà, infatti, il giorno successivo alla chiusura delle quattro fashion show ufficiali. Non è ancora chiaro quale collezione salirà in passerella, ma secondo rumors potrebbe trattarsi anche di capi see-now-buy-now. E c’è chi si chiede se a indossare la collezione sarà  Minnie o qualche altro celebre personaggio della Disney. Sarebbe appropriato.

We’re excited to announce that our next fashion show will take place at Disneyland! Stay tuned. 03/07/2018.

Opening Ceremony (@openingceremony) on Feb 14, 2018 at 9:04am PST

 

L'articolo Opening Ceremony lascia la New York Fashion Week e sfila a Disneyland, in California sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

Il romanticismo può avere bisogno di un giorno per essere rispolverato, ma l’amore è un capo va indossato sempre.

E così, anche se San Valentino è passato, si può comunque sfruttare il suo passaggio per tornare a parlare di sentimenti magari a partire dai post su Instagram delle star che hanno voluto condividere le loro dichiarazioni romantiche ai rispettivi partner.

Da Michelle Obama che ha dedicato un’intera playlist al marito Barack (la trovate a questo indirizzo), alla torta in pieno stile Deadpool che ha realizzato Ryan Reynolds per la moglie Blake Lively fino ad arrivare scatto molto tenero pubblicato da Victoria Beckham per il marito David.

Guardate nella nostra gallery il San Valentino delle star su Instagram.

L'articolo Il San Valentino delle star su Instagram sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

londonTre promettenti giovani griffe – Xu Zhi, Richard Quinn e A.V. Robertson – faranno il loro debutto alla London Fashion Week per l’Autunno/Inverno 2018. Nell’attesa del grande giorno, gli stilisti – che hanno tutti studiato alla Central Saint Martins – raccontano a Vogue perché hanno deciso di sfilare nel calendario ufficiale e ci danno un assaggio di quello che vedremo.

I giovani designer hanno bisogno delle fashion week per affermarsi? È una questione aperta, senza dubbio. Basti pensare a Phlemuns, la griffe di Los Angeles, in vendita da Opening Ceremony senza nemmeno prendere parte alle sfilate di New York. O alla famosa stilista londinese Martine Rose, che ha saltato a piè pari le sfilate menswear dello scorso mese e ha pubblicato un lookbook su Instagram e su Vogue Runway. Ma se alcuni stilisti cercano modi nuovi di promuovere le loro collezioni, tre giovani griffe alternative – tutte profondamente legate alla città – hanno scelto di debuttare alla London Fashion Week questa stagione. Oggi che Instagram è al massimo della sua popolarità, per i i tre designer ha ancora valore far parte del calendario ufficiale, fra i nomi approvati dal British Fashion Council?

Per Amie Robertson, che fin da bambina ha sempre voluto fare la stilista, sfilare in passerella è un sogno della sua infanzia che si realizza . “Fin da piccola amavo guardare le sfilate, mi divertivo” racconta Robertson a Vogue. “Voglio emozionare e divertire la gente.” Il designer Richard Quinn ha un’opinione simile, e respinge l’idea che un’immagine digitale possa essere un’alternativa a un evento reale. “Credo sia importante continuare a sfilare alla fashion week perché la moda è qualcosa di più di una semplice immagine. È un’esperienza che non può essere comunicata attraverso i social,” spiega. Per altri la decisione di sfilare ha una motivazione più concreta. “La Fashion week resta una delle pochissime occasioni di incontrare gli addetti ai lavori di tutto il settore,” dice Xuzhi Chen della griffe Xu Zhi. “I contatti che si stabiliscono hanno grande valore di per sé.” In attesa della London Fashion Week, i tre designer danno a Vogue un assaggio del loro tanto atteso debutto.

 

Xu Zhi

Xuzhi Chen si divide fra Londra e Shanghai. Lo stilista cinese 25enne, la cui prima collezione dopo la laurea nel 2016 è stata subito acquistata da dieci store, fra cui Dover Street Market e Lane Crawford, questa stagione torna nella capitale britannica, stavolta con una presentazione nell’ambito del calendario ufficiale. La sua applaudita collezione Autunno/Inverno 2017, presentata alla Fashion Week di Milano con il sostegno di Giorgio Armani, è stata ispirata dall’artista islandese Ragnar Kjartansson. Noto per la sua abilità con i tessuti, Chen ha intrecciato filati creando texture sperimentali , sfoggiando capispalla dal taglio architetturale, un esercizio concettuale che esamina il rapporto fra forza e vulnerabilità.

E anche questa volta lo stilista mostra il suo lato più intellettuale. La sua musa per questa stagione? Jane Morris, la modella preraffaellita, moglie del disegnatore di tessuti William Morris e amante del pittore Dante Gabriele Rossetti. “Ci affascina molto il concetto che l’immagine che Jane aveva di sé è stata poi costantemente ripresa e citata da diversi artisti e fotografi lungo tutta la storia dell’arte,” spiega il designer. “[E] di come le persone riescano a capirla solo attraverso queste rappresentazioni.” Dal punto di vista tecnico, invece, il team sta perfezionando l’ormai nota tecnica di intreccio dei filati, che si fa più vibrante e sofisticata, grazie a dettagli décor come pizzo e cristalli. “Inoltre, per la prima volta utilizziamo pelle sintetica in PU su cui dipingiamo direttamente a mano, creando effetti di coprenza e trasparenza,” ci svela. È un riferimento alle famose foto sovraverniciate di Gerhard Richter, e Chen pensa che sarà il nuovo pattern ‘firma’ del brand per le prossime stagioni.

 

Richard Quinn

Nel giro di un solo anno Richard Quinn, 28 anni, è diventato uno dei giovani talenti più apprezzati della scena londinese. Le sue stampe sperimentali e le sue impeccabili creazioni sartoriali hanno conquistato la fashion industry, e Lady Gaga. La scorsa stagione il designer ha collaborato con lo storico department store londinese Liberty per la sua sfilata di debutto. La collezione comprendeva collant de corps e maschere dall’ispirazione sadomaso, realizzati utilizzando 10 diverse stampe floreali dagli archivi Liberty, riadattate, trasformate e stravolte grazie all’uso di colori acidi. Creazioni innovative che lo stilista ha abbinato a lunghi cappotti sartoriali e abiti da cocktail che rivisitano le silhouette in voga nel dopoguerra, un’ulteriore prova dell’abilità tecnica del giovane designer. Un’impresa che ha suscitato paragoni con il leggendario Martin Margiela, che, caratteristicamente, faceva sfilare le modelle con il volto coperto, e con le creazioni super-trendy di Balenciaga by Demna Gvasalia, in particolare per le stampe floreali su silhouette aderenti e per le spalle over.

Lo stilista di South London, che ha fatto stage sia a Savile Row che con Christian Dior Couture mentre frequentava l’università, ha poi completato la sua laurea magistrale e ha ricevuto l’ H&M Design Award nel 2016. Una vittoria che gli ha dato il supporto finanziario necessario per avviare la sua griffe. Oggi lavora in un atelier dotato di macchinari per stampare che è ad accesso libero. “Oggi non stampiamo solo per le nostre collezioni ma anche per altri designer, di womenswear e menswear,” racconta Quinn. E questo ha attirato l’attenzione di Liberty. “Ho apprezzato la sua abilità, il modo in cui rivisitava le stampe e i colori, ma anche il senso di condivisione che si respirava nell’atelier di Peckham dove stampava i tessuti,” ricorda Alexandra Gordon, buyer di womenswear per Liberty. Cosa dobbiamo aspettarci dal suo debutto ufficiale? “Stampe più audaci. Un tocco sovversivo,” spiega brevemente lo stilista.

 

AV Robertson

Una virtuosa del ricamo, Amie Victoria Robertson è nota soprattutto per le sue stampe floreali di cristalli che sembrano spuntare dai tessuti couture, proprio come i fiori dal terreno. Alla sua sfilata di debutto Autunno/Inverno 2016 a Londra nell’ambito di Fashion East, l’incubatore di talenti che ha lanciato designer come Jonathan Anderson e Simone Rocha, top model come Edie Campbell e Lineisy Montero hanno indossato le creazioni di Robertson con lo styling della sua mèntore, nonché direttrice di Love Magazine, Katie Grand. Per quella collezione la stilista si era ispirata Francesca Woodman, la fotografa americana del 1900 che immortalava i soggetti delle sue foto in ambienti fatiscenti, con indosso vecchi indumenti, spesso mettendo a fuoco sezioni separate del corpo.

Dopo una breve pausa dedicata alla creazione di una collezione esclusiva per Saks Fifth Avenue, la designer torna alla London Fashion Week questo febbraio con una sfilata indipendente. Cosa vedremo? “Un bel po’ di cose folli: ho immaginato una sorta di apocalisse, la fine del mondo, una specie di giorno del giudizio,” spiega. Una riflessione sui nostri tempi, le sue creazioni saranno improntate al “confronto fra bene e male, e questo nuovo mondo paradisiaco.” Riflessione che arriva al momento giusto.

 

Text by Edwin Jiang

L'articolo London Fashion Week: tre brand promettenti al debutto in calendario sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

34 anni, 2 bei bambini e una bella moglie, uno stand-up da vero show man, ma soprattutto un’arte unica custodita – letteralmente – “tra le mani”: il suo personalissimo modo di realizzare acconciature. Lui si chiama Georgiy Kot ed è l’hair stylist più famoso di Russia.

Nato a Gagra, in territorio caucasico, il 24 dicembre 1984, da bambino è stato costretto a vivere l’orrore del conflitto tra georgiani e abcasi. A soli 14 anni inizia a lavorare come apprendista da un barbiere, per poi trasferirsi a Sochi a 18 anni, nel sud della Russia, e imparare il mestiere di parrucchiere. Dotato di un grande talento, apre una sua scuola di formazione, affermandosi negli anni come un inimitabile artista dell’acconciatura.

Hair design estremi realizzati quasi sempre senza l’uso di capelli finti e pettinature scultoree che ipnotizzano sono protagonisti del suo profilo Instagram (@georgiykot) dove, a suo modo, racconta anche di sé. Oltre alle sue capacità (mostrate tramite molti video), l’innegabile simpatia lo rende subito un personaggio “famigliare”. Guardate la gallery per credere.

Capelli come merletto

Здравствуйте, мои родные. Главная оценка для меня -это ваши комментарии. И когда вам нравится работа вы их кидайте себе на страницу, забывая про ревность и конкуренцию. Тогда я больше начинаю верить в свои поступки и с помощью которых я расту и приобретаю опыт. Мне редко нравятся мои работы и вы это знаете ! Но сегодня, как мне стыдно об этом говорить, но мне так хочется поддержки. Я вспомнил фильм "Парфюмер". Мне так хочется обнять все человечество, расцеловать, чтобы мы всегда были вместе. По-моему я гоню. Нельзя мне месяц не преподавать. Жду не дождусь 14 января. Я начинаю новую преподавательскую жизнь. Я взорву. Бедные коллеги, которые записаны на обучение первую ступень. Спасибо за супер макияж @makeupbymodebadze И @stolica_models _____________________________________________Hello, my dears. The main approval for me is your comments. And when you like the work you save it on the page, forgetting about jealousy and competition. Then I begin to believe in my actions and through which I grow and gain experience. I rarely like my work and you know it ! But today, I am ashamed to say this, but I want your support. I remembered the movie "Perfume". I want to hug all humanity, to kiss, so that we were always together. In my opinion I am going crazy. Its not good almost one mont I have not been teaching. I can't wait till the 14th of January. I'm starting a new teaching life. I will rock. Poor colleagues who had enrolled for the first step. @hudabeauty

Georgiy Kot (@georgiykot) on Jan 8, 2018 at 5:06am PST

Chignon a forma di fiore

Добрый вечер, мои любимые. В этом году на чемпионате будет представлена одна из номинаций, где участник должен выполнить розу. Из года в год мне очень хочется менять направление Чемпионата @festival_g.kot И внедрять больше салоных коммерческих работ. Так как изначально я заявил, что мне интересен образовательный чемпионат для мастеров с любым стажем, чтобы после тренировок и конкурса, мастера возвращались в салоны красоты с повышением квалификации. Я думаю, точнее, я уверен, что у меня это получится. ____________________________________________Good evening, my dears. This year at the championship there will be presented one of the nominations where the participant should make a rose. From year to year I really want to change the direction of the Championship @festival_g.kot And implement more salon commercial works. As I initially stated that I'm interested in educational competition for masters with any experience, after training and competition, the came back to the salon work with advanced skills. I think, or even I am confident that I will succeed.

Georgiy Kot (@georgiykot) on Jan 20, 2018 at 8:42am PST

Chignon da gran ballo

@makeupbymodebadze __________________________________________Good evening, my dears, have you noticed, when I have the third step, I appear less in Instagram. This is due to the fact that all attention from morning till evening is devoted to developing of new works. A video that I have posted will remain in my soul as secret talisman. I think most of you will not pay attention to the small thing that lasts a second but it is very important for me, I wonder will you notice it?

Georgiy Kot (@georgiykot) on Jan 29, 2018 at 6:42am PST

L'articolo Le acconciature capolavoro di Georgiy Kot sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

È al via la nuova edizione del prestigioso International Woolmark Prize, contest dedicato alla creatività dei talenti di tutto il mondo e al fascino della lana.

In occasione di Pitti Uomo sono stati nominati i vincitori dell’edizione 2017-18: Matthew Miller, Bodice e Dyne (Innovation Award) e già il contest guarda alla prossima edizione. Chi seguirà le loro orme? C’è tempo fino al 28 febbraio per inviare la propria candidatura se il brand soddisfa i criteri spiegati sul sito.

In bocca al lupo!

 

L'articolo International Woolmark Prize: open call sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

Ecco, ci risiamo. Heidi Klum l’ha fatto di nuovo: giovedì 8 marzo uscirà #LETSDENIM, la terza collezione disegnata dalla modella tedesca per Lidl. E la collaborazione tra il brand Esmara by Heidi Klum e la grande catena di distribuzione Made in Germany, procede a gonfie vele. #LETSDENIM si presenta come una speciale limited edition in cui a dominare la scena sarà l’iconico jeans.

Sono da sempre una grande fan del denim. Si può abbinare in mille modi diversi: dal casual allo chic. La collezione #LETSDENIM rispecchia a pieno la versatilità di questo tessuto che può esprimere ogni stile” ha spiegato Heidi Klum. Insomma cosa aspettarsi? Sicuramente una capsule collection dinamica e moderna, e perchè no, anche in perfetto stile losangelino.

Non a caso, la fonte d’ispirazione della designer è stata la città degli angeli, con i suoi colori brillanti e la sua energia contagiosa. #LETSDENIM si compone, infatti, di camicie in denim e jeans skinny, T-shirt stampate e maglioncini dai toni accesi da abbinare a scarpe basse in tela. E, tra le novità, la collezione comprenderà anche una linea bambina. #LETSDENIM sarà disponibile in tutti i punti vendita Lidl d’Italia.

39 photosView Gallery
photographed by Courtesy press office

L'articolo Heidi Klum x Lidl: è in arrivo la terza collezione #LETSDENIM sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

marangoni2Sono numerose le professioni del mondo della moda aperte a chi desideri un futuro tra nel mondo della creatività. Istituto Marangoni ha accompagnato i primi passi di alcune tra le più importanti carriere nel settore della creatività e vuole continuare a supportare concretamente i migliori talenti.

Agli studenti delle scuole superiori italiane che sognano un futuro nella moda o nell’arte è dedicato quindi lo speciale contest di Istituto Marangoni organizzato in collaborazione con Vogue ItaliaVogue Talents.

Il premio per i migliori studenti è un vero e proprio lasciapassare per muovere i primi passi nel mondo della moda o dell’arte: 50 borse di studio, da 5.000 euro fino ad un massimo pari al 50% della retta scolastica (primo anno), valide per uno dei corsi triennali offerti da Istituto Marangoni per le sedi di Milano e Firenze per l’anno accademico 2018/19.

Per partecipare alle selezioni ciascuno studente è chiamato a mettersi alla prova con il settore in cui vorrebbe lavorare: agli aspiranti fashion designer viene chiesto di disegnare 6 schizzi che rappresentino la propria idea di collezione o una ricerca iconografica di 10 immagini ispirate al cinema o al mondo della musica di un periodo storico a scelta, da accompagnare in entrambi i casi da un breve testo che racconti la propria idea. Per chi vuole lavorare nel lato business della moda la sfida è quella di raccontare in un breve testo corredato da immagini l’ipotesi ideale di apertura di un’attività con scelta di location, offerta merceologica, ottimizazione della shopping experience  del cliente. Gli aspiranti fashion stylist dovranno presentare alcuni scatti in stile reportage dedicati ai nuovi fashion trends, raccontati anche attraverso un breve testo, mentre a chi sogna il mondo dell’arte è demandato il compito di  sviluppare in un moodboard corredato da un testo una ricerca iconografica, scegliendo immagini di arte relative ad una determinata epoca, raffiguranti elementi che possano essere ricollegabili alla moda contemporanea. I partecipanti dovranno creare 1 moodboard contenente immagini, tramite il quale dimostreranno il collegamento tra arte e moda.

C’è tempo fino al 2 maggio 2018 per consegnare i progetti, che saranno valutati da una giuria presieduta da Sara Sozzani Maino Deputy Editor in Chief Vogue Italia  e Head of Vogue Talents.

All’indirizzo newchallenges@istitutomarangoni.com  – inserendo nell’oggetto “New challenges” – è possibile ricevere tutte le informazioni relative alle modalità di partecipazione e gli aggiornamenti relativi al contest.

Buona fortuna!

L'articolo New Challenges by Istituto Marangoni and Vogue Talents sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

A happy! happy! happy! Michael Kors was pictured leaping on the posters at the Lincoln Center’s Vivian Beaumont Theater. He was jumping with just as much joy on the invitations to his autumn/winter 2018 show. And you could say that the collection was ‘as corny as Kansas in August’ – except that was about the only old song not blaring out as the models walked the runway.

Yet in the designer’s familiar way of making his collections seem real, here were all the necessary pieces for a winter wardrobe, from plaid or check jackets – for both sexes – to the kind of camel cape coat that would slip over a gym kit, leaving arms and hands free to carry the latest purchase. To prove the point, the models negotiated the up-and-down of the theatre’s entrance stairs carrying Michael Kors bags. One in each hand.

And talking of bags, a series decorated by the faux Fifties drawings of artist David Downton added a piquant touch to a collection with a perpetual aim to please.

“I wanted something that was sort of a homage,” said Kors backstage, greeting all the models personally after their long walk around the theatre.

“First off, it’s Valentine’s Day,” he continued. “So it’s about things I love, the women I love, people who have fun with fashion. The theatre always puts me in a good mood. It’s the Lincoln Center. It’s iconic. We have to wave the flag.”

Michael Kors – navigating the theatre stairs at the Lincoln Centre

Suzy Menkes (@suzymenkesvogue) on Feb 14, 2018 at 8:30am PST

The New York season has been worse than dull. The retreat of big names like Joseph Altuzarra, Proenza Schouler and the Rodarte sisters, who have all decamped to Paris, brings into question how the NY Fashion Week can continue to play a serious part in the fashion calendar.

In this situation, Michael Kors did everything right by being all-American, showing up-town clothes that are explicable to a certain work-and-play class across the developed world. But these clothes, mixing perhaps an animal print jacket with a striped sports top and a rose patterned skirt, are not dull. Kors adds the appropriate touches of whimsy: ankle boots to match the mini flowers on a slip dress; bolder flowers with a touch of Dolce & Gabbana; plaids as a pattern with none of the twists of Punk.

After seeing an exhibition of designer Norman Norell at the Fashion Institute of Technology (Norell: Dean of American fashion, until 18th April), I had been pondering the fading away of tidy clothes for women who work and who need tailoring as a base for their wardrobes.

Michael Kors makes it hop, skip Valentine’s day at Lincoln Centre

Suzy Menkes (@suzymenkesvogue) on Feb 14, 2018 at 8:09am PST

The strength of Kors is that he knows how to focus on daytime clothes without pinning them to any time or place. His work is offered mostly as easy pieces that could be mixed with other elements on the runway. In my mind’s eye, I could see a pair of Scottish tartan narrow trousers removed from their partnership with a plaid blazer and worn with a big fluffy jacket.

That is, of course, just how the designer sees his collection – as a mix-and-match. He has been saying how much he is inspired by different aspects of the city “the electricity, the speed, the diversity, the individuality – and of course, the art, food and fashion.”

It was good to hear this enthusiasm, proving that the death of American fashion is much exaggerated.

L'articolo #SuzyNYFW: Michael Kors: Corny But Compelling sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

E così anche la moda sdogana (finalmente) il PVC. Considerato fino a ieri esteticamente brutto e totalmente out of fashion, la gomma nella versione trasparente ritorna ad essere protagonista sulle passerelle della primavera-estate 18.

Se siete una vera fashion victim che non rinuncia all’ultima scarpa feticcio, alla it-bag del momento o al cappellino must-have o a avete già sfogliato la nostra gallery dedicata agli abiti in pvc e ne siete totalmente innamorate, sarà difficile questa primavera-estate 18 non voler indossare almeno uno di questi accessori o…perché no…tutti assieme. Del resto Chanel docet in fatto di tendenze. E così la maison della doppia C fa sfilare sopra i classici tailleur capellini da turista, mantelline per proteggersi dalla pioggia e i super cuissard waterproof già super instagrammati. Neanche la storica 2.55 si salva da questa rivoluzione e tanto meno le maxi bag con catena in tutte le nuances dell’acqua: dallo smeraldo, al turchese fino all’acquamarina.

In versione mini o maxi le cinture firmate Tibi, mentre Valentino punta su borse gommate tempestate di studs.

Sandali granchietti che ci ricordano immediatamente le nostre estati spensierate sugli scogli per Simone Rocha che li impreziosire con perle e strass, mentre Off-White ricopre le classiche decolleteés con un velo di plastica trasparente per preservarle da pioggia e intemperie…l’idea sexy da indossare sotto i temporali estivi!

L'articolo Trend Primavera-Estate 18: Accessori in PVC sembra essere il primo su Vogue.it.



Continua a leggere

Cosa centra Pharrell Williams con i jeans e la sostenibilità? Forse ti sei dimenticato che dal 2016 il cantante americano è Head of Imagination di G-Star RAW, oltre a esserne il co-proprietario. Svelato l’arcano andiamo alla notizia. Ci rende sempre Happy (singolo del 2013) sapere che una certa parte dell’industria del denim lotta costantemente per realizzare jeans sempre più sostenibili e questa volta, il brand da imitare è proprio G-Star Raw. L’azienda olandese fondata nel 1989 ha lanciato G-Star Elwood RFTPi. Un nome (un po’ complicato a dir la verità) per definire il suo jeans più sostenibile di sempre. Tra l’altro è disponibile online e negli store proprio da oggi 15 Febbraio. Questo jeans è stato creato con il primo tessuto denim della storia a essere certificato Gold Level Cradle to Cradle™, una certificazione rilasciata dal Cradle to Cradle Products Innovation Institute, trai più rigorosi processi di certificazione al mondo. È stato lo stesso Pharrell Williams a ritirare la certificazione!

Tramite un’attenta analisi del processo di design e uno studio su come ridurre l’impatto ambientale in ogni fase produttiva, il modello G-Star Elwood RFTPi apre davvero nuovi orizzonti nella produzione di denim sostenibile. Questo jeans può vantare il processo di tintura indaco più pulito al mondo che consente di risparmiare acqua e lasciare pulite le acque reflue, pronte per essere riciclate. Acqua che anche nelle tecniche di lavaggio prevede un riciclo del 98%. Il restante 2% evapora naturalmente. Ovviamente il cotone utilizzato è biologico e tutto il capo è riciclabile anch’esso al 98%. Infatti, la parte superiore dei jeans è spesso scartata poiché è troppo complicato rimuovere le cerniere e i rivetti. Invece, G-Star ha sostituito rivetti e cerniere con bottoni in metallo dalla finitura ecologica. Infine la chicca: l’accesso open-source per l’intera industria del denim. Chiunque può avere accesso e utilizzare il processo di sviluppo del tessuto sostenibile con certificazione Cradle to Cradle Certified™ livello Gold tramite la biblioteca dei materiali Fashion Positive del Cradle to Cradle Institute.

ps: sì, anche tutte le etichette e le confezioni in cartone provengono da fonti responsabili.



Continua a leggere

Ogni tanto anche nella moda, in continua evoluzione, ci sono dei punti fermi. Uno di questi è rappresentato da un trend che ogni stagione ha la capacità di reinventarsi e non perdere d’intensità: la stampa camouflage. Il mondo militare è ancora una grande fonte d’ispirazione per tantissimi brand moda anche per questa primavera-estate 2018. Il mood mimetico rivive in diversi capi e accessori; dalla stampa più classica a nuovi cromatismi e inedite interpretazione, la camo-mania è più viva che mai. In primis, naturalmente, in tema giacche. È in nylon leggero sfoderato il giubbino di Blauer, stesso materiale per il bluson, reversibile, di Paltò mentre il bomber di Herno è in cotone seersucker con bande in maglia elastica su collo, polsi e fondo. Chi invece gioca e si diverte a reinterpretare maggiormente questo tipo di stampa sono i marchi The North Face e Timberland. Il primo brand lancia la Collezione Tropical Camo – unisex e realizzata con materiali altamente performanti – con lo scopo di dare nuova vita a un pattern iconico, il secondo invece rende omaggio all’iconica giacca militare americana M65. La Military Camo Jacket, dal motivo geometrico all over, si apre con una zip nascosta sul davanti, ha una vestibilità ampia ed è realizzata in twill di cotone organico lavato, per donare al capo quell’affascinante aria vissuta; concepita per il Compatible Layering System di Timberland, può essere indossata sovrapposta a una giacca tecnica trapuntata o in denim. Anche Replay per i suoi pantaloni militari punta sull’originalità e sceglie il ruggine come nuance principale. Da indossare con una giacca, felpa o t-shirt in tinta unita.

Passiamo sul fronte accessori. Lo zaino Tumi grazie all’espansibilità consente una maggiore capacità di carico e dispone di diversi scomparti, quello di Clarks in tela cerata invece non teme la pioggia e ha una fantasia molto discreta; infine regala una nota di allegria grazie agli inserti in pelle gialla il modello porta PC/iPad con tasca portabottiglia o portaombrello e anti-frode RFID firmato Piquadro. Per i lunghi viaggi invece c’è la valigia rigida di Eastpak, resistente ma leggera e realizzata con un materiale ibrido innovativo in tessuto e schiuma.

Come tocco finale al proprio outfit potete scegliere gli occhiali Dolce&Gabbana, il cappellino di La Martina e l’orologio G-Shock di Casio con cassa e cinturino in resina e impermeabile fino a 20atm. Se amate il rosso, colore molto in voga anche per la p/e 2018, indossate la stola leggera di Louis Vuitton in lana e cotone lavorati a maglia, con motivo camouflage serigrafato su uno sfondo Monogram jacquard.



Continua a leggere

In occasione della sfilata che si terrà il 17 febbraio febbraio durante la London Fashion Week, Burberry ha annunciato che darà vita a un'iniziativa molto particolare. La Maison modificherà il suo iconico motivo check, aggiungendoci i colori dell'arcobaleno, così da mostrare il suo sostegno alle comunità LGBTQ+.Continua a leggere

Continua a leggere