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Beauty news
November 22, 2017

In attesa che l’inverno porti con sé l’Awards Season cinematografica, continua la celebrazione dei grandi protagonisti delle sette note di questo 2017. Dopo gli MTV EMA 2017 andati in scena a Londra la scorsa settimana, a Los Angeles, domenica, è stato invece tempo degli American Music Awards, detti più semplicemente AMAs, i premi legati al “gradimento del pubblico”. Mentre infatti altri riconoscimenti, come i Grammy o i Billboard Music Awards, sono assegnati dalla critica, gli AMAs vengono decidi tramite un sondaggio tra gli acquirenti di album musicali.

Un evento che, come da consuetudine, ha visto anche una serie di performance musicali a partire da quella di Selena Gomez che è tornata ad esibirsi dopo il trapianto di rene. Con un nuovo look biondo platino e un’incredibile dose di energia, Selena ha calcato il palco degli AMAs lasciando però lo spazio ad alcune polemiche che si sono scatenate in rete a causa di un suo presunto playback che, a detta di alcuni, avrebbe rovinato la sua esibizione. Ecco qui di seguito tutti vincitori degli AMAs 2017.
Artist of the Year
Bruno Mars

New Artist of the Year
Niall Horan

Collaboration of the Year
“Despacito” — Luis Fonsi and Daddy Yankee featuring Justin Bieber

Tour of the Year
Coldplay

Video of the Year
“That’s What I Like” — Bruno Mars

Favorite Male Artist: Pop/Rock
Bruno Mars

Favorite Female Artist: Pop/Rock
Lady Gaga

Favorite Duo or Group: Pop/Rock
Imagine Dragons

Favorite Album: Pop/Rock
Bruno Mars — 24K Magic

Favorite Song: Pop/Rock
“Despacito” — Louis Fonsi and Daddy Yankee featuring Justin Bieber

Favorite Male Artist: Country
Keith Urban

Favorite Artist: Rap/Hip-Hop
Drake

Favorite Album: Rap/Hip-Hop
Kendrick Lamar — DAMN

Favorite Female Artist: Soul/R&B
Beyonce

Favorite Male Artist: Soul/R&B
Bruno Mars

Favorite Artist: Adult Contemporary
Shawn Mendes

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Inutile negarlo. Quando arriva il Natale con la sua indescrivibile atmosfera si torna tutti un po’ bambini: c’è voglia di magia. E Sergio Rossi con la sua linea sr1 risponde prontamente a questo desiderio, realizzando per l’occasione una luminosissima collezione dedicata alle festività. Non solo. La celebra con un video che rispecchia alla perfezione questo mood di fantasia e sogno. Dietro il progetto c’è la bravura di Virgilio Villoresi, mentre protagonista dell’incantesimo è l’artigianalità delle scarpe in questione. Lo short film si intitola The Artisanal Orchestra e ci ‘trasporta’ in un mondo da favola dove personaggi fantastici danno vita alle creazioni del marchio.

“Non mi stancherò mai di parlare della fabbrica di San Mauro Pascoli, cuore e anima del brand. È la nostra peculiarità, quello che ci rende speciali, il posto dove heritage e maestria italiana si fondono con tecnologia e innovazione. Anche questa stagione abbiamo deciso di celebrare il nostro più grande tesoro e per l’occasione abbiamo collaborato con Virgilio Villoresi, videomaker conosciuto per la creazione di cortometraggi magici. Lui è Italiano, giovane, talentuoso e con uno sguardo molto speciale sul mondo moda. Il cortometraggio rappresenta la vera essenza di Sergio Rossi, un viaggio inaspettato nel mondo dell’arte calzaturiera , dice Riccardo Sciutto, Sergio Rossi Group Ceo.

“Le collezioni Sergio Rossi mi hanno immediatamente ispirato. L’attenzione al dettaglio, l’artigianalità e la passione dietro ad ogni creazione sono fondamentali nel processo creativo. Ho interpretato il DNA del brand creando una coreografia magica di marionette animate con la tecnica dello stop motion, una tecnica paragonabile per rigore e creatività alla calzoleria”, spiega il regista Virgilio Villoresi.

Della capsule collection Holiday 2017 fanno parte due paia di pump, due paia di slipper e un paio di boots lace up. Tutte ricoperte di una cascata di glitter.

Scopritela in anteprima su Vogue.it insieme al video.

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Beauty news
November 22, 2017

Giusto in tempo per i party natalizi. Dopo la capsule collection di Stella McCartney per Net-à-Porter, anche un’altra stilista ha deciso di realizzare una collezione dedicata alle cene di fine anno.

Tuxedo di Victoria Beckham è composta da capi basici ispirati all’eleganza del noto capo d’abbigliamento: un suit che si può indossare spezzato, una camicia con gorgiera di tessuto, maglioncino gold e due abiti lunghezza midi, l’uno rosso l’altro di paillettes nere. A completare il look gli accessori: clutch rigide, sabot e décolleté tutti glitter, silver or red. Da notare le pumps, già viste in passerella nella sfilata Primavera Estate 2018.

Guarda la gallery per scoprire la party capsule collection disponibile su VictoriaBeckham.com

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Una delle ‘veterane’ di Victoria’s Secret, Candice Swanepoel viene dal Sud Africa ed è stata scoperta in un mercatino della pulci a Durban. Candice Swanepoel ha aperto la sfilata nel 2011 e ha indossato il Fantasy Bra di Victoria’s Secret nel 2013, e finora ha percorso la passerella per nove volte.
Swanepoel è una delle modelle più pagate del mondo, e secondo Forbes nel 2016 ha guadagnato sette milioni di dollari. Recentemente è apparsa nelle adv di Givenchy, ma anche di Tom Ford, Versace, Miu Miu, Rag & Bone, Prabal Gurung, Oscar de la Renta, Nike, Diesel, Topshop and Juicy Couture. È stata protagonista dello spot di Victoria’s Secret 2015 per il Superbowl, visto da più di 100 milioni di persone.
Swanepoel parla Afrikaans, inglese e portoghese, che ha imparato dal fidanzato brasiliano Hermann Nicoli. Nel 2016 ha dato alla luce suo figlio Anacã.

Il regime fitness di Candice Swanepoel?

Quando deve prepararsi per una sfilata, Swanepoel si allena con il personal trainer di Victoria’s Secret, Justin Gelband, prediligendo esercizi di potenza e HIIT.

Text by Libby Banks

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Ashley Graham, la modella curvy più famosa al mondo, è diventata un Angelo di Victoria’s Secret, ma solo su Instagram.

La top model Americana, considerata tra le 50 modelle più richieste del 2017 e tra le più sexy per Models.com, ha postato una foto su Instagram in cui sembra sfilare in passerella al Victoria’s Secret Fashion Show, con tanto di maxi ali di piume bianche, abilmente photoshoppate.

Ashley Graham ha commentato su Instagram: “Got my wings! 🦋💐🌈😜 .. my #AdditionElle wings! #thickthighssavelives”.

Got my wings! 🦋💐🌈😜 .. my #AdditionElle wings! #thickthighssavelives

A post shared by A S H L E Y G R A H A M (@theashleygraham) on

La foto originale, della modella che sfila in intimo, proviene da un fashion show del brand di lingerie curvy Addition Elle, per il quale Ashley Graham ha sfilato e posato più volte come testimonial.

Il fotomontaggio di Ashley Graham con le ali da Angelo di Victoria’s Secret è stato realizzato da una fanpage della top model su Instagram (@flawlessashleyg), profilo interamente dedicato alla modella curvy, che abitualmente rielabora attraverso collage digitali i look e le foto di Ashley Graham.

E, se per il momento l’idea di vedere la Graham in passerella al VSFS rimane solo una fantasia virtuale dei suoi fan, non è detto che in un futuro prossimo Victoria’s Secret possa aprire le porte del suo mitico Fashion Show anche a modelle plus size come Ashley.

Sfoglia la gallery per vedere i look più belli di Ashley Graham dagli esordi a oggi.

 

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Beauty news
November 22, 2017

Il Salotto del Gioiello è una mostra dove sarà possibile anche acquistare direttamente i monili di dieci jewel designer contemporanei:  Sheila Cunha Ornament, Maria Luisa Palazzo, Luigi Sala Gioielli, Limodoro, Mikki Eger, Daniela Repetto, Frammenti Design, Antonella Ferrara, Stella G. e minrl handcrafts.

Dieci designer, per dieci stili e dieci storie completamente diverse. Tecniche d’avanguardia, estetica minimale ma anche tanta sperimentazione per poter indossare piccole opere orafe.

Per tutte le appassionate del mondo del gioiello, l’appuntamento è il 25 e 26 novembre a Milano, in via Tortona 26.

 

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Ci siamo. Puntuale come il panettone, il Natale e le tasse, ecco il Victoria’s Secret Show edizione 2017. Dopo la location parigina dell’anno scorso, la cornice la offre Shanghai con tutto ciò che ne consegue, uno fra tutti il fuso orario. E se per la trasmissione totale dei look e dello show bisognerà aspettare il prossimo 28 novembre (mercoledì 29 alle ore 4 del mattino orario italiano, pronti early birds?), l’evento verrà in realtà registrato stanotte. Ecco quindi le prime immagini di backstage del Victoria’s Secret Show realizzate su Instagram – fra le altre – Bella Hadid, Adriana Lima, Jasmine Tookes e Romee Strijd. Qui sotto invece trovate tutti gli scatti realizzati da Alistair Nicol.

L'articolo Victoria’s Secret Show 2017 backstage: da Bella Hadid e Adriana Lima tutti gli angeli su Instagram e non sembra essere il primo su Vogue.it.



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Beauty news
November 22, 2017

Un nastro bianco contro la paura. Un nastro bianco per dire no alla violenza.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il prossimo 25 novembre, Kering Foundation lancia #ICouldHaveBeen, una campagna social media (con un mini-sito dedicato icouldhavebeen.org) per sensibilizzare le nuove generazioni contro la violenza di genere, a supporto della White Ribbon Campaign 2017.

La fondazione invita il pubblico a immaginare la propria vita come “Lei” (her): quella ragazza o donna su tre, vittima di violenza.

Ambasciatori dell’iniziativa Christopher Kane, Joseph Altuzarra, Stella McCartney, Salma Hayek, Alessandro Michele Dennis Chan.

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La sua eleganza mannish è famosa nel mondo. Lou Doillon è fonte d’ispirazione per le fashioniste più raffinate e sofisticate. Del resto è la figlia di una delle icone più amate del mondo, Jane Birkin. Suo padre è il regista Jacques Doillon, e sua sorella è l’attrice Charlotte Gainsbourg.

Ma stile e famiglia a parte, anche Lou ha una carriera ricca e poliedrica tra le mani, che coltiva giorno dopo giorno. Il suo grande amore? La moda certo, ma ancor di più la musica, che è senza dubbio il suo progetto principale.

Per questo quando è stata contattata da & Other Stories per una collaborazione non ci sono stati dubbi né sul tema dello shooting, né sul luogo. La modella e musicista è stata fotografata a Parigi presso Le Trianon Theater, dove ha tenuto la sua prima performance. Negli scatti Lou indossa capi che rispecchiano il suo stile mentre suona il piano e la chitarra.

“Ho sempre amato la moda, credo sia uno strumento universale”, racconta. “Lo utilizzo esattamente come il canto o il disegno. È un modo per presentare la mia sensibilità. Nella musica ho cominciato molto tardi, e per questo, diversamente dalla recitazione, il mio desiderio era quello di mostrarmi per quello che sono davvero, senza ‘trasformarmi’. Quello che indosso sul palco è esattamente quello che indosso anche fuori”.

“Tutti i capi della collezione, dal completo di velluto all’abito più femminile sono stati realizzati pensando a Lou e al suo stile da musa francese”, spiega Georgine Le Toqueux, designer di & Other Stories. “Influenzata dal passato ma reinventata per la donna contemporanea, questa collezione mescola l’eleganza al rock, e Lou, con la sua allure, la rappresenta benissimo”.

La selezione dedicata a Lou Doillon arriverà presso gli store & Other Stories e sulla piattaforma web del brand stories.com alla fine di novembre.

In esclusiva per i lettori di Vogue.it l’intervista completa a Lou Dillon.

& Other Stories ha un atelier a Parigi e il designer aveva in mente te quando ha creato questi capi. Quali sono quelli che preferisci? E come li indosseresti?
LD: Per me è stato davvero facile fare questo shooting, sentivo che lo stile di questa collezione per & Other Stories era molto vicino al mio. Mi sono piaciuti moltissimo il team, la location e il fotografo. Mi è piaciuto tanto il tailleur di velluto con la  camicia bianca. Da sempre sono influenzata dallo stile maschile anni 70… questo look mi ha fatto pensare a Keith. Mi piacciono molto anche le camicie stampate.

Tutti invidiano alle francesi il loro senso dello stile innato. Come definiresti il “French look” e perché credi non smetta mai di piacere? 
LD: Credo che i francesi crescendo vengono educati a essere molto critici verso se stessi e verso gli altri, e forse è per questo che le donne sono estremamente consapevoli di sé: il vantaggio è che sanno cosa gli sta bene, prestano attenzione al loro corpo più che ai dettami della moda. E lo svantaggio è che a volte mancano di senso dell’umorismo o anche di nonchalance. Inoltre se è vero che abbiamo il proverbiale asso nella manica, preferiamo minimizzare più che esagerare (resta il mistero di quanto staremmo bene se abbinassimo trucco e parrucco, scarpe abito e borsa…)!

Che ruolo ha la moda nella tua vita? È cambiata, o si è evoluta, negli anni? 
LD: Ho sempre adorato la moda, credo sia il vero linguaggio universale. La moda è un codice con cui la gente comunica, e la storia, l’economia, la religione, le leggi si riflettono nella moda. ‘Le vêtement c’est le moment où le sensible deviant signifiant’, diceva Roland Barthes, e io credo sia così. D’altro canto, il linguaggio della moda si sta perdendo, quando si seguono i trend invece di seguire se stessi.  Le persone dovrebbero capire  il loro lato ‘sensibile’ e renderlo ‘significativo’ rispetto alla posizione che vogliono occupare nella società. Ed è in quel momento che il business a volte ci porta lontano dal suo scopo principale.  Uso la moda come un mezzo,  come faccio con il canto o il disegno. È un modo di presentare il mio ‘sensibile’.

Hai un ricordo o aneddoto particolare  del teatro in cui è stato scattato lo shooting? 
LD: Sì, si è svolto al Trianon, ed è lì che ho fatto il mio primo grande concerto a Parigi, era il mio primo tour. È un posto magico e non dimenticherò mai l’affetto che ho ricevuto quella sera. Sono parigina e quindi ero preoccupata di come avrebbe reagito il pubblico della mia città, mi ha sorpreso molto il calore, l’accoglienza che mi hanno riservato quella sera. Ricordo anche di aver visto tantissimi concerti in quel teatro. È il mio posto preferito a Parigi.

Hai un approccio particolare agli abiti che indossi sul palco e fuori? Per te sono due mondi diversi in termini di stile? 
LD: Ho sempre ammirato gli artisti che riescono a crearsi un ‘personaggio’  e immaginano un nome, un look, un sound che  a volte poco hanno a che fare con il loro stile reale/personale: è una sorta di alter-ego.  Il mio approccio alla musica è molto diverso, ho iniziato a cantare tardi ed ero già nota per le mie trasformazioni nel cinema e nei servizi di moda, quindi desideravo mostrarmi per come sono. Ho deciso di restare fedele a me stessa, sia sul palco che lontano dai riflettori. È un rischio, certo, andare sul palco senza una protezione, perché l’abito è una forma di protezione, come il  make-up… Ma è il mio modo di stare là fuori. Indosso gli stessi abiti, sia prima che dopo un concerto.

In che  modo Parigi ti ispira come artista? 
LD: Parigi ha un’enorme influenza sulla mia arte. È una città che si può girare a piedi, sufficientemente grande da potercisi perdere, e abbastanza piccola per ritrovare la strada di casa. È una città storica, posso viaggiare nel tempo solo seguendo la sua architettura, e come per la moda, una città ha i suoi codici.  Attrae persone di tutti i tipi e ha un’energia che cambia a seconda delle stagioni e di chi la visita. È anche un luogo dal grande impatto visivo, in un certo modo è come se la città e i suoi abitanti fossero sempre in passerella… e i caffè sono il posto perfetto per godersi lo spettacolo.

Quali sono i capi che porti sempre con te in viaggio e sono una sicurezza a prescindere dall’occasione? 
LD: Un paio di stivali, mi piace camminare, la libertà è anche non sentirsi costretti, o impediti dalle cose che porti… Un paio di jeans, e qualcosa di divertente. Mi piace far sorridere le persone quando mi vedono e quindi tendo a farlo magari con un cappello un po’ pazzo, un cappotto troppo grande, colori folli. E poi quando viaggio sono sempre alla ricerca di cose, per questo lascio un po’ di spazio in valigia, perché potrei trovare cose sorprendenti. E poi un pigiama, non sai mai dove dormirai.

Parlaci della tua musica e della tua arte. Qual è secondo te il tratto tipico della tua espressione estetica/musicale? 
LD: Non saprei come descriverlo, direi che un artista vede le cose da un punto di vista più o meno personale e poi cerca di tradurle  attraverso parole, linee, suoni o frequenze. Sono chiaramente ossessionata da una serie di cose di cui sento di dover parlare, una è la ripetizione, e poi quello che viene considerato come ‘normale’ spesso trascurato, (in contrapposizione con l’’eccezionale’). Scrivo, disegno e canto di questi ‘piccoli balletti’ che avvengono in ogni momento e ogni giorno intorno a me.

Chi ispira il tuo senso dello stile così forte e  personale? 
LD: Le persone che fanno quello che fanno per se stessi, che tu lo capisca o no, che ti piaccia oppure no: Fiona Apple, Beth Gibbons, Patti Smith, Nina Simone, Sophie Cale, Louise Bourgeois, Emily Dickinson, Eartha Kitt, Bjork, Karen Dalton, Beth Ditto, Billy Holliday, Cat Power… E potrei andare avanti…

La collezione di & Other Stories è stata creata in occasione delle feste (Natale/Capodanno). Quali sono i tuoi buoni propositi/progetti per il  2018? 
LD: Non ne ho… Ogni sera faccio nuovi progetti e penso ai buoni propositi,  e poi mi è molto difficile realizzarli. L’unico giorno in cui non ne ho è il primo gennaio… è la mia regola!

L'articolo Lou Doillon è la nuova musa di & Other Stories: tutto sulla collaborazione sembra essere il primo su Vogue.it.



Stanche dei soliti abiti scollati? Secondo le tendenze moda inverno 2018, il modo giusto per scoprirsi sono i vestiti cut-out.

Da Alexander Wang a Versace, passando per Balmain, Calvin Klein e Maison Margiela, sono innumerevoli le case di moda che, per le collezioni autunno inverno 2017 2018, hanno voluto mostrare squarci di pelle, attraverso mirabolanti tagli dalle forme più fantasiose.

Ricordano le macchie di una farfalla i cut-out di Francesco Scognamiglio, zig-zag e saette quelli disegnati da David Koma per Mugler. Di tendenza le scollature a forma di goccia per Erdem ed Emilio Pucci. Da Versace, i pannelli di tessuto che compongono gli abiti si distanziano con lingue di vuoto, mentre da Maison Margiela il cut-out è portato all’eccesso, privando i vestiti di gran parte del tessuto a simulare quasi lo scheletro del capo.

Per Chloé il cut-out è romantico, a forma di cuore, ritagliato nel velluto rosso proprio nel centro del petto.

Sfoglia la gallery per scoprire oltre 35 vestiti cut-out e abiti scollati di tendenza per l’inverno 2018.

Leggi anche Come indossare i cut-out in inverno qui.

L'articolo Tendenze Moda Inverno 2018: vestiti cut-out e abiti scollati sembra essere il primo su Vogue.it.



Come sarà questo 2018 che sta per cominciare? Più etico, consapevole e sustainable. Così lo vorrebbe WRÅDoscope, una capsule collection di 12 t-shirt che hanno come protagonisti i segni zodiacali con relativo oroscopo studiato per aiutarci a vivere l’anno nuovo in modo più sostenibile.
A realizzarla ci ha pensato WRÅD, un brand moda che è anche un movimento che ha l’obiettivo di generare consapevolezza nei consumatori moda (noi ve l’abbiamo già raccontato). A proporla al mercato, invece, ci sta pensando Yoox,  store online di lifestyle leader nel mondo per moda, design e arte, con la sua area Yooxygen dedicata alla moda responsabile.

Le t-shirt sono naturalmente super sustainable, sono le cosiddette Graphi-tee™, premiate con il premio Best of the Best 2017 al RedDot Design Award. E sono realizzate in 100% cotone organico certificato Gots in Italia e tinte e stampate con un innovativo prodotto brevettato, il g_pwdr® che ricicla la polvere di grafite scarto. Un’innovazione che è stata realizzata in sinergia con l’azienda italiana Alisea, proprietaria del brand Perpetua.

Sono già online con un packaging, anch’esso al 100% riciclabile e riutilizzabile, che include l’iconica matita Perpetua composta solo di grafite riciclata.

Un’idea very sustainable per i vostri regali di Natale, non credete?

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I capelli scalati lunghi tornano di grande tendenza. Scongiurati gli effetti ispidi e arruffati che hanno segnato gli Anni ’80, oggi questo tipo di hair cut garantisce un affetto morbido e naturale se calibrato perfettamente, per esempio, rispetto alla forma del viso. Dario Manzan e Carlo Di Donato, direttori artistici Mitù, partner Wella, ci regalano i loro preziosi consigli.

Qual è la tendenza più moderna in fatto di taglio scalato sui capelli lunghi?
«La tendenza più contemporanea è quella di mantenere maggiore pienezza nella parte finale del capello. Quindi al bando le “punte” alleggerite come si faceva una volta e via libera a un perimetro finale più pieno».

Quali effetti si possono ottenere scalando i capelli lunghi se sono lisci?
«I capelli acquisiscono maggior texture e volume e quindi un effetto di “movimento”».

Quali effetti si possono ottenere scalando i capelli lunghi se sono leggermente mossi?
«Si enfatizzerà il mosso dandogli più definizione».

Quali effetti si possono ottenere scalando i capelli lunghi se sono leggermente ricci?
«Con una scalatura esterna il capello apparirà visibilmente più lungo rispetto alla lunghezza reale».

Taglio scalato lungo odierno VERSUS taglio scalato lungo Anni ’80. Quali le differenze?
«Negli Anni ’80 le scalature avevano un effetto shaggy (più ispido e arruffato) perché molto più accentuate sulla sommità, a differenza di oggi dove la sommità viene lasciata più lunga».

Il taglio scalato lungo che tipo di “manutenzione” richiede?
«Il taglio scalato non richiede particolare “manutenzione”, ma un utilizzo di prodotti per lo styling che possono essere mousse o creme a seconda della tipologia del capello e di styling che si vuole realizzare. Per esempio i prodotti della nuova linea Sebastian Twisted dedicata ai capelli ricci e mossi come la Twisted Curl Magnifier Cream e la Twisted Curl Lifter Foam sono perfette. Per il liscio consiglio il Wella Professionals Eimi Perfect Me, un siero levigante ottimo come primer e poi il Wella Professionals Eimi Root Shoot, una mousse volumizzante da distribuire sui capelli umidi o la Wella Professionals Eimi Mousse Extra Volume per dare ancor più volume. Per donare corposità sia al liscio che al riccio invece raccomando Wella Professionals Eimi Sugar Lift».

Una celeb odierna con una taglio scalato lungo impeccabile?
«Sicuramente la celeb icona del taglio lungo scalato oggi è Gigi Hadid».

Un taglio scalato lungo “mitico”?
«Brigitte Bardot, che in una intervista ha dichiarato che il miglior taglio scalato glielo realizzava il suo hairstylist di fiducia mentre il miglior styling lo otteneva naturalmente dopo una notte di passione».

Per cosa optare se si ha un viso tondo, a diamante o a cuore quindi “pieno”?
«È importante lavorare con linee che tendono ad allungare i lineamenti e con scalature che danno volume sulla sommità. Assolutamente out frange o ciuffi che tendono ad accorciare e allargare la forma del viso».

Per cosa optare invece se si ha un viso ovale o allungato?
«Il viso ovale è quello su cui si può lavorare con più tecniche di taglio e forme, senza particolari difficoltà. Per un viso allungato è meglio optare per una lunghezza massima alle spalle e lasciare il ciuffo più lungo, iniziando la scalatura dallo zigomo in poi. Così non si accentuerà la lunghezza dal viso ma si ammorbidiranno i lineamenti».

Qual è la differenza tra un taglio scalato e un taglio sfilato?
«Con la scalatura si definisce la forma, sfilando i capelli si dona invece leggerezza».

Un consiglio speciale?
«Il segreto per una resa ottimale è lasciare i capelli e la forma più naturali possibili, utilizzando al minimo spazzole e pettine».

C’è un tipo di colorazione con cui il taglio scalato lungo rende ancora meglio?
«In merito alla colorazione è indicato dare maggiore luce al contorno del viso e, al contrario di quanto si è visto fino ad ora, scurire le punte. È una nuova tendenza che si sta affermando ed è perfetta proprio per il lungo scalato. La tecnica si chiama Trickle Down».

In apertura Eva Riccobono fotografata da Satoshi Saïkusa, Vogue Unique, marzo 2003 

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Beauty news
November 22, 2017

Sarà il 9 gennaio il giorno in cui verranno proclamati i vincitori dell’International Woolmark Prize. La location? Firenze, in occasione del primo giorno di Pitti Uomo.

La finale globale 2017/18 del prestigioso concorso dedicato alla lana che ha lanciato alcuni tra i più grandi stilisti, vedi Karl Lagerfeld e Yves Saint Laurent, unirà – come a Parigi per la corsa edizione – le categorie menswear e womenswear in un unico evento alla Stazione Leopolda ove sfileranno i sei finalisti menswear e i sei finalisti womenswear. I due vincitori che verranno proclamati in quella occasione riceveranno ognuno 200.000 AUD da investire nello sviluppo del proprio business e vedranno la loro collezione distribuita negli store dei prestigiosi retail partner.

La novità dell’edizione 2017-18 è l’introduzione dell’Innovation Award, nato per far risaltare i partner della supply chain che contribuiscono allo sviluppo di tessuti e filati in lana innovativi. Il premio nasce in collaborazione di Fashion Tech Lab, piattaforma ibrida fondata da Miroslava Duma che combina una società di investimento, un incubatore multinazionale, un’agenzia di consulenza sull’innovazione per l’industria della moda, un laboratorio sperimentale e un’organizzazione filantropica, tutte unite con l’obiettivo di agevolare le nuove tecnologie e le innovazioni sostenibili e creare prodotti e brand che siano in grado di far evolvere l’industria e di migliorare l’impatto ambientale.

L’Innovation Award premierà il finalista che dimostrerà l’approcio più innovativo per ridurre il proprio impatto ambientale e sociale con 100.000 AUD e il supporto di promozione a livello commerciale. Prendendo spunto dall’introduzione del nuovo premio, la finale dell’International Woolmark Prize avrà come tema l’innovazione che si unisce alla moda e alla natura, e sarà uno degli special event del calendario di Pitti Uomo.

Chi seguirà le orme di Cottweiler e Gabriela Hearst vincitori della scorsa edizione? Appuntamento a Firenze!

Guarda i vincitori europei

Scopri tutto su Pitti Uomo 93

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Li hanno battezzati “socks boots” (stivali elasticizzati a calza) ed effettivamente non poteva essere che questo il loro nome, proprio perché incrocio non troppo ibrido tra un paio di stivali e le calze.

Tra tutti i modelli di scarpe dell’inverno 2018, questi sono la vera novità di stagione, tanto da diventare un must have per le fashioniste shoes-addicted. La prima a indossarli è stata Kim Kardashian, seguita da RihannaGigi Hadid  e anche dall’italiana Ilary Blasi (co-protanisti in prima serata durante il noto reality).

A portarli in passerella è stato, invece, Balenciaga un paio di stagioni fa, ma abbiamo dovuta abituarci a questa nuova estetica e “usabilità”.

Non c’è più bisogno della cara calzetta, perché basta infilarli per essere subito pronte per uscire. Ma non solo. Se in passato avete lottato con gli stivali morbidi perché tendevano a cadere, i socks boots non presentano questo problema: essendo elasticizzati rimangono su da soli, senza cedere alla forza gravitazionale.

Inoltre c’è anche il lato più creativo, che tanto piace agli stilisti così come ai shoes designer: velluto, raso, pizzo o maglia elasticizzati personalizzano con lunghezze e colore gli stivali calza.

Tra le varianti, dallo stivaletto ai coussardes, troviamo anche tantissime proposte in tessuto lamé e paillettes, diventando così perfetti anche per un party invernale.

Se siete ancora un po’ scettiche, provate i modelli di stivali calza in toni neutri, come il bianco, il nero o il beige: vi daranno soddisfazione nello styling. Ne siamo sicure.

Guarda anche:
Stivaletti, ecco come li indossano le celebrity

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Il selvaggio Nord e i suoi paesaggi artici. Suicoke e i suoi sandali in neoprene e nylon. Sembrerebbe quasi un ossimoro e invece è In to the sky, la collezione Autunno Inverno 2017/18 del brand di calzature giapponese. Il minimalismo e l’inusualità delle forme che sin dagli esordi caratterizzano le scarpe Suicoke assumono così un significato tutto nuovo. E i modelli iconici del brand si vestono di nuovi colori, naturali e uniformi, e di materiali invernali. La Lapponia con i suoi toni freddi e i suoi paesaggi incontaminati è infatti l’ispirazione dell’ultima collezione firmata Suicoke nonchè lo scenario degli scatti che compongono il lookbook a essa dedicato.

Un territorio inesplorato quello della Lapponia, tutto da scoprire. Proprio come Sherpa, la nuova linea rigorosamente unisex progettata dal marchio Made in Japan. Uno dei suoi punti di forza? Pelle scamosciata cento per cento naturale e, soprattutto, waterproof. Senza dimenticare poi l’innovativa tecnologia Antibacterial del plantare sviluppata in collaborazione con Vibram – il leader mondiale nella produzione di suole di gomma. Stivaletti e sneakers Sherpa vanno così ad affiancare i già celebri sandali firmati Suicoke, che, per l’occasione, sono riproposti in pelle o velluto a coste. Perché in fondo Suicoke e la Lapponia hanno molto in comune: entrambi senza limiti nè confini.

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Beauty news
November 22, 2017


L’inverno è ormai alle porte ed è tempo di pensare a cappotti e giacche pesanti. In ogni guardaroba maschile che si rispetti non può mancare il classico cappotto tre bottoni di lana, Marni lo propone in tessuto check dalla vestibilità asciutta, i più pratici invece apprezzeranno la proposta di Moncler, che con i suoi piumini ci tiene da generazioni al caldo. Belstaff pensa ai patiti della motocicletta con la sua giacca da biker in pelle lavorata e antidata, mentre Dolce&Gabbana re-interpretano il classico bomber rendendolo unico mediante applicazioni e ricami. Tra le dieci giacche must-have che un uomo deve possedere nel suo armadio non può mancare l’impermeabile, Neil Barrett punta su linee classiche e decori arty, il montgomery è un altro caposaldo maschile e Gucci lo rende unico grazie a ricami dallo stile romantico. Gli amanti dello stile vintage impazziranno per l’Eskimo firmato Woolrich, mentre i più giovani non riusciranno a resistere alla giacca in tela denim con interno in shearling proposta da Levi’s Made & Crafted, anche Lanvin stupisce con il suo shearling che è corto e avvitato.

Le opzioni proposte dagli stilisti sono davvero infinite ed è impossibile non trovare la giacca perfetta per voi. Dal cappotto al ginocchio fino alla giacca imbottita passando per il classico giubbotto in montone le varianti sono infinite, sta a voi trovare la più adatta.



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Beauty news
November 22, 2017


L’orsacchiotto Supreme x Louis Vuitton è stato battuto all’asta per 100 mila dollari, un record! La capsule collection tra il brand di streetstyle e la maison francese è stata una delle collaborazioni più di successo dell’ultimo autunno, un vero cult che ha fatto impazzire i collezionisti di tutto il mondo. A cui non è sfuggita, la settimana scorsa la foto sull’instagram ufficiale di Kim Jones (@mrkimjones), il direttore creativo della linea maschile Louis Vuitton, la foto di Kate Moss con indosso un paio di orecchie da coniglio che posava insieme ad un maxi orsacchiotto realizzato in tessuto monogramma e con indossa le t-shirt del marchio americano Supreme.

Questo pezzo unico è stato creato appositamente per la BBC network’s Children in Need show, un evento annuale di raccolta fondi che ha messo in vendita su ebay l’orso gigante. La vendita, che si è conclusa ieri, ha fruttato centomila dollari, un record e il fortunato che si è accaparrato il peluche si è portato a casa un pezzo da collezione da farà invidia a tutti gli appassionati della capsule collection Supreme x Louis Vuitton.

 



Il marchio di Toronto, Canada Goose ha organizzato un evento speciale per festeggiare l’apertura del flagship store di Londra e il suo 60esimo anniversario. Gli ospiti, riuniti presso la Canada House di Trafalgar Square, sono stati invitati a vivere un’intensa experience per celebrare la lunga tradizione dell’azienda e le sue “Goose People”, ovvero gli ambassador del brand che con le loro avventure ne incarnano perfettamente lo spirito di esplorazione.

Gli ospiti presenti, tra cui Jeremy Irvine, Camilla Rutherford, Jack Fox, Max e Annabelle Brown, Daisy Lewis, Alexander Vlahos, hanno assistito a uno spettacolo unico in cui hanno sfilato gli ambassador e gli amici affezionati del brand, tutti personaggi presi in prestito dal mondo dell’avventura, dello spettacolo e dell’entertainment come Sienna Guillory, Nicholas Pinnock, Jodie Kidd e Lance Mackey. Durante la sfilata sono state presentate sia le giacche che hanno fatto la storia del brand sia i pezzi frutto delle collaborazioni uniche con diversi designer del calibro di Marc Jacobs, Vetements, Levis, OVO e Opening Ceremony.

Il nuovo flagship store di Londra si trova al 244 di Regent Street, St. Soho.



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Beauty news
November 22, 2017

È la natura selvaggia dell’Islanda a ispirare la collezione invernale di Levi’s Made&Crafted, la linea premium realizzata con materiali raffinati, finiture artigianali e costruzioni d’avanguardia. Nei capi dall’attitudine ricercata si ritrovano il bianco siderale dei ghiacciai, il nero della lava vulcanica e l’indaco dei fiori islandesi. Le forme sono volutamente morbide e avvolgenti, seguendo l’imperante concetto nordico dell’hygge che vuole confort e calore sempre a portata di mano.

“Sono rimasto affascinato da questo modo di intendere la vita che ha catturato la mia immaginazione, con la sua essenza misteriosa e trascendente, tanto da volerlo riportare in ogni capo” ci ha a raccontato a Reykjavik Nick Rendic, Design Director della linea uomo. L’attenzione e la cura si leggono nei dettagli, anche quelli che a prima vista sfuggono: per esempio nei classici jeans le cimose sono messe in evidenza e gli inconfondibili archi sulle tasche appaiono solo dopo aver indossato i pantaloni per un po’, mentre i cappotti dai colli sciallati ricordano quelli degli sherpa. I tessuti fanno la differenza: la tela denim arriva dal Giappone, gli spigati sono prodotti in Italia, e non mancano cachemire e lane pregiate. In più non si perde mai di vista la sostenibilità: le lavorazioni stonewashed sono fatte calibrando al massimo l’uso di acqua e pietre e gli agenti chimici sono sempre più un’eccezione.



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Beauty news
November 22, 2017

When Naomi Campbell walked on to the catwalk in July to start the first couture show in six years by Azzedine Alaïa – the man she calls “Papa” – no one had any inkling this would be his last presentation. Rather, I was transported back to another era.

Azzedine 2005 Suzy archive

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It was the Eighties and out of the height of that orgy of opulence strode the very first supermodels: Naomi, Linda Evangelista, Christie Turlington, Cindy Crawford, Stephanie Seymour, Claudia Schiffer and their colleagues were like an army taking on the fashion world.

Alaïa collected these independent beauties with a new spirit, encouraging them to wear his clothes with pride.

And what clothes! The body-hugging dresses gave Alaïa the nickname, “the King of Cling”. Knitted dresses transformed lithe bodies into writhing serpents; the black leggings and body suits that were the Alaïa signature formed the base for curvy coats or fitted jackets made from crocodile.

For the Autumn/Winter 2017 couture season, Azzedine was back, displaying with verve a new passion for pattern, from Naomi’s black and white fluffy shearling coat to red outfits embroidered with folklore designs.

New ideas flowed in, from high-rise turbans twisted in plastic to furry coats with rose embellishments, extending to boots. Surfaces were indefinable, with swirling weaves on cloth and the animalistic effect captured by leopard-patterned boots. This was a true winter collection, with knitted dresses tailored to the body in a fit-and-flare effect.

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It is a myth to claim that Alaïa, born in Tunis and a student of sculpture at its School of Fine Arts, had ever moved off-stage. Or that he lost interest in inventing new shapes and showing his clothes. Or even that he was really a ready-to wear designer whose body-skimming dresses were produced by an Italian factory.

“I have been doing couture since the inception of my career – much longer than ready-to-wear,” Alaïa said as he showed me the workrooms on the third floor of his building in the Marais district of Paris. They were filled with tables bearing scissors, paper patterns and pins. That is where the tiny figure of Alaïa, whose embrace in the long arms of Grace Jones is part of fashion folklore, worked on his creations all alone in the middle of the night.

“While I enjoyed and still do enjoy doing ready-to-wear, my roots are in couture – all my clothes are first made by myself, all patterns are traced by me and then developed by my couture ateliers,” he said, explaining that 30 people are dedicated to the hand craft.

I remember when Azzedine, with his naughty, plump-cheeked smile, took me up to the atelier. A gathering of seamstresses was working on a single bridal dress, whose lace train stretched from end to end of the room.

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In July, when we crowded into the baking hot iron-and-glass showroom for the Autumn/Winter presentation (Azzedine produced his collections to his own timetable), I thought of how many times I had sat around Azzedine’s kitchen table while his partner Christophe von Weyhe kept control of the long-haired dog. The conversation was always in many languages: Carla Sozzani would translate for photographer Arthur Elgort while international stylist Carlyne Cerf, her voice rising from a growl to a screech, would convey the latest gossip to Azzedine. He would be smiling, or just occasionally look thin-lipped and solemn.

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As Naomi started the show, wearing a turban covered in plastic, the crowd roared with approval. In front of me were the former First Lady of France, Carla Bruni-Sarkozy; documentary producer and former model Farida Khelfa, whose family were originally from North Africa, like Azzedine; and Nicolas Ghesquière, Creative Director of Louis Vuitton.

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If the audience leapt with joy at the bright colours for coats and dresses, we also sighed with delight at the black dresses, woven in lace and knit to play peek-a-boo with the body, or boldly mixing leopard patterns that might be glimpsed through black pleats. Long or short, there was a gleam to the materials, with a V-neck velvet top and glimmering long skirt on Naomi for the finale.

Everything fashion loved was there, including shoes, gaining a powerful place for Alaïa in collaboration with Ferragamo, while the company as a whole has been supported by the Richemont luxury group since 2007. This couture show was the 10th anniversary of the collaboration.

Azzedine at work 2008

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After prolonged clapping and cheers, Azzedine, as ever, did not come out, believing that the praise should go to his atelier, not just to himself. Backstage, the designer sat, a small figure in his eternal uniform of black cotton Chinese pyjamas, smiling shyly at this sweet moment of success.

Dear Azzedine, your friends – and the entire fashion world – will miss you so.

L'articolo Remembering Azzedine Alaïa sembra essere il primo su Vogue.it.



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