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Sophie Kasaei è la star della tv britannica diventata famosa per aver partecipato al reality di Mtv "Geordie Shore". Era il 2011 quando ha debuttato nel mondo dello spettacolo e da allora il suo aspetto è decisamente cambiato, tanto che oggi sembra essere una persona diversa rispetto agli esordi.
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Hayley Garnett è una fotografa americana e di recente è diventata mamma di due gemelle. Non ha avuto paura di mostrare le smagliature evidenti che il parto le ha lasciato sul ventre, invitando tutte le mamme ad andare orgogliose dei segni provocati dalla gravidanza, che devono essere considerati dei simboli di vita.
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Beauty news
November 22, 2017

Kate Middleton ha visitato ieri il centro di ricovero per bambini Family Action e per l'occasione ha sfoggiato un look comodo ma glamour. La principessa ha infatti indossato un cappottino color crema, abbinandolo a degli stivali bassi di Stuart Weitzman: ha detto definitivamente addio ai tacchi in gravidanza?
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È la tendenza beauty del momento e spopola tra le star e sui social: sono i codini, raccolto sbarazzino e giovanile che arriva direttamente dagli anni '90. Ecco come le star indossano il trend, da Chiara Ferragni a Kylie Jenner: scopri a chi stanno bene e come crearli a casa tua!
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This is not a drill. We repeat, this is NOT A DRILL

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Beauty news
November 22, 2017
Lets get ready to rumble...

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Beauty news
November 22, 2017

Una grande notizia per gli appassionati del romanzo fantasy: presto arriverà la serie tv de Il Signore degli Anelli.

il signore degli anelli serie tv amazon

A comprare i diritti è stato Amazon Studios che ha intenzione di produrre diverse stagioni di una serie fedele al racconto per poi passare a episodi spin-off, con la stessa ambientazione ma con personaggi e vicende del tutto nuove. L’idea è quella di raggiungere il successo di un’altra serie tv come Game of Thrones.

Il signore degli anelli è un fenomeno culturale che ha catturato l’immaginazione di generazioni di fan attraverso la letteratura e il cinema. Siamo onorati di poter lavorare con Tolkien Estate and Trust, HarperCollins e New Line su un progetto così emozionante e siamo entusiasti di poter portare tutti i fan de Il Signore degli Anelli in un nuovo, epico viaggio nella Terra di Mezzo” – ha dichiarato Sharon Tal Yguado, responsabile dei contenuti originali di Amazon.

L’arrivo sul piccolo schermo è previsto su Prime Video nel 2020.

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Beauty news
November 22, 2017

È il rito domenicale che piace a tutti. Si chiama brunch, arriva dagli States e sono anni, ormai, che ha conquistato tutta l’Italia. A Milano, in particolare, la tendenza si è fatta grande, al punto da diventare una vera e propria ossessione per i foodies di tutte le età. E infatti. Ci sono brunch e brunch, pensati non solo per le occasioni più diverse – è un date romantico, un meeting con le amiche o un incontro tra mamma e zie? -, ma anche per i gusti e le personalità di ognuno – ti senti più clubber, milanese tradizionalista o sugar addicted? Pensateci bene. In ogni caso, qualsiasi sia la scelta finale, non sottovalutate l’importanza di sfoggiare il look adatto. Tant’è, Acne Studios ha realizzato una capsule collection dedicata ai diner americani, quei tipici ristoranti dall’allure Fifties che hanno fatto scuola nell’immaginario di intere generazioni. Non avete ancora l’outfit giusto da abbinare ai pancake? Eccovi accontentati.

  • Apollo Club Milano
    Dove: via Giosuè Borsi 9/2
    
Quando: domenica, dalle 11.00 alle 16.00
    Perché: l’atmosfera è internazionale, in pieno stile Soho House. La proposta comprende i classici da colazione, come croissant e pane tostato con la marmellata, insieme alle prelibatezze tipiche del brunch, come le uova, i pancake e i french toast. Dopo aver riempito la pancia, godetevi un pomeriggio tra musica, cinema, flipper e ping-pong. Anche con i pargoli.
  • Bulk Mixology Food Bar
    Dove: via Aristotile Fioravanti 6
    
Quando: domenica, dalle 11.00 alle 16.00
    Perché: lo chef Giancarlo Morelli ha realizzato un menù alla carta dedicato ai veri cultori del brunch all’americana, in perfetto equilibrio tra dolce e salato e con massima attenzione alla stagionalità delle materie prime. Imperdibili le eggs benedict, i Bulk French Toast, il club sandwich e la cheesecake, da accompagnare ai light cocktail studiati e rivisitati ad hoc.
  • L’Ile Douce
    Dove
    : via Porro Lambertenghi 15
    Quando
    : domenica, dalle 12.00 alle 15.00
    Perché
    : la pasticceria d’ispirazione francese ha aperto da poco in Isola con una proposta dolcissima in grado di soddisfare i palati più esigenti. Al centro dell’offerta spiccano le uova, ma la cucina punta anche su crepes e, naturalmente, un vastissimo assortimento di torte, mignon, macarons, croissant, biscotti e semifreddi. Il tutto firmato dal pastry chef Fabrizio Barbato.
  • Piccolo Peck
    Dove: via Spadari 9
    
Quando: domenica, dalle 10.00 alle 17.00
    Perché: non servono presentazioni per l’istituzione della gastronomia milanese di lusso. Attenzione, però, questo non è un brunch come gli altri: qui, oltre al pane biologico appena sfornato e i classici di Peck – come il paté e l’insalata russa – in menù si trovano caviale, uova di quaglia, petto d’oca affumicato e, ça va sans dire, le infinite prelibatezze della pasticceria.
  • The Botanical Club
    Dove:
    via Tortona 33
    Quando:
    domenica, dalle 10.00 alle 17.00
    Perché:
    la prima microdistilleria di gin con cocktail bar e ristorante inaugura il brunch con un menù globetrotter che oltre a okonomiyaki, khachapuri e veggie pancake propone un Raw Bar con crudi di pesce – da provare tutti i pokè o il chirashi. Non mancano i dessert in perfetto American style, of course, come il brownie al cioccolato e la cheesecake con maracuja e mango.

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November 22, 2017

accverticPrende il via il 21 novembre 2017 il Master in Creative Knitwear Design, l’unico al mondo dedicato alla maglieria creativa e sviluppato in sinergia dall’Accademia Costume & Moda con Modateca Deanna. L’obiettivo è formare professionisti con competenze di tecnica e illustrazione utili alla progettazione di collezioni complete e capaci di inserirsi con successo in un settore affascinante e stimolante come quello della maglieria. Così è stato per i diplomati della scorsa edizione: a pochi mesi dal termine del corso, il 50% degli iscritti al Master lavora negli uffici stile e sviluppo prodotto di noti brand della maglieria e del lusso.

Un nome tra tutti: Gabriela Braga Rodrigues lavora ora per l’ufficio stile di Benetton, per il quale aveva firmato una capsule collection presentata nell’edizione di giugno di Pitti Filati insieme alla collezione di Amanda Plummer, realizzata da Roberto Collina. Benetton e Roberto Collina sono infatti due delle oltre 40 aziende leader del distretto manifatturiero italiano legato alla maglieria, che supportano gli studenti nella realizzazione delle collezioni personali, dei Brand Projects e degli Industry Projects.

In particolare Benetton e Max Mara hanno deciso di consolidare il rapporto con l’Accademia Costume & Moda con una Borsa di Studio a copertura totale della retta per due studenti della II edizione del Master; Roberto Collina sostiene uno studente con una Borsa di Studio a copertura parziale della retta.

Anche The Woolmark Company ha deciso di unirsi nuovamente al Master CKD per un progetto che coinvolgerà tutti gli studenti nello sviluppo di una sportswear capsule collection declinata sui trend lanciati da The Wool Lab.

 

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Ieri sera, al Kings Theatre di New York, sono andati in scena i Glamour Women of The Year Awards 2017. Un evento che ha celebrato le rule changers di questo anno in grado di segnare il tempo presente con le loro azioni, le loro opere e le loro parole. A partire da Nicole Kidman, premiata come Icon del 2017, o Solange, premiata dal magazine Condé Nast come The Artist 2017.

Sul fronte moda sono state premiate Gigi Hadid, indicata come Supernova e la “Fashion Force” Maria Grazia Chiuri, prima donna a ricoprire il ruolo di direttore creativo di Dior nei 70 anni di storia della maison.

Non è mancata ovviamente anche la politica, che è stata protagonista nelle figure delle rivoluzionarie organizzatrici della The Women’s March e alla rifugiata siriana Muzoon Almellehan, la più giovane Goodwill Ambassador della storia di UNICEF. Scoprite nella nostra gallery tutte le protagoniste dei Glamour Women of The Year 2017.

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November 22, 2017

Durante la sesta edizione di Bookcity, l’evento che dal 16 al 19 novembre trasformerà Milano in una meravigliosa biblioteca itinerante tra letture, presentazioni ed eventi, la casa editrice milanese Pelledoca presenterà con un’ospite speciale, la Youtuber Violetta Rocks, il nuovo libro di Beatrice Masini, ‘Blu, un’altra storia di Barbablu‘.

Un’interpretazione nuova della fiaba tradizionale (un vero horror dei tempi che furono!), diventata celebre nella trascrizione di Charles Perrault nel XVII secolo. Una versione, quella di Beatrice Masini, nella quale si cerca di trovare una spiegazione alla follia del perfido Barbablù, raccontando la storia delle sue sfortunate mogli e della giovane Blu, la protagonista che con il suo acume e le sue capacità deduttive riuscirà, nonostante tutto, a sopravvivere.

La presentazione sarà un ‘talk’ un po’ particolare. Violetta Rocks dialogherà con Beatrice Masini e con l’illustratrice Virginia Mori -che per questo volume ha realizzato delle tavole incredibili, delicate e struggenti, usando solo la biro– toccando temi importanti come il femminicidio e l’indipendenza femminile.

Pelledoca è nata lo scorso marzo dall’idea di quattro amici. Pubblica storie di mistero e brividi per ragazzi, dai dieci anni in su. Declinate in due collane: Neroinchiostro, che propone romanzi noir, e Occhiaperti, che sperimenta forme narrative molto originali, a cavallo tra l’albo illustrato e la graphic novel.

Uno degli obiettivi della casa editrice è quello di amplificare e raccontare le paure ai giovanissimi attraverso lo strumento letterario, per aiutarli a riconoscerle e ad affrontarle anche nella vita reale.

La presentazione sarà sabato 18 novembre alle 15.00, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, nella bellissima Sala Cenacolo. La partecipazione è libera. Non è necessaria la prenotazione.

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November 22, 2017

A cinquantotto anni dalla nascita della prima Barbie, Mattel lancia su Instagram la prima bambola con il velo ispirata all’atleta musulmana Ibtihaj Muhammad.

Ibtihaj Muhammad ha posato per una foto su Instagram insieme alla sua Barbie con hijab e uniforme da scherma, specialità sportiva dell’atleta americana.

La prima Barbie a indossare il velo fa parte del programma Barbie Shero, attraverso il quale Mattel ha deciso di celebrare tutte le donne più di successo in diversi capi lavorativi e non solo.

La scelta di quest’anno è ricaduta su Ibtihaj Muhammad, per essere stata la prima donna mussulmana americana ad aver completato le Olimpiadi indossando il hijab.

“We are so excited to honor @IbtihajMuhammad with a one-of-a-kind #Barbie doll! Ibtihaj continues to inspire women and girls everywhere to break boundaries. 🤺 #Shero #YouCanBeAnything” Ha commentato Mattel sull’account Instagram di Barbie.

Ibtihaj Muhammad, sempre su Instagram ha ribadito: “Thank you @Mattel for announcing me as the newest member of the @Barbie Shero family! The Barbie Shero Program recognizes women who break boundaries to inspire the next generation of girls and I am so excited to join this incredible group of women. I’m proud to know that little girls everywhere can now play with a Barbie who chooses to wear hijab! This is a childhood dream come true 😭💘 #shero”

La prima Barbie con il velo, ispirata a Ibtihaj Muhammad, sarà disponibile per la vendita dal prossimo anno nella versione con l’uniforme da scherma o con una bellissima abaya bianca con ricami floreali che potete ammirare qui sotto.

The first hijabi @barbie doll is red carpet ready for the Glamour Women of the Year Awards ❤️ #girlgang #barbie

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Scopri anche la Barbie ispirata a Claudia Schiffer qui.

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November 22, 2017

La pelliccia nella versione ecologica diventa la vera novità di queste collezioni autunno-inverno 17-18. Un vero e proprio smart investement che vi consentirà non solo di essere alla moda, ma anche di fare qualcosa di significativo per l’ambiente. Il nostro consiglio è quello di sceglierla super colorata nei colori primari o in quelli pastello.

Se Fendi, nata il secolo scorso come maison di alta pellicceria punta su cappotti fake fur blu petrolio con collo a contrasto, Marni presenta una carrellata di creazioni eco che celebrano la duttilità di questo insolito materiale con nuances a contrasto e silhouette over.

Max Mara rilegge il suo iconico cappotto cammello, mentre Miu Miu gioca con motivi patchworck e fantasie geometriche. Versione zebrata invece per Sacai o total look per Prada, ma attenzione se volete vestirvi in faux fur head to toe abbinate con attenzione i colori in modo da evitare l’effetto Yeti. L’abominevole uomo delle nevi oggi è più che mai fuori moda.

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Faissal

Faissal El-Malak è il vincitore del DDFC/Vogue Arabia Fashion Award (Ready-to-Wear) 2017. Un risultato straordinario per questo talento emergente, e perché il premio sottolinea l’ascesa di  El-Malak, designer di base a Dubai come uno dei migliori designer della moda deluxe mediorientale, con un twist speciale.

La collezione PE18 di El-Malak, Echoic Memory, è descritta dallo stilista come un “museo di esperienze”.  Un museo di cui  El-Malak è sicuramente  il magistrale curatore.
Una festa sensoriale, la collezione, secondo El-Malak, è la manifestazione visiva della “memoria ecoica”; quel fenomeno della psiche umana per cui nella mente un suono non può essere elaborato prima  di udire quello successivo, e solo allora ha un significato.  Mescolando elementi della cultura pop degli anni 90 con il romanticismo dark delle pitture preraffaellite di metà 800, accanto a motivi tessili della tradizione, Echoic Memory ci porta in viaggio fra i ricordi visivi e le suggestioni  di El-Malak.
El-Malak è cresciuto fra Montreal, in Canada, e Doha, in Qatar e ha fatto poi ritorno nell’area del Golfo, a Dubai, nel 2014. Probabilmente il contatto con culture, scenari ed estetiche diversi fin da una giovane età possono in parte spiegare la strordinaria abilità di  El-Malak di mescolare tanti riferimenti apparentemente contrastanti.  La sua griffe, Faissal El-Malak, è nata nel 2015 ed è stata subito accolta con favore. L’industria è stata subito affascinata dalla capacità dello stilista di infondere un gusto moderno nei tessuti tradizionali. La sua prima collezione presentava tessuti realizzati a mano nello Yemen, utilizzando tessuti tipicamente maschili per capi no-gender.  Per la seconda collezione  ha invece utilizzato jacquard di cotone dell’Egitto settentrionale dove ha lavorato con artigiani locali per sviluppare la sua interpretazione moderna dei tessuti iconici e dei gioielli in argento.

Echoic Memory possiede tutte le caratteristiche delle collezioni precedenti di El-Malak ma spinge la ricerca estetica ancora più in là, accostando sensuali sete ai tessuti e motivi tradizionali e inserendo una palette di toni lilla che simboleggiano il romanticismo dell’era Vittoriana, oltre a tocchi di arancione ramato, come quello dei cachi, che evoca  i dolci e lucenti tramonti rosso-oro di Dubai.

Abbiamo rubato qualche momento allo stilista, finalista di Who is on Next? Dubai nel 2015 subito dopo la sua vittoria.

Cosa influenza il tuo stile?

La strada e le persone che mi capita di incontrare tutti i giorni. Avere stile non significa spendere tanti soldi per avere un bell’aspetto, quello sarebbe fin troppo facile. Ma significa avere uno stile personale e un modo originale di creare un look e raccontare una storia. Avere sense of humor nel modo in cui ti vesti è importante. Divertirsi, essere se stessi.
Come è nata “Echoic Memory”?

La collezione Echoic Memory è nata perché è il modo in cui elaboro le informazioni, è il modo in cui tutti elaboriamo le informazioni: vediamo tutti così tante cose negli anni, cose che poi ci tornano in mente in un modo diverso.  Un vestito anni 20 che magari abbiamo intravisto su un libro, la pop culture degli anni 90– questi barlumi, questi ricordi visivi, mi sono tornati in mente e hanno dato forma alla collezione.

La storia che racconta un abito è importante?

Sì. Per un designer è molto importante, perché oggi la moda è estremamente accessibile. Puoi andarti a comprare una cosa trendy che ti sta bene e spendere molto poco. Ma quello che ti fa distinguere come designer è la storia dietro il prodotto. Se quella storia fa parte del processo creativo, o del tessuto che usi, o dell’esecuzione. Se questa storia è dentro di te, come stilista o come persona, se è quello che il tuo brand vuole comunicare,  o cosa significa acquistare un capo del tuo brand.  La storia di un capo è fondamentale.  Credo che oggi sia molto importante per il consumatore nell’era dei social media perché la gente è invitata a entrare nel tuo mondo e con esso è realmente a contatto varie volte alla settimana. La storia è davvero importante, senza alcun dubbio.
Cosa ti ha ispirato a diventare  fashion designer?

Ricordo la prima volta che rimasi davvero affascinato, avevo 3 anni ed ero nel settore moda del V&A Museum a Londra. Ricordo con chiarezza di quanto questa stanza mi avesse colpito, insieme a tutti gli abiti, da qui è nato tutto.
La mia prima influenza di stile è stata mia madre. Aveva e ha ancora questo senso di eleganza innata e uno stile forte. Mi ha insegnato l’importanza delle cose belle, a saper scegliere, comprare di meno, magari, senza compromessi.  Qualità e bellezza sono davvero importanti per lei e quindi anche per me.
I miei genitori sono entrambi rifugiati palestinesi. Crescendo sono entrato in contatto per la prima volta in modo tangibile con la mia cultura attraverso i tessuti. Vedere i cuscini con i ricami  tradizionali  e i vestiti di mia madre è stata la prima volta che potevo toccare con mano e sentire qualcosa che faceva parte della mia cultura. È stato fantastico, è stato quello che ha acceso il mio interesse per l’artigianato e per la sua importanza , per quello che rappresenta in termini di identità, di come tramanda questa identità e la celebra.
I tuoi consigli per i designer emergenti?

Tutti i brand giovani dovranno  affrontare delle sfide che possono essere vinte e questo diventa più facile con l’esperienza  e mentre sviluppi il tuo metodo. Il mio consiglio per gli altri giovani stilisti  è di mettere passione in quello che fanno, è da questa passione che nasce l’energia per far funzionare le cose, bisogna perseverare.

by Bridget Dean, “Fatkidforfashion”

Persimmons and Potions – Sinossi by Amirah Tajdin

Un’incantatrice dei nostri tempi sta elaborando una pozione d’amore a casa sua, cercando di non farsi distrarre dai propri pensieri: la vediamo camminare per la casa, distrarsi in svariati modi, assaggiare frutti estivi. Alla fine raccoglie le energie e si mette al lavoro, usando cachi, melagrane, arance rosse e franchincenso.
Questo fashion film dedicato alla collezione PE18 di  Faissal El Malak è un’originale celebrazione del senso profondo dell’amare, dell’essere amata e di generare amore per una donna, restando sempre fedele a se stessa.

 

Video Credits:
Written and directed: Amirah Tajdin
Produced: Wafa Tajdin
Edited: Matthew Wilder
Cinematography: Thomas Simon
Makeup: Hania Zaki at Wow by Wojooh

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Googlate “dieta chetogenica” e vi ritroverete sommerse di notizie sulla dieta più popolare e controversa del momento. Tormentone “tutto fumo e niente arrosto” o programma alimentare del quale fidarsi? C’è chi nutre dei dubbi sulla sua efficacia a lungo termine. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire di cosa si tratta.

CASO DELL’ANNO SU AMAZON
Il portale di vendite online più grande al mondo propone una varietà impressionante di manuali dedicati alla dieta chetogenica. Ad accomunare i vari titoli è la seducente promessa stampata in copertina: “brucia il grasso ed elimina per sempre i chili di troppo” (a cui si aggiungono altri claim altrettanto allettanti come: “energia senza fine”, “fai svoltare la tua vita”, e così via). Ma in cosa consiste questo regime alimentare e perché sta ottenendo tanta popolarità in rete?

NO CARBOIDRATI, SÌ PROTEINE
Partiamo col dire che si tratta di un regime alimentare proteico, pensato per aumentare la massa muscolare (per questa ragione è molto amato da chi fa sport a livello agonistico). Altro aspetto fondamentale della chetogenica: per dei periodi di tempo più o meno lunghi, vengono eliminati i carboidrati (sia semplici che complessi) da tavola. Come ricorda la dietista Anna Cossovich del team Pesoforma, «parliamo di un protocollo alimentare che viene usato frequentemente nell’ambito del dimagrimento. Attenzione, però: questo tipo di dieta deve essere fatta sotto rigoroso controllo medico, perché prevedendo la riduzione quasi completa degli zuccheri, necessita di integrazioni anche importanti di vitamine e minerali».

COSA DICONO I SOSTENITORI
Prendiamo ad esempio Eric Clark, il cui libro “Dieta chetogenica: Libro di ricette deliziose e chetogeniche per principianti” ha fatto il boom di vendite online, sia in Italia che all’estero. Nel suo libro scrive: «il vostro corpo normalmente trasforma i carboidrati in glucosio per ottenere energia. Limitando il vostro apporto di carboidrati e sostituendoli con i grassi, il vostro corpo entra nella fase della chetosi, vale a dire che produce chetoni creati quando il fegato scioglie i grassi. Senza carboidrati come vostra fonte primaria di energia il vostro corpo utilizzerà i chetoni. Questo meccanismo aumenta il ritmo a cui vengono bruciati i grassi. Risultato: il vostro corpo entrerà nel miglior stato metabolico possibile”.

COSA DICONO I DETRATTORI
Ok il peso-forma, ma in molti puntano il dito contro la dieta cheetogenica sostenendo che sia eccessivamente rigida, che il corpo senza carboidrati non funzioni a dovere, che al termine del ciclo di dieta si potrebbero verificare disfunzioni e sbalzi d’umore, che troppe proteine non facciano bene e che i reni con questo tipo di schema alimentare risultino sovraccaricati. La verità? Probabilmente nel mezzo: la dieta ketogenica non è per tutti e, quando e se viene intrapresa (in teoria di fronte all’esigenza di perdere molti chili), occorre affidarsi a un nutrizionista competente. Per il resto, meglio non farsi abbindolare dalle promesse dimagranti della serie “tutto e subito“.

Di Marzia Nicolini
Foto Miles Aldridge, Vogue Italia, ottobre 2014

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Beauty news
November 22, 2017

Non sfilavano in passerella da qualche stagione, scelte per l’ultima volta Giorgio Armani, Louis Vuitton e Viktor & Rolf per l’autunno/inverno 2011/2012. Forse spinti da un po’ di nostalgia di quell’allure anni ’40, gli stilisti hanno riproposto le scarpe francesine per l’inverno 2018. Con un po’ di timidezza, perché non sono stati molti i modelli adocchiati. Ma noi abbiamo subito preso nota.

Da sempre un plus per lo stile elegante mannish, spiccano le francesine di Bottega Veneta e Loewe che scelgono una calda nuance color cognac. Anche Miu Miu le ha portate in sfilata, suggerendo una rivisitazione girlie, con suola color pastello, e da portate con un paio di calzini.

Creatività pura per Thom Browne che abbina alla francesina più classica un tacco surreale, che ricorda la “lama” del pattinaggio sul ghiaccio.

E poi ci sono le cugine…

… scarpe stringate che ricordano vagamente questo iconico modello, con qualche dettaglio rubato alle polacchine. In gallery troverete le proposte di Altuzarra e Salvatore Ferragamo: si assomigliano ma non troppo, quindi adatte per chi rimane un po’ scettica se indossarle o meno.

Bellissimo lo stivale di Bottega Veneta, evoluzione verticale delle “cugine” francesine.

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Beauty news
November 22, 2017

tisci«Nike è come la borsa Chanel: devi averlo». Così Riccardo Tisci a proposito del brand americano con cui collabora – è l’ottava volta – con la collezione Victorious Minotaurs, ispirata ai giganti della Nba e pensata come il guardaroba di una squadra immaginaria. Ai suoi adepti – orfani dopo la separazione da Givenchy – sarà apparsa come una boccata d’ossigeno. Tisci ha riscritto i codici dello sportswear con una ventata d’eleganza: «Sono conosciuto per aver portato lo street nella couture, ora faccio l’opposto ». Camicia Oxford, gonna a ruota e il verde militare, quintessenza della palette “urban”, fanno così da contrappunto ai colori del sogno americano. Quando il progetto NikeLab x RT iniziò sette anni fa «l’abbigliamento sportivo non era un trend, ma la società va più veloce della moda», dice. D’altra parte, Tisci appartiene alla generazione che ha visto il rock far posto all’hip-hop e alla sua estetica, Madonna infilare le sneakers con l’abito da sera e gli atleti-eroi di per sé iconici nelle loro divise sotto il canestro. Lui le prime scarpe Air Force 1 – nella nuova capsule un capolavoro di pulizia e dettaglio – le ha avute a 14 anni. E non c’è sfilata che l’abbia visto uscire senza per l’applauso finale.

Foto Karim Sadli, Creative Direction Ezra Petronio.

Vogue Italia, novembre 2017, n.807, pag.118

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Beauty news
November 22, 2017

Trent’anni fa CHANEL debuttava nel mondo dell’orologeria. Oggi lancia un segnatempo che richiama la sua borsa simbolo. E il suo pattern più conosciuto.

Citare se stessi potrebbe essere una scelta pericolosa. Eppure è su questa formula che Chanel ha costruito il suo mito, nutrito da un numero studiato di dettagli iconici. Non a caso, quando nel 1987 ha debuttato nell’orologeria, lo ha fatto con un modello, il Première, la cui cassa ottagonale si rifaceva all’impianto di place Vendôme a Parigi, una costante fonte di ispirazione di Coco. Come ottagonale era anche la forma del tappo del suo profumo N°5. Oggi, per i 30 anni dall’esordio nel mondo delle lancette – in cui si è imposta grazie a elementi distintivi come l’uso della ceramica per casse e bracciali, o il ricorso ai mestieri d’arte dell’alta moda per le lavorazioni dei quadranti –, la maison lancia Code Coco. In questo caso, l’orologio cita la chiusura della borsa più famosa di Chanel, la 2.55, protagonista al centro del quadrante laccato nero con diamante, che può nascondere o svelare l’ora. La cassa da 38,1×21,5 mm, con o senza lunetta di diamanti, si integra in un bracciale in acciaio la cui lavorazione ricorda il celebre motivo matelassé, altra icona della maison.

Micol Bozino Resmini, Vogue Italia, novembre 2017, n.807, pag.126

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Beauty news
November 22, 2017

Photos by Philippe Jarrigeon.

Beauty in Vogue novembre 2017, pag.80

 

 

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Beauty news
November 22, 2017
 

Ph: John Rawson @ www.therawsonpartnership.net
Make-up: Paco Puerta
Styling: Tinache Musara

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