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Beauty news
November 22, 2017

Se siete alla ricerca di un nuovo paio di occhiali da vista siete nel posto giusto, vi presentiamo tutte le novità 2017 per le montature da donna.

5 macro tendenze da tendere letteralmente d’occhio: black silouette, tartarugato fantasia, lipstick color, trasparenze plexy e metal lines.

Black Silhouette. Per le amanti dei modelli decisi, le montature in acetato nero da scegliere adesso sono quelle oversize di Balenciaga e Tom Ford Eyewear, sconsigliate per chi ha un viso minuto.

Balenciaga Eyewear

Tartarugato fantasia. Per chi predilige il motivo classico a macchie sfumate, i modelli più originali sono senza dubbio quelli di Persol e Tiffany & Co. Eyewear che hanno inserito tonalità inconsuete nel tartarugato.

Persol

Lipstick Color. Dal bordeaux, al rosso, passando per l’arancione e il fuxia, siete pronte ad abbinare il colore del vostro rossetto preferito con un nuovo modello di occhiale da vista? Tra le novità 2017 scegliete quelle di Miu Miu e Swarovski Eyewear.

Swarovski Eyewear

Trasparenze Plexy. Perfette per chi ha i lineamenti irregolari, le montature in acetato trasparente sono di tendenza per gli occhiali da donna di Dsquared2, Ray-Ban e Versace Eyewear.

Dsquared2 Eyewear

Metal Lines. Per le amanti dei modelli super leggeri, le nuove forme proposte da Dior, Giorgio Armani e Valentino Eyewear, saranno perfette per ogni viso.

Dior Eyewear

Sfoglia la gallery per scoprire tutte le novità 2017 per le montature da donna di occhiali da vista.

 

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Kym_Ellery-by-Thinh-Dong---Portrait-officiel

Foto di Thinh Dong

“Mi esercito nella boxe alle Tuileries, imparo a suonare la chitarra dal mio paziente fidanzato e amo scattare foto per le strade di Parigi”: così Kym Ellery, la designer nata a Perth, inizia a raccontarsi. Attraverso dei passatempi decisamente eclettici che tuttavia dicono molto di lei, una trentenne che alza sempre di più l’asticella dei suoi limiti.

Ispirazione e creatività. Ma anche sacrificio e dedizione. Kim è un concentrato di energia e di successi, inanellati uno dopo l’altro, fin dall’esordio, decisamente per caso, del suo brand “Ellery” dieci anni fa. 
Difficile starle al passo, in un ritmo tutto suo fatto di giornate frenetiche e momenti all’insegna di quella “joie de vivre” francese tanto affascinante. 
Tra un aereo per Sydney, dov’è basata la maggior parte del suo team, e uno per Parigi, la sua casa da più di un anno, tra il suo marchio e nuove collaborazioni (come quella recente eyewear), Kym affronta tutto con passione infusa e un sorriso, negli occhi, che non sembra mancarle mai.
Con creazioni dalle forme scultoree e un tailoring che guarda agli anni ’70 per silhouette e cut, ma decisamente innovativo per l’uso di materiali, il suo marchio womenswear ha ricevuto grande riconoscimento internazionale – con celebs del calibro di Alicia Keys, Solange Knowles e Cate Blanchett come fan – tanto da far meritare a Kym l’inserimento tra i BoF 500, come una delle figure di riferimento nella moda di oggi.
Dal 2015, sfila nel calendario ufficiale della Paris Fashion Week, cercando di esprimere la sua creatività anche attraverso nuove forme comunicative che sostituiscano l’usuale concetto di sfilata.

Ecco che cosa ci ha detto sul suo lavoro e sulla sua idea di moda; tutto è iniziato molti anni fa, complice una certa gonna a pois…


Raccontaci qualcosa di te… dove vivi, dove lavori?
Attualmente a Parigi, ma torno spesso a Sydney per lavorare con il team di Ellery che è rimasto in Australia.

La tua prima memoria legata alla moda?

La prima volta che mi sono davvero resa conto di un mio gusto personale è stato quando avevo 4 o 5 anni. Mi trovavo con mia madre in un centro commerciale in Australia. Il mio sguardo fu catturato da una gonna rossa e bianca a pois della quale mi innamorai immediatamente! Fino a quel momento ero sempre stata una bambina tranquilla e molto educata, ma qualcosa scattò in me. Mi sedetti sotto la gonna appesa e iniziai a piangere e gridare finché mia madre non fu costretta a comprarmela per farmi smettere!



Quando hai capito che la moda poteva diventare una carriera per te?
Quando lavoravo come redattrice per il magazine australiano RUSSH.

E quando ti sei sentita pronta per fare il grande passo e dedicarti completamente al tuo marchio?
All’inizio è accaduto tutto un po’ per caso, a essere onesti. Uno stylist australiano, Trevor Stones, capitò negli uffici di Russh e notò un paio di collant diamanté che avevo creato come “pezzo di design” per degli scatti che stavo realizzando. Successivamente, il caro Trevor li utilizzò per un servizio di Vogue Australia; mi chiamarono poi da Vogue per chiedermi come volevo che venisse creditato il “mio brand” e io risposi, senza pensarci troppo, “Ellery”. Prima di questo episodio, avevo sempre cucito vestiti per i miei amici e per me, ma questo è stato sicuramente il punto di svolta. Mi ricordo che pensai: “dovrei iniziare ora visto che sono già apparsa su Vogue!” Devo dire che mi imbarcai in questa avventura con un ottimismo che definirei un po’ naif e “cieco”, ma credo che sia davvero utile qualche volta non pensare ai possibili ostacoli finché non li incontriamo lungo il nostro percorso.

Recentemente hai celebrato il decimo anniversario del tuo marchio … Se dovessi descrivere il tuo brand in 5 parole, quali useresti?
Ellery è cresciuto e aumentato significativamente negli ultimi 10 anni. Se dovessi usare 5 parole, direi:
voluminoso, idiosincratico, architettonico, intelligente e originale.

Come pensi che il lavoro di tua madre e il mondo dell’arte abbiano influenzato il tuo stile e il tuo lavoro?
Immensamente. L’ispirazione artistica è sempre il punto di partenza per la ricerca nella realizzazione di una collezione.

Essere te stessa è ancora possibile nella moda, rapportato al tuo lavoro?
Certamente, lo è. Mi piace pensare in grande, a un quadro completo, e non limitarmi mai… nessuna costrizione.

Il tuo ultimo show ha ribaltato un po’ l’idea stessa di sfilata, cosa significa questo per te?
Abbiamo scelto di presentare la collezione con un format sperimentale e singolare.
Un’esperienza di sfilata decisamente esclusiva e inclusiva al tempo stesso. Un fashion show senza pubblico, che ha raggiunto un pubblico digitale globale, oltre ogni confine.
Volevamo che gli spettatori sperimentassero la collezione come individui in grado di assimilare e percepire le informazioni in modi diversi.

Come descriveresti la tua collezione S/S 2018?
Un retro-futurismo visto attraverso la lente moderna di Ellery.

Quali sono i pezzi chiave?
La minigonna svasata, gli stivali in pelle stretch alti fino alle cosce e il trench in tessuto tecnico rosso da abbinare a qualsiasi look.

Dimmi qualcosa anche sulla tua collezione di gioielli…
È audace, divertente e sofisticata … direi “statement”.

Chi sono le tue muse?
Rei Kawakubo, Charlotte Rampling, Joan Didion e Anjelica Huston.

Qualcosa di più su di te… ultimo viaggio?
Deià a Maiorca, il mio nuovo posto preferito.

 Il viaggio di sogni?
Antartide.

La musica sempre nella tua testa?
Whitney – “No Woman”.

La foto e o l’opera d’arte in generale che ami di più?
Una foto dei miei genitori ventenni a Perth che conservo sulla testiera del mio letto. Ancora, un’opera dell’artista australiano Benjamin Baretto, appesa nella mia casa di Parigi.

Testo di Sara Pizzi @sarapizzisarapizzi

 

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Generation Now, Generation Next: sotto questo slogan 43 designer tra georgiani e guest stranieri (dall’Italia con TL-180 e dalla Turchia DB Berdan) hanno sfilato al Rustaveli Theather di Tbilisi con le collezioni Primavera Estate 2018 per un pubblico di addetti ai lavori sempre più internazionale e un pubblico di appassionati di moda locale sempre più presente. Ma c’è di più. Stagione dopo stagione i protagonisti di questa fashion week, considerata ormai un bacino di rilievo nella ricerca dei talenti di domani, iniziano a essere presenti negli store più importanti a livello internazionale, dagli online come Modaoperandi, Moreislove, Farfetch, fino ai veri e propri negozi come Eizenstein a Londra, sul territorio russo e anche in Italia, come ad esempio da Aeré in via Lanzone 7 a Milano.

I successi assoluti della stagione, vedono brillare i nomi Mach & Mach e George Keburia scelti anche per il Vogue Talents di Settembre e Situationist. Keburia si riconferma capace di mixare le atmosfere crepuscolari e underground, per le quali Tbilisi è conosciuta, con il feel anni ’80 tipico dei prom dress da festa del liceo. I suoi occhiali da sole ispirati a Matrix della scorsa stagione sono ancora una hit tra tutti i fashionisti e costantemente sold out. Mach and Mach scelti da Swarovski come new talent dell’anno, mettono in passerella uno tsunami di glitter, come loro stesse dichiarano,  tute disco e abiti o giacche da sera tempestate di pailettes e cristalli scintillanti che tanto piacciono allo stardom internazionale. Situationist invece porta tutti nel tempio della tecno georgiano, con uno show spettacolare al Bassiani Club, dove la luce è pressocchè nulla e le note del dj berlinese Herrensheide hanno siglato il ritmo di una passerella ricca di quaranta uscite.  Per Irakli Rusadze , designer del progetto menswear Aznauri è stato un grande anno, dopo la sua presenza nel calendario della settimana milanese a opera di White, il seguito internazionale con fan del calibro di Bella Hadid e Kim Karadashian. Rusadze mantiene la sua popolarità anche per la primavera 2018, con uno show sulla scia del minimalismo e dell’oversize, con pochi colori ma decisi, dal rosso al miele, dal nero al bianco, con tute e cappe militari in versione giorno, abitini in pelle glam rock (pelle che è anche elemento chiave del brand Aznauri) e pezzi di rottura, come le camicie con grandi tasche sul davanti, o le pochette extra large che rendono omaggio al colosso giapponese dei videogiochi Sega.

Si riconfermano nomi di rilievo anche i brand più conosciuti anche a livello locale, come Eloshi che reinterpreta il Chokha, il tradizionale abito del popolo caucasico, a modo suo, rendendolo più scivolato e arricchendolo con accessori come orecchini dai motivi floreali fino a borse geometriche che prendono il posto delle tante tasche del tipico abito. Alexander Arutyunov rinnova il suo amore per la pelle e le ispirazioni sportive, aggiungendo però più teatralità e couture nelle forme aggiungendo stampati floreali, pizzo, maxi spille e tanta tanta seta. Tamuna Ingorovka riprende la strada iniziata con la stagione invernale puntando su pelle e vernice per un look che oscilla tra la disco anni’ 90 e il daywear di completi giacca e pantalone tutto rigorosamente in pelle, anche iridescente. Da Materiél, collettivo di stilisti tra i più popolari di Tbilisi, brilla sempre il talento di Lado Bouchochava così come quello di Alexander Akahalkatsishvili, sempre riconoscibile per le linee scultoree e minimali dei suoi capospalla. Bessarion sceglie colori accessi come rosso e porpora, per abiti in satin anni ’40 senza incappare nelle stampe, utilizzando il turbante come fil rouge della collezione, fatta eccezione di alcune uscite in stile monacale con tanto di cappello che ricorda quello di The Young Pope.

Mood 70’s invece per Nicolas Grigorian e Gola Damian. Il primo con il suo stile preppy Soviet fatto di divise scolastiche trasformate in abiti da giorno, completi giacche e pantaloni dalle stampe pitonate o zebrate. Il secondo invece parla di “techno aerobic” con slogan T-shirt, casacche e maglioncini college e un pizzico di disco, con tanto di palla dancefloor usata come pochette. Kitsch e super attuale.

Anouki per questa stagione lascia stare il trend del denim, che aveva trainato la scorsa, proprio come per Dalood, introducendo maxi paillettes per gonne e top in cotone che impersonano una visione contemporanea della Dolce Vita, ispirazione frutto delle vacanze della stilista in Italia. Glitter e perle anche per gli stivaletti, accessorrio più apprezzato di tutta la collezione.

Anche Lalo, brand specializzato in maglieria di alta gamma introduce bijoux scintillanti sui suoi maxi ricami agugliati, accompagnati da gonne sempre in maglia lucida con balze. Unico tocco brillante sono i maxi orecchini collegati da parte a parte di Anuka Keburia, sempre fedele alla sua silhouette total black, per gli amanti del genere avant-garde e gotico anni ’90, per un guardaroba di sola seta e pelle. Un omaggio a Blade Runner 2?

Tra i nuovi nomi si affaccia il talento di Liya, duo di designer georgiane con formazione scolastica allo Ied di Milano, che si rivolgono alle esigenze di una donna in carriera. Tratti distintivi della nuova divisa urbana sono un cardigan in maglia doppiopetto lavorato a mano, un trench dalle maniche goffrate e una camicia con Chabot e pantaloni comodi a vita alta.

A chiusura della fashion week la performance di un rapper locale Max Machaidze, che con la linea LTFR crea le divise per gli skater di Tbilisi, pirati della strada ma anche portatori e simbolo di una generazione che si risveglia dalle oppressioni della storia e guarda al futuro. Un futuro di progresso e diversità che tutto il paese, e in particolare la capitale, sta vivendo. Sempre più viva, vibrante di nuove correnti artistiche, moda e creatività.

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I cappotti più glamour delle collezioni autunno-inverno 2017-2018 che stanno bene a tutte le donne.

Una selezione dei capispalla must-have per la Fall/Winter 2017-2018 scelti da noi di Vogue.it per le donne curvy, direttamente dalle collezioni dei brand che hanno sfilato a New York, Londra, Milano e Parigi.

Dalla classico cappotto nero oversized, come quello firmato Saint Laurent, al trend di stagione, il Principe di Galles, come quello proposto da Balenciaga, Chanel e Christian Dior.

C’è poi la pelliccia, vero must-have delle collezioni Fall/Winter da sempre, di astrakan per Alberta Ferretti, ricamata per Fendi Haute Couture disegnata da Karl Lagerfeld, in versione maxi e avvitata da Louis Vuitton, Altuzarra, Miu Miu e Simone Rocha, a fantasia per Prada, Michael Kors Collection e Fendi.

Ma soprattutto l’autunno-inverno 17-18 vede il ritorno in pompa magna del colore, sgargianti o pastello, come i cappotti visti sulle passerelle di Céline, Gucci, Valentino, Salvatore Ferragamo e Viktor & Rolf. E ancora pattern grafici sui  capispalla proposti da Dries Van Noten, Giorgio Armani, Christian Dior Haute Couture by Maria Grazia Chiuri, Marni, Erdem e Valentino Haute Couture.

One-of-a-kind invece quelli dell’Alta Moda creati da maestri quali Jean Paul Gaultier e John Galliano per Maison Margiela Artisanal.

E ancora il cappotto di pelle: con inserti in pelliccia chez Proenza Schouler, Attico e Alexander McQueen, pitonato da Maison Margiela e Alexandre Vauthier, bi-color secondo Donatella Versace e prezioso per Balmain by Olivier Rousteing. Infine l’obsession delle ultime stagioni, il vinyl, come quello rosso proposto da Ralph Lauren.

Sfogliate la nostra gallery per scoprire il best of dei capispalla più trendy e che vestono al meglio le forme femminili, visti in passerella durante le sfilate dell’autunno-inverno 2017-2018.

Per scegliere i look perfetti per la sera, selezionati da noi di Vogue.it dalle collezioni Fall/Winter2017-2018, andate a sfogliare la gallery qui sotto.

Di seguito trovate invece le nostre scelte per l’A-I 17-18 pensate per l’ufficio e i meeting più importanti.

L'articolo I cappotti curvy-friendly dell’autunno-inverno 2017-2018 sembra essere il primo su Vogue.it.



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Beauty news
November 22, 2017

Imbottito, caldissimo. Qualche volta declinato in un modello più light. Come tanti capispalla, anche il parka trova la sua origine nella realtà militare. Viene lanciato durante la Seconda Guerra Mondiale, ma poi il suo mondo diventa la montagna. Successivamente il fashion world lo fa suo. I Mod lo adorano e diventa un capo cult. La corrente grunge lo riporta in voga negli Anni 90 e oggi la moda dell’inverno 2018 richiama il parka in passerella.

Questa stagione, infatti, sono tanti gli stilisti ad averlo proposto nella sua versione classica con cappuccio e tasconi come Moschino e Yeezy – che è poi è anche la sua versione più sportiva e casual. Ma c’è anche chi lo impreziosisce con pregiata pelliccia come Moncler e Philipp Plein e chi, infine, ne dà un’interpretazione tutta sua, come Sportmax che lo trasforma in un minidress.

Guardate la gallery completa su Vogue.it.

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Beauty news
November 22, 2017

Da oltre 50 anni Valentini veste le sue spose con abiti che sono un racconto di intrecci preziosi e tessuti ricercati. Adesso i sogni fiabeschi della maison pugliese sono volati fin negli Stati Uniti e lo hanno fatto per la prestigiosa New York Bridal Fashion Week 2017. Infatti, Valentini ha portato oltre oceano una raffinata selezione di capi: una sintesi magica tra pizzi chantilly, tessuti luminosi e architetture metropolitane.

L’appuntamento americano ha così consolidato Valentini agli occhi del pubblico internazionale con l’immagine di un marchio Made In Italy estremamente contemporaneo, capace di coniugare il sapiente expertise delle sarte italiane con un’idea di femminilità moderna e seduttiva.

E ancora, la New York Bridal Fashion Week 2017 è stata anche il palcoscenico esclusivo dove presentare la collezione Valentini Couture by J’Aton, ovvero i capi disegnati dai designers Jacob Luppino e Anthony Pittorino e realizzati artigianalmente dalla maison pugliese. Una collaborazione che celebra creatività ed eleganza, pensata per le spose amanti della preziosità e con uno spirito bohemien.

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Chi di noi non ha mai scelto un reggiseno guardando solo al pizzo, all’effetto push-up, a quanto dona in generale? Alla sua bellezza insomma. Trattasi di un approccio non corretto. È bene sapere infatti che scegliere il “bra” sbagliato può creare danni alla salute provocando mal di schiena, problemi digestivi o respiratori, mal di testa e persino dermatiti.

REGGISENO, COME CAPIRE SE È SBAGLIATO
Oltre ad essere uno strumento di seduzione infatti, il reggiseno è un indumento che svolge un’importante funzione di sostegno. Ma come facciamo a capire se quello che indossiamo normalmente è sbagliato? Cominciate a pensare di doverlo rottamare se:
1. Dovete tirare su le spalline in continuazione
2. Avete l’impressione che le spalle pendano in avanti
3. Il seno non sta fermo anche se il reggiseno è nuovo.

UN REGGISENO SBAGLIATO PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE
Ma tornando alla questione principale: un intimo inadeguato può produrre, soprattutto sul lungo periodo, danni anche molto seri, soprattutto per le donne con un seno prosperoso. Se il reggiseno non è ben fatto, il peso décolleté viene caricato sulle spalle, con conseguenze per la schiena (sulla cintura scapolare in particolare), destinate ad aggravarsi con lo scorrere l’età. L’eventuale modifica della postura può provocare mal di schiena, mal di testa, problemi respiratori, persino mal di stomaco.

REGGISENO, COME SCEGLIERE QUELLO GIUSTO
Come si fa a scegliere il reggiseno giusto? Prestate attenzione alla forma e alla dimensione delle coppe. Di solito è indicata da una lettera dalla A alla F che individua in ordine crescente il volume del seno da contenere.  La coppa è giusta se non taglia il seno in alcun modo. Questa regola vale per tutti i tipi di reggiseno, compresi quelli a balconcino, e per tutte le tipologie di seno. E la taglia, come si individua quella corretta? Ecco una mini guida divisa in punti:
1. Indossando il reggiseno, la banda che corre attorno alla schiena deve restare perfettamente orizzontale in tutta la sua circonferenza e non salire verso l’alto in coincidenza delle spalline. È questa banda a svolgere la maggior parte dell’azione di sostegno. La banda deve avvolgere il busto, mantenersi ben ferma senza stringere troppo ed avere un’altezza adeguata.
2. I seni devono essere completamente avvolti dalle coppe: dove il tessuto finisce, lungo il bordo superiore, la linea prodotta deve essere liscia e senza segni.
3. I ferretti devono rimanere ben aderenti al busto, senza dare fastidio, conficcarsi o causare abrasioni sulla pelle. Non devono neppure risultare inclinati in avanti verso lo sterno.
4. Tenete in considerazione che il volume del seno può subire fluttuazioni in funzione delle variazioni del peso corporeo, ma anche a seconda delle diverse fasi del ciclo femminile.

Sapete infine che solo il 20% delle donne porta la taglia giusta di reggiseno? Che il 60% vorrebbe trovare un reggiseno più comodo e che la misura del seno cambia almeno 7 volte durante la vita? Eh già. Sappiate allora che, andando oltre le regole universali sopracitate, trovare il reggiseno veramente perfetto per ciascuna di noi si può. Una soluzione personalissima la può offrire Pati Jò, brand fondato da Patrycja Kamila Lewicka e Joanna Grunt, meritevoli di aver importato in Italia il Bra Fitting®, un metodo professionale che consente di trovare il reggiseno perfetto per valorizzare le forme di ogni donna. Sì, perché le taglie di lingerie infatti non si esauriscono con la 5° ma ne esistono ben 240, a seconda dei vari parametri di taglia per misura della fascia sotto seno e della coppa. Dopo aver seguito un corso di formazione in Bra Fitting® in Inghilterra, Pati e Jò hanno aperto la loro prima boutique a Roma e, solo recentemente anche a Milano, in via del Torchio 16. Qui le Bra Fitter, autentiche stiliste del seno, offrono qui un servizio sartoriale che porterà alla creazione della lingerie personalizzata.

Foto Vincent Peters, Vogue Italia, gennaio 2005

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November 22, 2017

Grandi nomi della moda firmano una collezione di sapore déco per i dieci anni di ATELIER SWAROVSKI: il lusso è consapevole, nel rispetto dell’ambiente.

«Forse la seconda peggior attitudine umana è la noia. La prima è esser noiosi», osservava Cecil Beaton. Il concetto ben si adatta alla vulcanica e irrefrenabile personalità di Nadja Swarovski, la cui quantità di progetti, iniziative, eventi, creati dal suo ingresso nella società di famiglia nel 1995, non si conta. «La noia? Non mi appartiene», conferma ridendo, «anche se ogni nuova invenzione parte da quel macchinario per tagliare le pietre che il mio bis-bisnonno Daniel ideò nel 1892». L’invenzione in questione cattura lo spirito del tempo, sempre più sostenibile e consapevole, e si fonde con il decennale di Atelier Swarovski, la linea di gioielli deluxe realizzati a mano con diamanti e cristalli certificati dal Responsible Jewellery Council. «I diamanti creati dal marchio hanno le stesse qualità dei diamanti estratti, entrambi sono 100 per cento in carbonio», specifica Nadja, «ma hanno un impatto decisamente inferiore sulla società e sul pianeta». La lista dei designer che negli anni hanno collaborato con Atelier Swarovski va da Jean Paul Gaultier a Mary Katrantzou, da Viktor&Rolf a Maison Margiela. La collezione celebrativa 2017-18 si ispira all’Art Déco, al mosaico e al concentrico con pezzi di Jason Wu, Paul Andrew, Iris Apfel e ripropone i cristalli best seller “Bolster” di Christopher Kane. «Nata pensando al red carpet, parla di bellezza pura», afferma Nadja Swarovski. Aggiungendo poi alla bellezza il rispetto per l’ambiente, sostanzia il concetto di vero lusso consapevole.

Vogue Italia, novembre 2017, n.807, pag.124

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November 22, 2017

I gioielli MESSIKA con i diamanti mobili nella montatura compiono dieci anni. E la maison parigina li festeggia con una nuova capsule by Gigi Hadid. Lieve, e dagli accenti rock.

 

Da bambina giocava con i “sassolini” di diamanti che il padre, famoso gemmologo, le portava a casa e che lei amava far scorrere tra le dita. Quel ricordo d’infanzia indugia nella mente di Valérie Messika, ne ispira il lavoro di jewel designer, fino a costituire l’essenza di Move, la collezione di gioielli più celebre della maison parigina Messika, con i diamanti mobili nella montatura. Per celebrarne i 10 anni, Valérie ha coinvolto la it model Gigi Hadid, radiosa interprete del glam contemporaneo, e ha realizzato con lei la capsule Move Addiction. Orecchini, bracciali, anelli, da portare soli o sovrapposti, collier trasformabili grazie a coulisse che ne modificano la lunghezza, ma anche quattro pezzi di alta gioielleria, tra cui il choker dagli accenti rock, prediletto da Gigi. I diamanti “in libertà” rimangono l’assunto, formale e creativo, di questi gioielli: lievi nel design, rigorosi nella struttura, preziosi nella purezza delle pietre, trasversali alle mode nello stile. «Volevo creare qualcosa senza tempo, che tutte possano portare sentendosi a proprio agio in ogni momento», racconta Gigi. Creazioni delicate, che increspano di bagliori il quotidiano. «Less is more: i bijoux essenziali sono i più affascinanti. Amo indossare jeans e T-shirt e valorizzarli con la luce dei diamanti. Un mix eclettico che rende il gioco della moda appassionante».

 

Vogue Italia, novembre 2017, n.807, pag.122

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Beauty news
November 22, 2017

Dopo averli portati in passerella, e farli sedere in prima fila durante le ultime sfilate, Stefano Gabbana e Domenico Dolce omaggiano la generazione dei Millennials con un libro a loro dedicato.

“Con la parola ‘Millennials’ si identifica la generazione nata nell’era del digitale, con cui vive e convive da sempre. Siamo fieri di testimoniare una parte importante della nostra storia con questi giovani, che nel libro raccontano la loro personalissima visione dell’universo Dolce&Gabbana”, racconto i due stilisti.

Il progetto andrà a sostenere la Fondazione Butterfly onlus “écoles sans frontières” (www.butterflyonlus.org). Tra i protagonisti del libro ci sono: Kenya Kinski-Jones (New York), Cameron Dallas (L.A.), Olivia Banks (Londra), Caroline Daur (Amburgo), Harel Alon (Tel Aviv), Xuedong Chen (Shanghai), Daisy Clementine Smith (L.A.), Rafferty Law (Londra), Tom Farrelly (Sydney), Marcel Floruss (New York), Stefanie Giesinger (Berlino), Jack Guinness
(Londra), Alice Dellal (New York), Amiaya (Tokyo), Sonia Ben Ammar (L.A.), e molti molti altri.

Millennials – The new Rennaissance
Art direction: Giovanni Bianco
Formato: 21,6 x 28 cm
Pagine: 196
Confezione: Cartonato con spirale
Immagini: 150 foto a colori e in b/n
Editore: Rizzoli
Prezzo di copertina: 180 euro.




Fate spesso degli spuntini notturni? Attenzione, questa cattiva abitudine potrebbe favorire la comparsa di malattie cardiache e diabete: ecco cosa succede al corpo quando si mangia fuori orario.
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Beauty news
November 22, 2017

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