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Beauty news
November 22, 2017
She didn't even make second place...

Yep. We're scratching our heads too

The models descended on Shanghai for a night of (well-deserved) fun...

Schermata 2017-11-21 alle 18.37.41Sono tanti i documentari e le pellicole che parlano della loro storia. Sono numerosi i rumors che nel tempo, ma soprattutto all’inizio, sono nati intorno al loro rapporto a volte tormentato. Ma la realtà è una. La Regina Elisabetta e il Principe Filippo insieme sono arrivati fino al 2017. E ieri hanno celebrato il loro 70esimo anniversario.

Per l’occasione, il fotografo Matt Holyoak ha realizzato tre ritratti presso la White Drawing Room del Castello di Windsor. E proprio qui ieri sera si è tenuta l’esclusiva cena di famiglia che ha celebrato la ricorrenza. William, Kate Middleton – con tanto di collana della Regina indossata in passato anche da Lady D – e Harry, sono stati paparazzi mentre si dirigevano all’evento.

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Avete presente la prima scena de La Carica dei 101? Ecco Vogue Japan (scoprite qui l’articolo originale), con l’aiuto della bravissima fotografa di Emmy Park, ha realizzato il sogno. Ovvero: padroncine e cagnolini che si somigliano in attitude e look. Il risultato sono 4 streetstyle davvero adorabili di cui innamorarsi perdutamente. Vi piace qualcosa? Sfogliate la gallery e scoprite qui sotto dove fare shopping.

Photography by Emmy Park
@STYLEPUP

FOTO 1
MODELLA: Viktoria Kvalsvik @VIKTORIAKVALSVIK
Model & Blogger http://www.modelsntruffles.com/
Top: Vintage
Giacca: Derek Lam 10 Crosby
Pantaloni: Reformation
Scarpe: Zara
Borsa: Alexander Wang
Dog’s Leash: Found My Animal

FOTO 1 E 2
CANE: Laika
Sciarpa: Billy Wolf
Giocattolo: Outward Hound

FOTO 3
MODELLA: Oksana Jager @OKSANAJAGER
Model
Top: Opening Ceremony
Giacca: Suncoo
Borsa: Saint Laurent
Pantaloni: Ksubi
Scarpe: 3.1 Phillip Lim
Sciarpa: Echo New York

FOTO 3 E 4
CANE: Raffy @RAFFYTALES
Maglioncino: SylePup
Collare: Yark

FOTO 5
MODELLA: Aluad Anei @ALUA_ANEI
Tuta: Evan Biddell
Giacca: vintage shop in Rome
Scarpe: vintage shop in Rome
Calze: American Apparel

FOTO 5 E 6
CANE: Boss
Top: Pawmiscous

FOTO 7
MODELLA: Jules Mordovets @JULESFAIRYTALES
Top: Rag & Bone
Giacca: The Kooples
Pantaloni: J Brand
Scaroe: Fendi
Borsa: Rag & Bone

FOTO 7 E 8
CANE: Kitty
Top: Pawmiscuous
Dog’s Leash: Found My Animal

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Sono ben 17 anni che la splendida Alessandra Ambrosio calca la passerella di Victoria’s Secret. Era il 2000 quando vi ha messo piede per la prima volta e da allora, la top, che oggi ha 36 anni, ha avuto anche due bambini che non hanno arrestato la sua meravigliosa carriera. Ebbene, la fine di un’epoca sembra arrivata. Perché il Victoria’s Secret Fashion Show, che si è tenuto ieri a Shanghai, è infatti la sua ultima passerella per il celebre brand di lingerie. Alessandra lo ha confermato anche tramite social, con grande emozione.

“Le parole non possono descrivere quanto sono grata per aver lavorato per questo marchio incredibile che ispira me e le donne di tutto il mondo”, scrive la modella. “Non avrei mai immaginato di poter sfilare per VS per ben 17 anni. Grazie Ed, e grazie a tutta la famiglia Victoria’s Secret per aver reso tutto indimenticabile. È stato davvero emozionante dire addio agli altri Angeli, che sono come sorelle per me. E non avrei potuto fare nulla di tutto questo senza i miei fan. Sono davvero orgogliosa di aver fatto parte di questo ‘movimento’ Farò sempre il tifo per voi! Vi amerò per sempre”.

E noi di Vogue.it celebriamo il percorso di Alessandra Ambrosio con una gallery che raccoglie tutti i look indossati sulla passerella di Victoria’s Secret dalla modella. Dagli esordi a oggi.

 

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Beauty news
November 22, 2017

Per il lancio del Mate 10 Pro, lo smartphone dotato di intelligenza artificiale, Huawei ha scelto dei testimonial speciali: non celebrity, ma giovani e geniali startupper, che hanno saputo raggiungere i loro traguardi professionali contribuendo a migliorare concretamente la vita delle persone. I AM WHAT I DO, il claim della campagna definisce infatti gli eroi di domani. È una spinta (gentile) a raggiungere i nostri obiettivi e superare i limiti per cominciare a pensare in grande, come ha fatto per esempio Diva Tommei, unica italiana a essere indicata dal sito Eu Startups tra le startupper più promettenti d’Europa. L’abbiamo intervistata.

Una giovane donna alla conquista del mondo con un’idea: di che si tratta?
«Sono la CEO di Solenica, una startup che mira a ridefinire lo standard di ciò che vuol dire vivere e lavorare in ambienti chiusi. Purtroppo non c’è molta ricerca su quanto il nostro benessere dipenda anche dal tempo che passiamo “al chiuso”. Mi riferisco alla qualità di aria, acqua e luce. Ma anche alla quantità di movimento, alle posture che assumiamo alla scrivania. L’ambiente ci condiziona in tanti modi. Noi proponiamo una serie di prodotti innovativi per aiutare le persone a vivere bene in ambienti chiusi».

Un esempio?
«Caia, una lampada che porta la luce del sole dove c’è bisogno attraverso un sistema di specchi adattativi. È come un robottino che insegue la luce del sole e la riporta da noi. Basta posizionarlo e lui muove i suoi specchi per darci la luce di cui abbiamo bisogno».

In che modo la tecnologia la ha aiutata nel suo lavoro e nella vita?
«È sempre stata parte integrante della mia vita: io sono una maker, per me la tecnologia è il primo approccio alla soluzione dei problemi. E più andiamo avanti più diventa parte della nostra vita. Per questo mi piace un’azienda come Huawei: hanno capito che la tecnologia è sempre più presente e lavorano per facilitare questa integrazione».

A proposito, si è chiesta come mai Huawei abbia scelto come testimonial lei che è una giovane strartupper, per quanto di talento?
«La risposta non ce l’ho, ma immagino che li abbia colpiti la forza con cui perseguo i miei obiettivi».

Lo slogan del Mate 10 Pro è I AM WHAT I DO: ci si riconosce?
«Assolutamente. Perché quello che faccio tutti i giorni è proprio la rappresentazione di chi sono e dei miei sogni».

Il Mate 10 Pro è uno smartphone, che rappresenta un progresso rispetto ad altri telefoni anche per l’uso dell’intelligenza artificiale. Secondo lei questo in che modo può aiutarci?
«È una delle prime volte che l’intelligenza artificiale viene utilizzata in un mercato di massa, come quello della telefonia. Il sistema sui cui si basa il Mate 10 Pro mi piace perché è adattativo: cioè si sviluppa e cambia mentre lo usiamo, imparando da noi. Questo fa sì che non ci siano più telefoni tutti uguali, ma ogni telefono è diverso perché lo usa una persona diversa».

Oggi con i telefoni facciamo più foto che telefonate. Che ne pensa?
«Non potrei farne a meno, ma non è sempre stato così: è stato proprio il mio primo smartphone Huawei l’anno scorso con la sua fotocamera potente a convertirmi alla fotografia. Lo ammetto: sono diventata una fotografa proprio grazie alla tecnologia».

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È ufficiale, Kendall Jenner è la modella più pagata del 2017 secondo Forbes.

Forbes ha annunciato le 10 modelle più pagate al mondo, e per la prima volta dal 2002, Gisele Bundchen, non è la modella che ha guadagnato di più nel 2017 (ma la seconda nella top ten). Kendall Jenner, 22 anni, ha rubato il primo posto in classifica con 22 milioni di dollari, incassati nell’ultimo anno.

Quest’anno Kendall Jenner ha guadagnato oltre il doppio del 2016, in cui aveva incassato “solo” 10 milioni di dollari.

Per la prima volta nella storia di Forbes, la classifica include entrambe le sorelle Gigi Hadid (al numero 5 con $9,5 milioni) e Bella Hadid (al numero 9 con $6 milioni). A soli 21 anni, Bella Hadid è la più giovane nella lista delle modelle più pagate del 2017.

Un altro primato nella top ten di quest’anno è di Ashley Graham, la prima modella curvy a entrare nella classifica di Forbes. Ashley ha guadagnato 5,5 milioni di dollari grazie alle sue collezioni di lingerie e beachwear e varie collaborazioni, tra cui quella con H&M.

Chrissy Teigen entra per la prima volta nella lista, direttamente sul podio di quest’anno (alla terza posizione) grazie ai contratti con Target, Vita Coco e Smirnoff.

Liu Wen è l’unica modella di colore nella top 10 delle modelle più pagate al mondo.

Adriana Lima è l’unico Angelo del Victoria’s Secret Fashion Show 2017 ad essere in lista, ma 9 modelle su 10 hanno sfilato per il brand di lingerie nelle scorse edizioni.

Tra i nomi che hanno mancato di poco l’ammissione in classifica ci sono Taylor Hill, Candice Swanepoel, Lily Aldridge e Joan Smalls.

E se vi state chiedendo quanto hanno guadagnato quest’anno le 10 modelle più pagate al mondo, ecco la lista ufficiale 2017 di Forbes:

  1. Kendall Jenner $22,000,000
  2. Gisele Bundchen $17,500,000
  3. Chrissy Teigen $13,500,000
  4. Adriana Lima $10,500,000
  5. Gigi Hadid $9,500,000
  6. Rosie Huntington-Whitely $9,500,000
  7. Karlie Kloss $9,000,000
  8. Liu Wen $6,500,000
  9. Bella Hadid $6,000,000
  10. Ashley Graham $5,500,000

Sfoglia la gallery per vedere Kendall Jenner, Gigi Hadid e tutte le modelle più pagate del 2017 secondo Forbes.

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Beauty news
November 22, 2017

A Roma, nel cuore del Rione Regola, inaugura l’Hotel De’ Ricci, nuovo concetto di ospitalità di lusso dedicato agli appassionati di vini. Boutique hotel di sole 8 suite, che privilegia lo spazio e il comfort totale: la  camera più grande misura ben 67 metri quadri. Le toiletries sono firmate dal celebrato creatore di fragranze
Francis Kurkdijan.

Lo staff dell’hotel è composto unicamente da sommelier professionisti che guidano gli ospiti in un percorso costruito su misura, dal primo aperitivo di benvenuto agli incontri con i produttori alla visita guidata nella cantina dell’hotel, dove sono custodite oltre 1.500 referenze dall’Italia e dal mondo, tra cui molte annate rare e formati speciali. Ogni stanza è dotata di una in-suite wine cellar, allestita secondo i desiderata dei clienti al momento della prenotazione, e del Coravin, strumento che consente di degustare ogni bottiglia al bicchiere senza alterare le sue caratteristiche, con una carta dei vini dedicata.

Al piano terra dell’hotel si accede allo Charade, un private bar ispirato agli esclusivi Gentlemen’s Club di un tempo. La cocktail list è stata compilata da Stefano Ripiccini, in equilibrio tra grandi classici e signature come lo Charade Negroni.

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isla-fisher-in-una-sequenza-del-film-i-love-shopping-105459_jpg_1400x0_q85Il Black Friday è una di quelle tradizioni Made in USA che non abbiamo esitato a importare e far subito nostre. Il perché è molto semplice: il “venerdì nero” è il giorno che segue Thanksgiving, il giovedì del Ringraziamento, ed è sinonimo di sconti e offerte imperdibili.

Ancora di più il Black Friday è l’occasione ideale per iniziare a pensare al Natale e trovare il regalo perfetto (o quasi). Pare che sia stato il Grande Magazzino Macy’s a metà degli anni Venti a introdurre l’idea. Un’idea che si è diffusa davvero solo negli anni Ottanta e che ha attraversato velocemente anche i confini oltreoceano.

Il fenomeno Black Friday nasce come una giornata di shopping nei negozi, nei quali le persone si riversano dopo un interno giorno di festeggiamenti e pranzi in famiglia, creando perfino ingorghi nel traffico e lunghe code di attesa fuori dagli stessi negozi.

In un Millennio in cui lo shopping online ha sempre un ruolo maggiore, non fa strano che in risposta a questa esigenza sia nato il Cyber Monday, il cosiddetto “Lunedì Cibernetico”, dove gli sconti sono dedicati agli e-commerce. Lo stesso Black Friday si è spostato anche sulle piattaforme virtuali, così le possibilità per trovare i prodotti e le promozioni migliori raddoppiano.

I giorni da tenere d’occhio quest’anno sono venerdì 24 e lunedì 27 novembre. Condé Nast ha deciso di partecipare attivamente a questo appuntamento e mettere a disposizione dei propri utenti una piattaforma, una vetrina di sconti in cui scoprire una selezione di proposte che mettono d’accordo tutti: dalla moda agli accessori, dalla tecnologia ai weekend fuori porta. Basta cliccare su BLACK FRIDAY BY CONDÉ NAST e scoprire le promozioni che vanno dal 10% fino al 50%.

Foto dal film I Love Shopping, 2008

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Beauty news
November 22, 2017

Nasce oggi la nuova Transitional Collection firmata N. 21. Da un’idea di Alessandro Dell’Acqua, la nuova collezione, composta da 21 look, celebra l’identità e la creatività che da sempre sono nel dna del marchio italiano.

N. 21 Transitional sconvolge infatti i tempi canonici di distribuzione, anticipando la presentazione della pre-collezione autunno-inverno 2018 e arrivando negli store, on e off lin, già dal mese di maggio.

Soprabiti in tartan con collo in ecofur, abiti stampati, cardigan maschili convivono con longuette e anorak in neoprene sovvertendo ancora quel bel vestire borghese che a Dell’Acqua piace contaminare con guizzi inaspettati e colori forti e decisi. E poi tanti accessori, dalle stringate maschili alle classiche pumps, dalle maxi tote in tartan alle classiche handbag che coniugano il glamour retrò con lo streetstyle più contemporaneo.

“In questa prima N21 Transitional ho raccolto quello che, secondo me, più rappresenta la filosofia del marchio”, ha detto il designer, “Sono quindi partito da una descrizione attualizzata del maschile-femminile, affiancandole una irriverente estetica punk e tocchi rubati allo sportswear”.

La prima collezione N21 Transitional rappresenta dunque una nuova opportunità di mercato soprattutto in quelle aree geografiche, come lAsia e Stati Uniti, in cui la stagionalità non è una vera e propria occasione di acquisto e unisce una visione stilistica chiara e precisa a una strategia commerciale che permette di soddisfare a pieno le richieste di un mercato in eterna evoluzione.

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L’attesissimo Victoria’s Secret Show 2017 si è tenuto ieri, a Shanghai. In passerella sono scese, fra le altre, le splendide Alessandra Ambrosio e Adriana Lima, Elsa Hosk, Romee Strijd, Jasmine Tookes e Lais Ribeiro, che quest’anno ha indossato il Fantasy Bra da 2 milioni di dollari. E per quanto anche quest’anno la sfilata sia stata magnifica – grazie anche e soprattutto alle splendide donne protagoniste – questa volta i problemi sono stati numerosi, a partire da quelli legati al visto, che ha fatto sì che molte top venissero escluse. Ma come se non bastasse, dopo la sfilata se ne sono verificati degli altri. La polizia cinese ha infatti messo fine all’after party prima della mezzanotte, poco dopo l’inizio della performance del DJ Victor Aime.

“La musica è stata interrotta bruscamente”, ha rivelato una fonte a WWD. “Hanno fatto di tutto perché non accadesse ma non è stato possibile continuare”.

Tra i vari colpi di scena della serata c’è stata anche la caduta in passerella di Ming Xi che dopo lo show ha chiesto scusa tramite social. “Mi dispiace se ho deluso qualcuno, grazie a chi si è preoccupato. Nella mia carriera di modella, che dura da sette anni, sono caduta innumerevoli volte… ma non importa quanto sia dolorosa la caduta, devo sempre rialzarmi. La strada è lunga e continuerò ad andare avanti. Grazie a tutti”.

Lo show sarà visibile il prossimo 29 novembre alle 4 del mattino ora italiana. Hashtag ufficiali della serata #VSFS2017 #vsfashionshow.

Per vedere tutte le foto di backstage da Instagram cliccate qui.

Per scoprire la collaborazione di Victoria’s Secret e Balmain cliccate qui.

Cliccate qui per scoprire il profilo di Adriana Lima

Cliccate qui per scoprire il profilo di Taylor Hill

Cliccate qui per scoprire il profilo di Sara Sampaio

 

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55924
Beauty news
November 22, 2017

Domenica 19 novembre si è conclusa la seconda edizione del Photo Vogue Festival, la prima rassegna interamente dedicata alla fotografia di moda in Italia.

Tantissimi fotografi, amatori e professionisti provenienti da ogni parte del mondo, hanno colto l’occasione per confrontarsi con esperti photo editor e curatori e per scambiarsi idee sulla pratica fotografica.

A BASE Milano, una delle due sedi principali, assieme a Palazzo Reale, i visitatori sono entrati nel vivo del festival assistendo a talk sulla fotografia a 360 gradi, prendendo visione delle mostre Fashion & Politics e PhotoVogue/Visions e sperimentando in maniera originale la filosofia dell’abitare di Natuzzi Italia, grazie all’area living in miniatura creata appositamente per la manifestazione.

La ‘casetta’ Natuzzi, con le sue pareti colorate impreziosite dalla foto di Henriette Sabroe Ebbesen, Milou Krietemeijer – Dirks e Ottavio Marino, si è trasformata in un vero e proprio set fotografico!

Sempre a BASE gli ospiti hanno potuto prendere visione delle 30 foto scelte dalle photo editor diVogue Italia in occasione dello scouting “World of Harmony”, distribuite in forma di cards, e hanno sperimentato l’armonia di Natuzzi Italia assaporando la comodità degli arredi Natuzzi presenti in location.

 

 

 

 

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Beauty news
November 22, 2017

IED Milano inaugura la nuova serie di Conversazioni con i protagonisti della moda e della creatività. Domani 22 novembre il palcoscenico di via Pompeo Leoni, sede dei corsi moda dell’Istituto Europeo di Design ospiterà Maria Sebregondi, Co-founder and President della Moleskine Foundation. Il tema? Di assoluto interesse: “Can creativity change the world?”

Ideatrice negli anni 90 della linea di taccuini Moleskine, Maria Sebregondi ha diretto il brand e la comunicazione fino al 2015: oggi la presidente della Moleskine Foundation è impegnata nello sviluppo di progetti non profit legati alla cultura e all’istruzione di qualità come motore di trasformazione sociale ed è autrice di saggi socio-antropologici e di numerosi articoli sulle mutazioni contemporanee.

Domani, alle ore 16, protagonista la creatività in IED grazie a Maria Sebregondi  in dialogo con Sara Azzone  e Alberico Guerzoni, rispettivamente direttore e vicedirettore IED.

Appuntamento in via Pompeo Leoni 3, a Milano, alle 16.

 

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55922
Beauty news
November 22, 2017

È uscito venerdì, il nuovo album di canzoni di natale 2017 cantate da Sia.
Everyday is Christmas è il titolo dell’album e di una delle 10 nuove canzoni natalizie.

L’annuncio è arrivato direttamente dal profilo Instagram di Sia che ha commentato: “Move over Frosty ⛄ “Snowman” is here! Stream/download on Spotify, iTunes, Apple Music, etc & pre-order the Everyday Is Christmas, out next Friday

Il nuovo album di canzoni di natale 2017 è già disponibile in streaming o download su Spotify, iTunes, Apple Music ed è acquistabile in pre-order su Siamusic.net.

Everyday Is Christmas sarà disponibile in versione CD e LP, in vendita da solo o con una serie di gadget natalizi tra cui: palle decorative per l’albero di natale, carta da pacchi, berretto di Babbo Natale, sciarpa, guanti e calza da appendere al camino. Tutti i gadget sono personalizzati con l’iconica parrucca bicolor di Sia (in vendita anche singolarmente) che per l’occasione si è tinta dei classici rosso e verde natalizi. Per i fan più appassionati c’è in vendita anche un maxi fiocco, da mettere in cima all’albero di natale, proprio come il fiocco che porta in testa la cantante.

Ascolta Everyday Is Christmas, il nuovo album di canzoni di natale 2017 di Sia, direttamente qui sotto.

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Beauty news
November 22, 2017

“L’amicizia non dimentica mai. È questa la sua cosa meravigliosa”. Così ha scritto Oscar Wilde, il genio letterario irlandese la cui abilità con le parole era uguagliata solo dal talento per la catastrofe personale. Sono passati 117 anni da quando Wilde morì in disgrazia in un hotel di Parigi, pochi anni dopo essere stato giudicato colpevole e condannato per omosessualità – che allora in Inghilterra era un reato –, mandato in prigione, e poi obbligato a lasciare il paese come un esule. Quando Wilde è morto, l’unico amico che, dagli anni della fama e del successo a Londra, gli è rimasto fedele e ha continuato a sostenerlo è stato lo scrittore Reginald “Reggie” Turner. Non lo ha mai dimenticato. La storia di Wilde – come le storie che lui ha scritto – continua a coinvolgere. Oggi, nel famoso ristorante di Soho Little Italy, incontro Rupert Everett per parlare di “The happy prince”, il film – uscirà nei cinema nel 2018 – che lui ha scritto, diretto, montato e di cui è anche uno dei protagonisti. Everett interpreta Wilde sul letto di morte a Parigi. Accanto a lui, nella parte di Reggie, c’è Colin Firth. Con Firth ho già parlato, via email, sia di “The happy prince” sia di Everett. La cosa affascinante è che i due sono amici da 34 anni e che tra loro non c’è sempre stata esattamente un’amicizia. Qui sotto, provo a intrecciare la conversazione di questi due grandi amici.
L’Uomo Vogue: Puoi ripercorrere l’arco della vostra amicizia?
Colin Firth: Ci siamo incontrati per la prima volta nel 1983 quando Rupert è venuto nel backstage mentre io recitavo a teatro nel West End in “Another country” e interpretavo proprio il ruolo che aveva già interpretato lui. Per un po’ ci siamo visti regolarmente, stare in sua compagnia era entusiasmante. È stato lui a suggerire che interpretassi Tommy Judd nella trasposizione cinematografica della pièce (e continua a fare del suo meglio per non rammentarmi che gli devo tutta la mia intera carriera). Quando sono cominciate le riprese del film è stato chiaro che non riuscivo a stargli al passo. Finché non ho incontrato Rupert cercavo di essere un tipo smart e brillante, un uomo di mondo. Ma lui era oltre la mia portata. Era straordinariamente divertente, assolutamente fuori dagli schemi e totalmente refrattario alle persone noiose. Per un po’ ho fatto del mio meglio per tenergli testa, poi la cosa ha cominciato a sfinirmi. Non c’era gara, così ho deciso di andare nella direzione opposta: diventare decisamente noioso. Non è stato molto difficile.
Rupert Everett: Ero rimasto piuttosto attratto da lui quando ci siamo conosciuti. Recitava la stessa parte che in quell’opera teatrale avevo interpretato io. Ho pensato che nel film lui avrebbe dovuto essere l’altro personaggio. Così, sì, ho insistito molto perché in “Another country – La scelta” ci fosse anche lui. Poi appena ha cominciato a recitare l’ho detestato! Me ne rammarico molto. Da dove veniva quell’odio? Gelosia, credo!
C.F.: Rupert mi aveva visto con una copia di The Guardian ed è bastato: poi, per completare l’idea che aveva di me, ha aggiunto la chitarra, il background in un’università non delle più prestigiose (Colin Firth si è laureato a Winchester, ndt), nel corso degli anni l’ha rifinita con un paio di sandali e il repertorio folk di Peter, Paul and Mary… e ha messo tutto insieme. I props, ovvero tutta quell’oggettistica, sono frutto della sua inventiva – ma come ritratto della mia natura più profonda riconosco che c’è qualcosa di vero. E io non sono il tipo che permette alla verità di rovinare un buon burlesque.
R.E.: Colin non è d’accordo, ma ricordo che continuava a strimpellare la chitarra, portava un paio di sandali, e cantava canzoni di protesta. Dei sandali! Strimpellava “Lemon Tree”! (Un successo di Peter, Paul and Mary, ndt). Lui dice che è tutto falso. E immagino che lo sia, che io fossi geloso e lui semplicemente troppo bravo. Una volta ero uno che ne combinava tante. Penso che da giovani lo siano tutti… Volevo avere tutto sotto controllo. Ero piuttosto odioso. Quindi, dopo, per lungo tempo non siamo stati amici. Ma questo succedeva oltre 30 anni fa. Il bello di invecchiare facendo questo mestiere è che lavori con persone piacevoli che conosci da tanto tempo, e questo lo rende molto più divertente.
L’U.V.: Poi avete lavorato insieme in “Shakespeare in love”. Ma quando avete cominciato a essere amici?
C.F.: L’amicizia è iniziata davvero con “L’importanza di chiamarsi Ernest”, nell’estate del 2001. Una delle più belle esperienze che abbia mai fatto. Forse perché lui è maturato, o perché io mi sono un po’ lasciato andare, o sono migliorato, siamo diventati molto amici. Riuscivo a farlo ridere, cosa che mi dà una soddisfazione enorme.
R.E.: “L’importanza di chiamarsi Ernest” è stato proprio un lavoro incantevole. Era un’estate meravigliosa, stavamo tutti in questa deliziosa country house fuori Londra, ci siamo divertiti tanto. A volte penso che questo mestiere è davvero fantastico. Continuavamo a ridere. Perché Judi Dench ride un sacco, e lo stesso vale per Colin e per Anna Massey. Siamo proprio stati bene. E dopo siamo diventati grandi amici.
C.F.: Sono seguiti due film della serie “St. Trinian’s” che ho fatto principalmente perché ci recitava lui. Il mio ultimo giorno sul set del secondo film Rupert si è fatto molto cupo. Anche se lui non l’ha mai detto, io sono convinto che non fosse altro che il dispiacere per la mia partenza. Intorno all’ora di pranzo ho salutato tutti e, dopo che me ne sono andato, Rupert è rimasto disteso sul pavimento della sua roulotte per un’ora fingendo di essere morto, con grande costernazione dei producers e del personale medico. Lui di sicuro racconterà una storia diversa, ma per me è così e, per quanto mi riguarda, è la conferma definitiva del suo affetto. È stato più o meno in quel periodo che ha iniziato a scrivere “The happy prince”. Mi ha detto che andava a scrivere a Parigi nella stanza d’albergo dove era stato Wilde. Sperando forse in una “collaborazione” di Oscar. La stanza era deprimente e il giorno dopo se ne è andato. Sei settimane dopo, però, è tornato con uno dei migliori script che io abbia mai letto.
R.E.: Non avrei potuto fare il film senza Colin. Oggi la cosa più importante per riuscire a fare film è andare dai potenziali finanziatori con i nomi degli attori che ne saranno i protagonisti. Proprio all’inizio, appena l’avevo scritto, cioè anni fa, lui è venuto e ha fatto il primo reading. Non aveva ancora girato né “Il discorso del re” né “A single man”. Eravamo tutti e due freschi di “St Trinian’s 2”. Era un momento in cui era facile fargli firmare un pezzo di carta! Ha firmato, ma poi per cominciare ci sono voluti anni… E il deal era lui. La cosa importante era che fosse coinvolto nel progetto. Quindi in un certo senso tutto questo lo devo a lui, oltre ovviamente a Emily Watson a Tom Wilkinson e agli altri che hanno partecipato al progetto. Ma era lui che tutti volevano. Non siamo i migliori amici, ma Colin mi è stato davvero vicino, mi ha sostenuto, e il risultato è che il film è stato fatto. Questo è un business in cui la gente non fa più favori. Oggi le carriere degli attori sono gestite da impenetrabili agenzie. Lui invece me ne ha fatto uno ed è una cosa molto rara. Sarò sempre in debito con lui.
L’U.V.: Quando alla fine avete girato il film, come è andata?
C.F.: Rupert è stato davvero unico. È straordinario lavorare con qualcuno che ha un simile controllo sul progetto: attore, sceneggiatore, regista. Continuavano a venirgli delle idee. Non si fermava mai. L’attimo prima era a letto moribondo, furioso con Bosie, che declamava poesie in francese e in inglese o a spassarsela con dei ragazzi italiani, il momento dopo diceva “cut, move on”, ed eccolo su una scala a pioli con la macchina da presa e una camicia da notte indossata sopra un fat-suit (per qualche motivo completo di un gigantesco pene), a decidere la ripresa successiva. Ero commosso dalla quantità di persone venute a lavorare per lui e per il suo script. Alcuni all’inizio avevano avuto con lui un’esperienza non più edificante di quella che avevo avuto io, ma ora gli erano devoti. Era tutto molto personale. Ci ha portati tutti fuori a cena. Gruppi di giovani attori e troupe si rotolavano dalla risate felici di essere in sua compagnia.
R.E.: La storia si svolge nelle ultime due settimane di vita di Wilde, quando inizia a delirare e a riesaminare il suo passato. Al tempo stesso è la storia del suo esilio. Non parla di nessuno dei temi affrontati dagli altri tre bei film che sono stati fatti su di lui. Quelli finiscono più o meno tutti nello stesso punto, cioè quando lui va in prigione, ma a me ha sempre interessato di più quello che succede dopo: il periodo in cui tutti lo abbandonano. La mia è perciò la storia dell’ultimo grande vagabondo del XIX secolo che viveva per strada, elemosinando drink, senza un penny, senza denti… Il suo esilio mi affascina. Per chi è gay Wilde è anche una sorta di Cristo. Lui è la figura del Cristo. Di sicuro in Inghilterra la strada per l’emancipazione gay è cominciata allora. Era una superstar, l’uomo più famoso di Londra, ma era anche vanitoso, snob e ignorante: Wilde si è tirato addosso la rovina come uno che afferra una tovaglia e tira giù tutto quello che c’è sul tavolo. Quando è stato scarcerato gli amici l’hanno portato a vivere in Francia. Si era ravveduto, un po’ come un cristiano rinato, ed erano tutti molto sorpresi che lui parlasse di Cristo e si riferisse alla propria omosessualità come a un vizio. Si era ravveduto in prigione con l’aiuto del direttore del carcere, ed era diventato un po’ “happy clappy” (come quei cristiani evangelici che cantano e battono le mani in preda all’entusiasmo, ndt). Lo hanno trasferito a Dieppe ma appena arrivato là hanno capito che non sarebbe stato facile. Appena un inglese lo vedeva chiedeva che fosse allontanato da un caffè, o gli sputava in faccia, o si metteva a inseguirlo: l’esilio sarebbe diventato un altro tipo di prigionia, così ha dovuto trasferirsi in un paesino. E là si è annoiato e depresso profondamente. Ha visto di nuovo Bosie, sono scappati a Napoli, per realizzare che il loro amore era soltanto un’illusione. Erano senza soldi. E hanno cominciato a litigare. La madre di Bosie ha detto al figlio: “Se smetti di stare insieme a lui ti ridarò il tuo assegno di mantenimento e darò dei soldi anche a Wilde”, e così Bosie, a cui importava solo avere una vita agiata, ha lasciato Wilde da solo in quel palazzo di Napoli infestato dai topi. È lì che lui si lascia completamente andare, che finisce dall’altra parte dello specchio. A Londra si era già invischiato con tutti quei ragazzi a pagamento, prostituti e tipi miserabili, ma lo aveva fatto restando da questo lato dello specchio. Poi all’improvviso si è spinto dall’altra parte. Erano suoi pari, i suoi amici erano gli scugnizzi e i piccoli delinquenti. Ed è così che si è perduto. L’uomo che era stato la più grande star del mondo. Reggie è l’amico che è andato a trovarlo in esilio. Quando era in esilio non lo voleva incontrare nessuno. Perché essere ritenuti suoi amici era molto, molto pericoloso. Oggi per noi è incomprensibile, è qualcosa che non riusciamo a immaginare. Reggie andò a trovarlo in Francia. Andava avanti e indietro ed è stato con lui fino alla fine.
L’U.V.: Scusami Rupert, faccio una forte digressione ma voglio chiedere a Colin qualcosa sulla sua decisione di prendere il passaporto italiano (a fine settembre ha ottenuto la doppia cittadinanza), cosa che era legittimato a fare visto che è sposato con Livia Giuggioli. La stampa britannica ha detto che era anche per via della Brexit. È vero?
C.F.: Ho sempre considerato il mio rapporto con l’Italia come un regalo. È un rapporto che nella mia famiglia esiste da oltre due decenni. Mi sono sposato qui, ho due figli nati a Roma. Mia moglie e io siamo entrambi estremamente orgogliosi dei nostri rispettivi paesi. Sentiamo che ci siamo fatti vicendevolmente un dono. I nostri figli hanno la doppia cittadinanza da sempre. In realtà non abbiamo mai pensato molto al fatto che abbiamo passaporti diversi. Ma ora con tutta l’incertezza che c’è in giro, ci è sembrato fosse meglio averlo tutti uguale. Io sarò per sempre assolutamente British (basta guardarmi o ascoltarmi), la Gran Bretagna è casa nostra e la amiamo molto. Nonostante le tentazioni di trasferirsi in climi economicamente più remunerativi che offre il mio mestiere, ho sempre scelto di fare la mia carriera nel Regno Unito e di pagare le tasse qui. Ma mi sono imparentato con l’Italia (e chiunque vi dirà che se sposi una/o italiana/o non sposi una persona soltanto, sposi una famiglia o magari un intero paese…). Come praticamente chiunque, ho una passione per l’Italia e avere anch’io la doppia cittadinanza, come i miei figli, è un grande privilegio.
L’U.V.: Per finire, un’ultima parola su Rupert?
C.F.: Non conosco nessuno che abbia una conversazione più divertente, più veloce e acuta, più indiscreta, brillante e imprevedibile, e il cui storytelling sia più inaffidabile o più eccitante. E io di tutto questo ho un ardente desiderio.

photo by Anton Corbijn
text by Luke Leitch
fashion editor Robert Rabensteiner

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Beauty news
November 22, 2017

Tutti i look sfoggiati dalle black models in passerella al Victoria’s Secret Fashion Show 2017, e sul Pink Carpet e all’after-party della sfilata nella futuristica cornice della città di Shanghai.

Mercedes-Benz Arena 20 Novembre 2017. Lo show più sexy dell’anno e 55 (sì cinquantacinque!super model, tra cui i tredici VS Angels, si sono ritrovate nella città più popolosa al mondo per l’appuntamento più atteso dagli insider, il Victoria’s Secret Fashion Show 2017, che quest’anno eccezionalmente ha avuto luogo a Shanghai.

Ieri sera (in realtà mattina qui in Italia, considerato il fuso orario) le top, provenienti da 20 paesi del mondo, hanno brillato sul catwalk mentre gli entertainer di questa edizione – Harry Styles, Miguel, Leslie Odom Jr. e Jane Zhang, – si alternavano nei sei segment (Punk Angels, Porcelain Angel, Winter’s Tale, Pink Millennial, Goddesses e Nomadic Angelsdello show.

Lo spettacolo messo su dal brand di lingerie, ormai alla sua 22esima edizione, si è da sempre distinto oltre che per le maestose ali, le spettacolari scenografie, gli ospiti più cool e l’atmosfera uber glamorous, soprattutto per la scelta – volutamente – multietnica dei Victoria’s Secret Angels.

Quest’anno a calcare la passerella, tra le modelle black più hot del momento, insieme alle veterane Alessandra Ambrosio (che ha annunciato nel backstage che quest’anno appenderà le ali al chiodo), Adriana Lima, il grande ritorno di Candice Swanepoel e ai 13 angeli (fatta eccezione per Behati Prinsloo-Levine che, causa gravidanza, diserterà questa speciale edizione del VSFS) ci sono Leila Nda, Zuri Tibby, Leomie Anderson, Herieth Paul, Jourdana Phillips, Cindy Bruna, Dilone, Alanna Arrington, Maria Borges, Lameka Fox e, ovviamente, i due Victoria’s Secret Angel Jasmine Tookes e Lais Ribeiro.

Proprio quest’ultima ha avuto l’onore di indossare il preziosissimo Victoria’s Secret Fantasy Bra. Il mese scorso il brand di lingerie ha infatti annunciato via social, che toccava a Lais Ribeiro quest’anno, portare il pezzo più ambito della soirée cinese. Dopo Tyra Banks nel 1997, Selita Ebanks nel 2007 e Jasmine Tookes nel 2016 a Parigi, la modella brasiliana è il quarto angelo di colore ad indossare lo scintillante e costosissimo reggiseno, creato per l’occasione dalla maison MOUWAD.

Molte le new entry nella line up di quest’anno: Samile Bermannelli, Alecia Morais, Amilna Estevão, Grace Bol e Aiden Curtiss hanno calcato tutte per la prima volta la passerella più ambita del mondo. 

Dove vedere il Victoria’s Secret Fashion Show 2017 in full hd? Tutti sintonizzati (in streaming ahimè!) Lunedì 28 Novembre sulla CBS alle 3 di notte circa, come ogni anno lo show sarà trasmesso sul network della tv americana in prima serata.

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Beauty news
November 22, 2017

Torna di moda il capo iconico degli anni 90. Rivisto nella versione maxi o mini, il piumino fonde il tocco high fashion con quello più low della strada intessendo nuovi percorsi e nuove conversazioni tra athleisurenew streetstyle. La domanda che vi farete sarà come fare a sceglierlo o ad indossarlo senza sembrare il famigerato Omino Michelin? Anche questa volta i designere le loro collezioni autunno-inverno 17-18 ci vengono in soccorso e sfoderano una serie di look che ci terranno al caldo come un romantico abbraccio senza mettere a repentaglio il tocco glamour.

Versione animalier per Dolce & Gabbana da abbinare ça va sans dire all’abito bustier. Sporty invece da Versace che presenta una inedita versione urbana: puffer jacket e pencil skirt.

Micro da Salvatore Ferragamo, extra long da Kenzo. Versione cappa da Sonia Rykiel o piumone da Rick Owens.

Con maxi collo in eco-pelliccia da Miu Miu. E infine con prints vintage da Dries van Noten…dedicato a tutte quelle che amano indossare fantasie sgargianti anche nelle fredde e grigie giornate invernali.

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Un barman affascinante, un bar misterioso dal gusto spiccatamente italiano e sei donne uniche, nello stile e nel modo di essere, che si alternano allo stesso bancone. Impossibile non restarne ammaliati. Good evening Madam e benvenuta a “The Furla Society”. Così nasce la nuova campagna digital di Furla, che rende omaggio all’individualità femminile attraverso stili e ispirazioni intriganti.

Scoprite qui tutti i video della campagna

The Furla Society” è un gruppo di donne ben distinte e sicure di sé, con una storia singolare ed emozionante da raccontare. Ognuna incarna una borsa della collezione Cruise 2018: c’è quella audace e colorata, quella splendida e serena, quella sicura di sé e vivace, e ancora quella un po’ dark e misteriosa.

Una vera e propria celebrazione dell’universo femminile attraverso differenti caratteri, storie e modi di essere, dove la diversità rappresenta l’essenza e lo stile unico di ogni donna. Non vi resta che seguire l’appuntamento settimanale sull’account ufficiale Instagram di @Furla per scoprire tutte le novità di “The Furla Society”.

Di settimana in settimana vi presentiamo le sei donne di The Furla Society:

Floris
Impossibile resistere al suo charme, Floris è paladina della libertà di espressione: sicura di sé, dallo charme e dall’eleganza innata. Avventurosa e solare, dice sempre quello che pensa.

Aruba
La personalità poliedrica di Aruba non conosce limiti e il suo carisma richiede attenzione costante. Vivace e passionale, guarda il mondo come un’avventura caleidoscopica.

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Benvenuto Black Friday! Per questo 24 novembre dedicato ai maxi saldi, occorre farsi trovare preparate (e scattanti). Specie se ci si vuole accaparrare il beauty device dei sogni – dallo spazzolino elettrico, alla piastra per capelli, al kit ricotruzione unghie, ma non solo – quello che a prezzo pieno nemmeno considereremmo, ma che invece in occasione del Black Friday potrebbe finalmente diventare alla nostra portata. Secondo una ricerca di MediaWorld, il Black Friday è “l’occasione per fare shopping” (45% del campione), “una giornata imperdibile” (23%), “una simpatica americanata” (17%). Trovata commerciale americana o no, offre comunque possibilità per ogni tasca.

La scelta tra e-commerce e negozi? A quanto rilevato da un sondaggio della piattaforma digitale DoveConviene, i punti vendita “reali” rimangono il luogo preferito per gli acquisti di noi italiani, anche in occasione del Black Friday. Tra le categorie di punta, il fashion raggiunge il primo posto, seguito dalla tecnologia.

A proposito di tech, nella gallery abbiamo raccolto una ricca selezione di beauty device di ogni sorta – dalla sauna facciale alla spazzola per la pulizia viso, dal phon super silenzioso agli epilatori a luce pulasata da esibire in bagno come oggetti design. Ma non solo: troverete anche uno strumento per la rimozione dei punti neri, spazzole elettriche e molto altro ancora…
Ecco tutti i nostri consigli shopping per venerdì. Pronte al click?

di Marzia Nicolini
Foto Miles Aldridge, Vogue Italia, novembre 2008

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